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Revisione del Mercato 30-11

Revisione del Mercato 30-11

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Notizie Forex

Dollaro recupera su incertezza esito G20, attesa per indice Pce

Da: Reuters.com

Il dollaro risale un po’ la china discesa sui mercati asiatici ed europei dopo che, ieri, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha ammorbidito i toni della posizione ufficiale sulla politica monetaria.

Gli investitori sono cauti in prossimità del vertice del G20. I presidenti di Usa e Cina, Donald Trump e Xi Jinping, s’incontreranno a margine dell’appuntamento di Buenos Aires, per parlare dei temi commerciali, che hanno creato tensioni tra i due paesi nei mesi scorsi.

Le incognite sull’esito del vertice Usa-Cina, dicono gli analisti, inducono a non abbandonare gli asset considerati sicuri, come il dollaro, in favore degli investimenti più rischiosi.

Dopo essere sceso sino a 96,626, il dollar index ha recuperato terreno e si è riportato oltre 97, per poi arretrare nuovamente: ora è attestato a 96,8.

Powell ha affossato nella notte la valuta Usa dopo aver detto che i tassi si trovano a un livello “appena al di sotto” della neutralità. I mercati hanno interpretato le parole del numero uno della Fed come una marcia indietro rispetto al percorso di stretta monetaria che pareva tracciato sinora.

Attualmente il consensus di mercato è per due nuovi interventi restrittivi da parte della Fed, di cui uno nel meeting del mese prossimo.

I dati sul Pil del terzo trimestre in Svizzera e Svezia hanno confermato che molte economie mondiali, fatta eccezione per gli Stati Uniti, stanno frenando e hanno rafforzato la previsione che i tassi d’interesse resteranno complessivamente stabili e bassi per diverso tempo. Dato che anche la zona euro mostra segni di frenata, Powell pare avere corretto il tiro — anche in virtù delle pressioni di Trump — per non causare un rallentamento analogo dell’economia Usa.

Riflettori puntati, nel pomeriggio, sull’indice dei prezzi Pce di ottobre, il barometro dell’andamento dell’inflazione maggiormente monitorato dalla Fed. A proposito della banca centrale di Washington, in calendario anche la pubblicazione delle minute dell’ultima riunione del Fomc.

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Zona euro, Bce: rischi finanziari aumentati, attenzione a contagio da Italia

Da: Reuters.com

La crescente tensione sui titoli di stato italiani potrebbe avere una ricaduta negativa su altri mercati della zona euro ad alto debito e aumento il rischio di un effetto contagio.

Lo scrive la Banca centrale europea nel rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria, facendo riferimento a una lunga serie di rischi tra cui oltre all’aumento dei costi di raccolta per l’Italia figurano quello di un possibile rallentamento del ciclo Usa e di una bolla del mercato immobiliare nella zona euro.

Molti osservatori attribuiscono da tempo alla stessa Bce, alla politica monetaria ultra-espansiva, una parte delle responsabilità a monte proprio dell’aumento dei rischi.

“Una delle priorità per noi è la sostenibilità del debito sovrano. La pressione sui costi di finanziamanto unitamente ai mancati progressi sul fronte del consolidamento dei bilanci pubblici potrebbe impedire una discesa del debito nei paesi maggiormente indebitati” scrive lo studio.

“In caso dovesse aumentare lo stress sui governativi italiani questo si potrebbe riflettere su altri mercati di titoli di Stato” si avverte ancora nel rapporto.

L’istituto centrale di Francoforte fa anche riferimento a “moderati segnali” di sopravvalutazione del mercato immobiliare della zona euro, precisando comunque che la situazione varia molto da paese a paese.

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Notizie mercato azionario

Apple, Amazon, Google, Facebook e Netflix sotto pressione. Sta scoppiando una nuova bolla?

Da: Ilsole24ore.com

Da inizio ottobre i titoli tech hanno perso molto terreno a Wall Street, trascinando la Borsa verso l’azzeramento dei guadagni messi a segno nel corso dell’anno. Molti hanno iniziato a porsi la domanda: sta scoppiando una nuova bolla dei titoli Internet come nel marzo del 2000?

