Revisione del Mercato 31-10

Revisione del Mercato 31-10

Notizie Forex

Euro recupera su dollaro, inflazione tedesca ottobre a record oltre 6 anni

Da: Reuters.com

Euro in lieve recupero nei confronti del dollaro, nuovamente intorno alla parità, dopo la stima sui prezzi al consumo tedeschi di ottobre che rispetta le attese portandosi al massimo da oltre sei anni.

La lettura preliminare a cura dell’ufficio federale di statistica mette in evidenza un’inflazione armonizzata al tasso annuo di 2,4% — al di sopra dell’obiettivo Bce ma soprattutto al record da febbraio 2012.

L’accelerazione di due decimi rispetto a settembre allontana ulteriormente la dinamica dei prezzi tedeschi dal target di ‘inferiore ma vicino a 2%’ fissato dall’istituto centrale di Francoforte, cementando le attese dell’imminente chiusura del programma di stimolo degli acquisti Qe.

Viaggia nel frattempo in rialzo di circa 0,5% il cambio del dollaro/yen, portandosi al massimo dal 10 ottobre per puntare a quota 113.

L’indice del biglietto verde sulle principali controparti ponderate su base commerciale si mantiene in vista del record da due mesi e mezzo, mentre i derivati sugli indici di Wall Street prospettano una partenza positiva per la borsa Usa.

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Dollaro vicino al massimo di 10 settimane, timori per il commercio

Da: Investing.com

Il dollaro si riavvicina al massimo di 10 settimane contro il paniere delle valute questo martedì, l’aumento delle tensioni commerciali ha inasprito i timori di un rallentamento della crescita economica globale, spingendo la domanda di investimenti rifugio.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,13% a 96,47 alle 04:49 ET (08:49 GMT), vicino al massimo di 10 settimane di 96,62 di venerdì.

La richiesta di dollaro continua ad essere sostenuta dalla notizia di Bloomberg secondo cui il governo Trump sarebbe pronto ad annunciare dazi su tutte le importazioni cinesi entro i primi di dicembre se le trattative del mese prossimo non dovessero riuscire ad allentare le tensioni commerciali tra Washington e Pechino.

Il Presidente USA Donald Trump e il Presidente cinese Xi Jinping si incontreranno in Argentina durante il summit del G20 alla fine del mese prossimo.

L’inasprimento delle tensioni commerciali giunge in un clima di apprensione per le prospettive deboli sugli utili delle compagnie tech e per il ritmo degli aumenti dei tassi di interesse USA.

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Notizie mercato azionario

Facebook, utenti e ricavi sotto le attese

Da: Repubblica.it

Balzano gli utili, ma utenti e ricavi sono sotto le attese. Trimestrale di Facebook in chiaroscuro per gli analisti. Il colosso californiano di Menlo Park presenta conti stellari, non sufficienti a tranquillizzare del tutto gli investitori. Il profitto sale a 1,76 dollari per azione nel terzo trimestre terminato a settembre, da 1,59 dollari di un anno fa e contro una stima di 1,48 dollari. Questo significa un balzo del 9% a 5,14 miliardi. Ma è l’unico dato in controtendenza.

I profitti si impennano di un terzo a 13,73 miliardi (+33%), ma gli analisti si aspettavano 13,78 miliardi. Così anche la crescita degli utenti mensili attivi, vera benzina di Facebook: 2,27 miliardi contro i 2,29 miliardi attesi. La più lenta dal 2011, ma pur sempre una crescita a differenza di Twitter e Snapchat alle prese fan in fuga. Il titolo prima scende a Wall Street nelle contrattazione after hours, fino a -5%. Poi rimbalza di due punti. Poco dopo torna giù di altri due, quando il fondatore Mark Zuckerberg annuncia che il 2019 “sarà un anno di investimenti”. Infine risale, quando il direttore finanziario del social media, David Whener, rimarca che esistono “grandi opportunità di crescita” nel 2019, pur senza fornire cifre sull’outlook. Da inizio anno Facebook ha perso in borsa il 20%. E dalla fine di luglio – quando ha presentato i conti del secondo trimestre – il 34%.

Gli oltre 2,6 miliardi di utenti mensili – precisa il social media – comprendono anche quelli di WhatsApp, Instagram e Messenger. Rispetto ad un anno fa si tratta di 100 milioni in più di utenti mensili (+10%), mentre quelli giornalieri sono saliti del 9% a 1,49 miliardi. I risultati sembra confermare che Facebook attraversa uno dei periodi più difficili dei suoi quasi 15 anni di storia. L’uscita di manager di rilievo, tra i quali i fondatori di WhatsApp e Instagram. Lo scandalo dei dati di Cambridge Analytica. Le interferenze sulle elezioni. Le sue pratiche sulla privacy, non del tutto trasparenti.

Va anche detto che il rallentamento di Facebook dovrebbe essere inquadrato nel più generale rallentamento del settore high tech. Anche i recenti conti di Amazon e Google non hanno brillato. Il fondatore e amministratore delegato Mark Zuckerberg si mostra ottimista: “La nostra comunità e il nostro business continuano a crescere rapidamente e ora abbiamo più di 2 miliardi di persone che usano almeno uno dei nostri servizi ogni giorno. Ci sono grandi opportunità nei video e nel commercio”. Zuckerberg ha poi rivelato, durante la conference call con gli analisti, che Facebook con il suo servizio di ‘recruting’ – concorrente di Linkedin – ha aiutato un milione di persone a trovare lavoro.

