Brexit Uncertainty

Revisione del Mercato 29-03

Revisione del Mercato 29-03

Notizie Forex

Brexit: Theresa May ci riprova per la terza volta, oggi il voto di Westminster. Alert Draghi per mercati

Da: Borse.it

Il numero uno della Bce, Mario Draghi, ha avvertito i leader europei sul fatto che, a suo avviso, i mercati non stanno prezzando a pieno il rischio che si concretizzi per il Regno Unito il worst risk scenario, ovvero un no-deal Brexit. E’ quanto ha riportato un funzionario senior dell’Unione europea, precisando che l’avvertimento di Draghi ai leader Ue è stato lanciato la scorsa settimana.

Oggi giornata cruciale per il futuro del Regno Unito: Westminster si appresta a votare per la terza volta il Withdrawal Agreement, ovvero la proposta sui termini del divorzio Brexit che la premier Theresa May ha concordato lo scorso novembre con Bruxelles. La proposta è stata già bocciata due volte, ma May conta ora sul sostegno di un numero maggiore di esponenti del suo partito Tory per far passare l’accordo alla Camera dei Comuni.

Se il Parlamento darà il suo benestare alla proposta di May, allora – in base a quanto deciso dal Consiglio europeo – il Regno Unito avrà tempo fino al prossimo 22 maggio per completare l’iter legislativo necessario per rendere concreto il divorzio.

In caso contrario, il 12 aprile sarà la data in cui dovrebbe concretizzarsi il no-deal Brexit, anche se la Bbc, nel riportare diversi scenari, parla anche della possibilità che rinizi tutto da capo, nel caso in cui l’Unione europea decida di riaprire le trattative sulla Brexit.

Si riparla ancora delle opzioni: cancellazione dell’Articolo 50, secondo referendum o ritorno alle urne.

Due giorni fa la premier Theresa May, consapevole delle varie disfatte che ha incassato, e del fatto che fin troppi esponenti del partito Tory sono ormai pronti a chiedere la sua testa, ha annunciato di essere pronta a dimettersi, a patto che Westminster approvi finalmente il suo accordo sulla Brexit.

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Nuovo affondo della lira turca mentre fuggono i capitali

Da: Investing.com

Non c’è pace per la lira turca che oggi cede intorno al 3% nei confronti sia del dollaro che dell’euro, perdendo così il recupero dei giorni scorsi.

Il recupero di inizio settimana era arrivato grazie all’impennata dei tassi swap utilizzati dagli operatori di mercato per prendere in prestito lire, passando dal 22% fino a oltre il 1000%.

Secondo indiscrezioni di mercato, però non confermate ufficialmente, alle banche turche è stato imposto di bloccare i prestiti in lire a controparti straniere allo scopo di arginare le vendite allo scoperto sulla valuta, provocando il breve recupero.

Se l’obiettivo era quello di prevenire le vendite allo scoperto e la speculazione, le misure, però, non si stanno dimostrando di duratura efficacia, così oggi l’incertezza politico-finanziaria sta trascinando nuovamente giù la moneta turca.

La valuta aveva già ceduto oltre il 30% nel corso del 2018 ma i vari tentativi di recupero si sono schiantati alla vigilia delle prossime elezioni amministrative di domenica.

Secondo alcuni sondaggi, infatti, il Presidente Recep Tayyip Erdogan sarebbe preoccupato di perdere il controllo di alcune città chiave nel Paese, tra cui la capitale Ankara, proprio nel corso del prossimo turno elettorale.

Il Paese, inoltre, sta assistendo ad una fuga di capitali, con un aumento di 4 miliardi di dollari dell’esposizione in valuta forte di famiglie e imprese. A pesare resta la forte inflazione, con un tasso del 19%, che spinge gli investiori a cercare “porti sicuri” per i propri capitali, pressionando ulteriormente la lira.

Inoltre, la settimana scorsa era stato diffuso il dato sulle riserve di valuta estera detenuta dalla Banca centrale turca, in cui si evidenziava un calo inatteso di 6,3 miliardi di dollari nel corso delle prime due settimane di marzo. La mancanza di spiegazioni da parte delle istituzioni aveva provocato un ulteriore crollo dealla lira.

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Notizie mercato azionario

Borsa Milano negativa, ritraccia Fca, vendute le banche

Da: Reuters.com

Piazza Affari prosegue in cauto ribasso, in linea con gli altri mercati europei. “Flussi particolari non ce ne sono e la seduta stenta a decollare”, osserva un trader.

I bancari sono vendute con tutto il comparto in Europa. Le big UNICREDIT e INTESA SP cedono rispettivamente il 2,11% e lo 0,8%. Giù anche ANIMA in flessione del 2,9%.

FIAT CHRYSLER (FCA) ritraccia dopo la corsa di ieri (-1,53%) innescata dalle indiscrezioni di una possibile operazione di fusione, questa volta con RENAULT e NISSAN. Oggi l’AD della tedesca Volkswagen, Herbert Diess, in un colloquio con un quotidiano, ha detto che non è interessata al gruppo automobilistico italo-americano.