Il più colpito dalle vendite è stato il titolo Netflix (-25%) ma ha certamente stupito di più il -20% di Apple che ha dovuto rimangiarsi in poche settimane il record della prima compagnia occidentale della storia a superare i 1.000 miliardi di dollari in termini di capitalizzazione. Vendite consistenti anche per Amazon (-16,5%). Un po’ meglio Alphabet (la cassaforte di Google) che ha perso il 9,5% mentre decisamente resiliente (-2,5%) a questa ondata di vendite è risultata Microsoft che infatti ha risuperato Apple in termini di valore di Borsa.

Le vendite sono partite dopo la pubblicazione dei conti del terzo trimestre che hanno aggiornato le stime anche per il quarto evidenziando qualche scricchiolio sui ricavi. Tra le big, Amazon ha segnalato per il quarto trimestre, quello cruciale per gli acquisti del Natale, una stima di crescita dei ricavi (+20% a 72,5 miliardi) inferiore alle previsioni (74 miliardi). È scattato un allarme utili anche per Apple che fin da ottobre, secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, avrebbe fatto scattare una riduzione di 70 milioni di unità dell’iPhone. A preoccupare gli investitori è stato l’annuncio shock di inizio novembre in base al quale la società cambierà guidance nella comunicazione decidendo che non renderà più noti i dati sulle vendite dei propri device.

Anche Facebook – che ha perso più del 30% dai massimi del 25 luglio – ha avuto le sue gatte da pelare ultimamente, soprattutto nel secondo trimestre. In termini di organizzazione il gruppo sta attraversando uno dei periodi più ardui dei 15 anni della sua storia. Nel corso del 2018 molti manager di spessore hanno lasciato, fra questi anche i fondatori di WhatsUp e Instagram, secondo alcuni rumors in contrasto con le strategie dei vertici. Senza dimenticare lo scandalo dei dati di Cambridge Analytica e le presunte interferenze sulle elezioni oltre al tema spinoso della privacy. Elementi di debolezza che hanno esposto il titolo a una correzione importante.

Momento di flessione anche per Netflixche pur avendo riportato il 17 ottobre conti superiori alle attese – con ricavi a 4 miliardi e abbonati a quota 6,96 milioni, ben oltre i 5,09 milioni attesi da Wall Street – si è accodato al ribasso pressoché algoritmico del comparto.

A questo punto possiamo provare a rispondere alla domanda iniziale: sta scoppiando una bolla hi-tech oppure si tratta di una sana correzione che ha reso le quotazioni più attraenti nella logica di un investimento di medio-lungo periodo?

Stando alla tabella dei multipli sugli utili – che confronta il rapporto prezzo/utili a fine settembre (prima dell’avvio dello storno) a quello attuale e alla media degli ultimi cinque anni – la risposta cadrebbe sulla seconda opzione.

Perché i multipli sono scesi parecchio. Il rapporto tra prezzo e utili attesi fra 12 mesi di Apple è sceso da 16,6 a 13,3, quello di Facebook da 20,8 a 18,3. Google Alphabet vale oggi 23,3 volte gli utili attesi a fronte di 26,2 di fine settembre. Sono scesi ma restano decisamente più elevati i multipli di Amazon (63,9) e Netflix (70,9).

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Nissan-Renault-Mitsubishi: “Continua il nostro pieno impegno nell’allenza”

Da: finanza.com

Nissan, Mitsubishi e Renault confermano il pieno impegno a proseguire nella loro alleanza. Lo si legge in un comunicato congiunto dei tre marchi dopo l’arresto dell’ex numero uno Carlos Ghson a Tokyo per evasione fiscale.

“Negli ultimi giorni – si legge – i Consigli di amministrazione del gruppo Renault, di Nissan e Mitsubishi hanno tutti, individualmente e congiuntamente, ribadito con enfasi il loro forte impegno nell’alleanza. Restiamo pienamente impegnati nell’alleanza”.

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Deutsche Bank, perquisizioni a Francoforte, M5s: inquietanti ombre”

Da: Reuters.com

Circa 170 poliziotti, magistrati e ispettori fiscali hanno perquisito sei uffici di Deutsche Bank a Francoforte e dintorni con l’ipotesi di reato di riciclaggio.

Lo ha detto la procura.