Sugli abusi, poi Zuckerberg dice che servirà “almeno un anno” perché la società sia in grado di prevenirli “al livello desiderato”. Il gruppo sta moltiplicando le spese per le tecnologie indirizzate alla salvaguardia della piattaforma, dopo lo scandalo di Cambridge Analytica e la violazione dei profili degli utenti, con ricadute significative sul conto economico. Nell’ultima trimestrale, fino al 30 settembre, il margine operativo di Facebook risulta al 42%, il 2% in meno rispetto a 12 mesi prima.

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Borse Asia-Pacifico in rialzo, ma ottobre mese da dimenticare

Da: Reuters.com

Le borse dell’area Asia-Pacifico sono positive, mentre la Cina riafferma gli impegni a sostenere il mercato interno, anche se la situazione resta fragile dopo che i mercati hanno bruciato nel corso del mese di ottobre migliaia di miliardi.

Un insieme di fattori, dalla guerra commerciale tra Usa e Cina alle tensioni sui profitti delle aziende americane passando per la fine della politica di quantitative easing nelle economie sviluppate ha causato volatilità sui mercati nelle scorse settimane.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di ritenere che un accordo con la Cina sia possibile, ma ha aggiunto che in caso contrario è pronto a imporre nuovi dazi per diversi miliardi.

L’indice MSCI delle borse regionali (che non comprende comunque Tokyo) ha registrato finora a ottobre un calo dell’11%, la performance peggiore dal settembre 2011.

La moneta cinese, lo yuan, è sotto pressione per i timori sul rallentamento dell’economia interna. Nuovi dati diffusi oggi indicano che il settore manifatturiero cinese è cresciuto a ottobre, ma al tasso più debole da oltre due anni, e che c’è un’ulteriore riduzione dell’export.

Intanto oggi i prezzi del petrolio segnano un leggero recupero, dopo che ieri avevano registrato un calo significativo sul timore per la crescita globale e anche per le scorte in aumento.

TOKYO ha chiuso in rialzo di oltre il 2%, rassicurata dai segnali che la Banca del Giappone manterrà la sua politica monetaria ultra-accommodante ancora per un po’ di tempo.

HONG KONG e SHANGHAI sono entrambe in netto rialzo, sull’onda dell’ottimismo per l’impegno delle autorità a sostenere l’economia nonostante i deboli dati sull’attività manifatturiera. Per l’ex colonia britannica comunque ottobre si avvia a essere il sesto mese consecutivo in perdita, la serie negativa più lunga dal 1982.

SYDNEY ha chiuso in rialzo, grazie alle banche, ma a ottobre il calo complessivo è stato di oltre il 6%. Positiva anche SEUL, che però ha perso a ottobre il 13,4%, la perdita peggiore da ottobre 2008.

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Notizie sulle criptovalute

Bitcoin stabile, G.B. pensa di vietare alcuni cripto-prodotti

Da: Investing.com

I prezzi delle criptovalute sono invariati questo martedì, il Regno Unito ha reso noto che potrebbe vietare alcuni prodotti finanziari basati sul Bitcoin e su altre monete digitali.

Il Bitcoin va giù dello 0,23% a 6.357,90 dollari sul Bitfinex alle 9:36 ET (13:36 GMT).

In generale tutte le criptovalute sono al ribasso, con la capitalizzazione di mercato scesa a 203 miliardi di dollari al momento della scrittura dai 205 miliardi di ieri.

L’Ethereum, o Ether, scende dello 0,29% a 197,97 dollari e il Litecoin si attesta a 49 dollari, rimbalzando dell’1% mentre il token XRP schizza dell’1% a 0,44999 dollari.

Il report del ministero delle finanze britannico, della Banca d’Inghilterra e dell’ente di regolamentazione finanziaria FCA pubblicato questa mattina mostra l’approccio normativo che il Regno Unito dovrebbe adottare per quanto riguarda il controllo degli asset legati a monete virtuali.

“La taskforce ha concluso che dovrebbe essere intrapresa un’azione decisa per gestire i rischi legati ai cripto-asset che rientrano nei quadri normativi esistenti”, si legge.

“Viene richiesta un’ulteriore consulenza e il coordinamento internazionale per i cripto-asset che rappresentano nuove sfide per le forme tradizionali della normativa finanziaria e che esulano dal quadro normativo esistente”, viene aggiunto.

La taskforce dovrebbe pubblicare un documento di consulenza entro fine anno per chiarire se gli asset legati alle criptovalute rientrino nella giurisdizione normativa, mentre per il 2019 è previsto un secondo report sul potenziale divieto dei prodotti derivati basati sulle cripto e destinati ai consumatori retail.

“Data la complessità e le nuove sfide presentate alle forme tradizionali di regolamentazione finanziaria, è necessario più tempo per capire come la normativa possa rispondere adeguatamente ai rischi rappresentati dai token di scambio, come il Bitcoin”, si legge.

Nel frattempo, il colosso delle cripto-piazze Coinbase ha affermato di prevedere ricavi annui di 1,3 miliardi di dollari nel 2018, secondo Bloomberg. Le entrate della compagnia derivano dalle commissioni sugli scambi, nonché dai movimenti dei suoi stessi possedimenti. La compagnia aveva circa 503 milioni di dollari in denaro in banca alla fine del primo semestre, in base a quanto riportato da Bloomberg.

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