Venduta MEDIASET (-1,3%), penalizzata dal report di Berenberg che ha tagliato il prezzo obiettivo a 3,5 euro da 3,8 euro nell’ambito di un comparto dei media europeo che si muove invece in modo positivo.

Fra i minori svetta ASTM in crescita dello 0,65% dopo i risultati 2018 e un aumento del dividendo.

Giù TECHNOGYM che perde l’1,44%, penalizzata non tanto dai risultati del 2018 resi noti ieri, in linea con le attese, ma dalle indicazioni emerse dalla call con gli analisti sul 2019.

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Lyft alza il prezzo di collocamento e scalda i motori per lo sbarco a Wall Street

Da: Borse.it

Domani la rivale di Uber, Lyft sbarcherà in Borsa e lo farà con un prezzo di collocamento compreso nella forchetta tra i 70 e i 72 dollari per azione, in rialzo rispetto all precedente intervallo tra 62 e 68 dollari. A simili prezzi la valutazione iniziale della società, con la quale i titoli cominceranno a essere scambiati potrebbe sfiorare i 25 miliardi di dollari. Dopo le pesanti perdite che il mercato della tecnologia ha registrato alla fine del 2018, il settore rimbalza del 20% e mette in programma tante IPO da parte di aziende con un fatturato superiore al miliardo di dollari (i cosiddetti “unicorni”) come Lyft, Uber ma anche We Work, Airbnb, Slack e Pinterest. Lo sbarco di Lyft a Wall Street rappresenta la più grande Ipo hi-tech negli Stati Uniti e batte sul tempo Uber che prevede di entrare in Borsa ad aprile.

Lyft e Uber ovvero le più grandi IPO hi tech degli ultimi anni

Lyft è riuscita ad aggiudicarsi la corsa contro Uber per lo sbarco in Borsa, avendo depositato la documentazione per prima. Inizialmente era prevista una valutazione tra i 20 e i 25 miliardi di dollari con una forbice di prezzo compresa tra i 62 e i 68 dollari per azione ma ieri la società ha formalizzato un aumento a 70-72 dollari per azione, che porterebbe la valutazione vicina ai 25 miliardi di dollari. Lyft è riuscita a crescere notevolmente e il fatturato del 2018 è stato di 2,16 miliardi di dollari, il doppio di quanto registrato nel 2017, e in aumento del 528% rispetto ai 343 milioni di dollari del 2016 e per la crescita futura, Lyft fa leva sulla sua cultura “uplifting” (nel doppio senso di qualcosa “che mette di buon umore” ma anche “che aumenta”) e sui servizi di noleggio di bici e scooter.

Ha avuto qualche anno difficile e una reputazione danneggiata invece Uber che ora, con un management nuovo e una struttura di governance rigorosa, tenta la strada del riscatto. La società si aggiudica la palma di azienda più grande del trasporto automobilistico, leader di mercato, con valutazioni stimate tra i 90 e i 120 miliardi di dollari. Nel 2018 il fatturato è stato di 11,3 miliardi di dollari. Le aspettative sono positive e questo grazie alla partnership con McDonald’s e il fatto che la sua controllata Uber Eats abbia una quota di mercato del 25,2% negli USA tra le piattaforme per la consegna di cibo, due segnali che l’azienda ha grandi progetti di sviluppo.

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Notizie sulle criptovalute

L’EOS sale sopra quota 4,2655, in crescita del 1%

Da: Investing.com

L’EOS sale sopra il livello di $4,2655 in questo Venerdì. La valuta digitale EOS era scambiata a 4,2655 alle 01:55 (00:55 GMT) sul Investing.com Index, in aumento del 1,06% a livello giornaliero. Si tratta del maggior guadagno giornaliero dal 27 Mar.

La crescita porta la capitalizzazione di mercato dell’EOS a $3,8920B, rappresentando il 2,72% del totale delle criptovalute. Ai suoi massimi, la capitalizzazione di mercato dell’EOS aveva raggiunto quota $17,5290B.

L’EOS era scambiata all’interno di un range compreso tra $4,2416 e $4,2859 nel corso delle precedenti 24 ore.

Durante gli ultimi 7 giorni, il valore dell’EOS era visto in aumento, evidenziando una guadagno. Il volume di scambio dell’EOS nel corso delle ultime 24 ore, era al momento della scrittura di $2,0235B, corrispondente al 6,54% del volume totale delle criptovalute. Gli scambi si mantenevano all’interno di un range compreso tra $3,5762 e $4,3329 durante gli ultimi sette giorni.

Al suo prezzo attuale, l’EOS è ancora inferiore del 81,44% dal suo massimo storico di $22,98 toccato il 29 Aprile 2018.

Altrove nel mercato delle criptovalute

Bitcoin scambiato a $4.033,9 sul Investing.com Index, in crescita del 0,08% su base giornaliera.

Ethereum quotato a $138,69 sul Investing.com Index, in perdita del 0,43%.

La capitalizzazione di mercato della moneta digitale Bitcoin era $71,8330B, corrispondente al 50,20% del totale delle criptovalute, mentre il totale di mercato della moneta Ethereum toccava $14,7449B, corrispondente al 10,30% del valore di tutte le valute digitali.

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