La banca ha detto che le indagini sono legate ai cosiddetti “Panama Papers” e che collaborerà pienamente con le autorità.

Il procuratore ha spiegato che l’inchiesta verte su due dipendenti di Deutsche Bank accusati di aver aiutato alcuni clienti a mettere in piedi società off-shore per riciclare denaro sporco.

Il titolo della banca perde circa il 3% alla borsa di Francoforte.

Duro il commento della delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, secondo cui l’operazione di oggi getta “inquietanti ombre” sull’operato dell’istituto tedesco.

“Questo scandalo dimostra ancora una volta l’urgenza di misure forti contro l’evasione fiscale internazionale ed europea”, scrivono i pentastellati in una nota.

Il comunicato sottolinea il bisogno “di maggiore trasparenza e di una vigilanza rafforzata sui mercati finanziari”, e la necessità di una “azione coordinata a livello europeo”.

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Borsa Milano poco mossa a metà seduta, in calo banche, brillano Prysmian e Mps”

Da: Reuters.com

Gli indici di Piazza Affari sono poco mossi a metà seduta, dopo un’apertura forte sulla scia di Wall Street, in seguito ai commenti accomodanti del presidente della Federal Reserve Usa che alimentano l’interesse per asset più rischiosi.

Intorno alle 12,30, l’indice FTSE Mib e l’Allshare sono in rialzo di circa lo 0,04%.

I titoli tech e ciclici, alcuni dei quali maggiormente colpiti dal recente sell-off, guidano i guadagni anche a livello europeo.

Migliore del listino principale PRYSMIAN, che rimbalza del 4% dopo aver chiuso ieri sui minimi dell’anno. Stamani la società ha annunciato un memorandum di intesa non vincolante con Gcc Electrical Equipment Testing Laboratory (Gcc Lab), un laboratorio di prove per i sistemi in cavo per la trasmissione e la distribuzione di energia elettrica a Dammam (Arabia Saudita).

Brilla anche STM, in rialzo del 2,5%.

Dopo una partenza positiva, invertono la rotta i bancari, con l’indice di settore italiano in calo dello 0,99% e quello europeo dello 0,39%. Fa eccezione MPS che prosegue il trend rialzista e sale di circa il 5%, portando il suo recupero in settimana attorno al 20%. In attesa dell’esito del cda chiamato a definire la cornice dell’operazione di cessione del portafoglio di Npl, BANCO BPM cede lo 0,7%. UNICREDIT perde l’1,46%, UBI BANCA lo 0,78%, BPER BANCA lo 0,25%.

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Notizie sulle criptovalute

L’EOS scende del 10%

Da: Investing.com

L’EOS era scambiato a $3,0065 alle 19:53 (18:53 GMT) sul Investing.com Index in questo Giovedì, in calo del 10,27% giornaliero. Si tratta della più grande crescita percentuale in un solo giorno dal 19 Novembre.

Il calo trascina la capitalizzazione di mercato dell’EOS a $2,7648B, e alla quota del 1,99% del totale della capitalizzazione delle criptovalute. Ai suoi massimi, il mercato dell’EOS aveva toccato il picco di $17,5290B.

Nelle precedenti 24 ore, l’EOS era scambiato in un range compreso tra $2,9643 e $3,3052.

Negli ultimi sette giorni, l’EOS aveva visto una in calo del suo valore con una perdita del 17,43%. Il volume dell’EOS scambiato nelle ultime 24 ore, al momento della scrittura, arriva a $896,1142M, rappresentando il 4,74% del totale del volume di tutte le criptovalute. Era stato scambiato all’interno di un range tra $2,9043 e $3,7418 negli ultimi 7 giorni.

Al suo prezzo attuale, l’EOS è ancora inferiore del 86,92% dal suo massimo storico di $22,98 toccato il 29 Aprile.

Intanto nel mercato delle criptovalute

Bitcoin quotato a $4.288,0 nel Investing.com Index, in crescita del 0,01%.

XRP scambiato a $0,37735 nel Investing.com Index, in perdita del 4,44%.

La capitalizzazione del mercato della cripto Bitcoin era di $75,2161B, rappresentando il 54,10% del totale di tutte le criptovalute, mentre quella relativa al mercato XRP ha raggiunto quota $15,2919B e il 11,00% del totale.

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