Revisione del Mercato 29-01

Revisione del Mercato 29-01

Notizie Forex

Dollaro in pausa di riflessione guarda a prossima riunione Fed

Da: Reuters.com

Dollaro poco variato nella mattinata londinese, con gli operatori che cominciano a concentrare l’attenzione sul prossimo consiglio di politica monetaria di Federal Reserve per un aggiornamento sulle prospettive dei tassi Usa.

L’incontro del Fomc si chiude mercoledì sera e si attendono in particolare i commenti di Jerome Powell, che dovrebbe riconoscere un aumento dei rischi sulla congiuntura Usa in ragione del deterioramento dello scenario economico globale, di cui parlava soltanto la settimana scorsa il Fondo monetario internazionale.

“L’impostazione di fondo del dollaro resta al ribasso e si guarda al Fomc, che dovrebbe confermare il costo del denaro visto il peggioramento del clima economico al di fuori degli Stati Uniti”, spiega Sim Moh Sionh, strategist per il mercato valutario a Bank of Singapore.

La statistica Bce sull’offerta di moneta mostra in dicembre una dinamica superiore alle attese.

Attesa nel pomeriggio l’audizione di Mario Draghi al comitato affari economici e monetari del parlamento europeo.

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Zona euro, Draghi: in ultimi mesi dati macro hanno deluso attese

Da: Reuters.com

Negli ultimi mesi l’economia della zona euro ha registrato performance inferiori alle aspettative e l’incertezza globale sta zavorrando l’umore di imprese e consumatori.

Lo ha detto il presidente della banca centrale europea, Mario Draghi, rafforzando il messaggio della conferenza stampa di giovedì scorso.

“La persistenza di incertezze, in particolare in relazione ai fattori geopolitici, e la minaccia del protezionismo stanno pesando sul sentiment economico”, ha dichiarato Draghi, intervenendo alla commissione affari economici del parlamento europeo.

La settimana scorsa la Bce ha lasciato invariati i tassi d’interesse, avvertendo che il rallentamento della crescita economica nella zona euro potrebbe risultare più profondo e più duraturo di quanto temuto in precedenza.

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Notizie mercato azionario

Goldman Sachs: “con Hard Brexit andiamo via da Gran Bretagna”

Da: Investing.com

Nel caso in cui l’addio della Gran Bretagna dovesse essere senza accordo, ovvero una “Hard Brexit”, Goldman Sachs sposterà gli investimenti fuori dal Regno Unito.

Ad annunciarlo è stato il nuovo ad della banca americana, David Solomon nel corso di un’intervista rilasciata alla BBC.

“Se questa Brexit viene risolta in un modo complicato, una Hard Brexit, ritengo che avrà un impatto sulle scelte di investimento e su dove decideremo di inserire il personale”, ha spiegato Solomon.

Goldman Sachs vede attualmente 6 mila dipendenti nel Regno Unito, mentre alcune centinaia sono sparse in Europa, tra cui Francoforte, Parigi, Stoccolma, Milano e Madrid. Inoltre, a 50 dipendenti della banca è stato richiesto di trasferirsi in Europa.

Può essere fermato il processo della Brexit?

Dopo il voto contrario del Parlamento britannico, le probabilità di un addio alla Brexit sono aumentate, e potrebbero salire ancora dopo il voto di domani. Queste previsioni degli analisti sono condivise anche dalla stessa Goldman Sachs.

Allo stato attuale, inoltre, da Goldman avvertono che esiste una concreta probabilità di un allungamento dei tempi che porti a posticipare la scadenza della Brexit del 29 marzo inclusa nell’articolo 50.

La Brexit e le preoccupazioni globali

Secondo gli analisti di Goldman Sachs, la Brexit non rappresenta l’unico fattore di rischio per l’economia mondiale, ma un ruolo principale riveste la guerra commerciale USA – Cina.

“L’amministrazione ha le sue ragioni”, prosegue Solomon, aggiungendo che “ci sono squilibri nel modo con cui la Cina e gli Stati Uniti hanno fatto affari in passato, in particolare riguardo all’atteggiamento della Cina nei confronti delle aziende Usa”.

Le tensioni tra le due super potenze mondiali, però, non dovrebbero causare una recessione mondiale, considerata “non imminente” dagli esperti dell’istituto. Se per quest’anno le possibilità che questo avvenga sono del 15%, le probabilità salgono al 50% per il prossimo anno.

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Apple, Facebook, Microsoft e Amazon: tutto ciò che c’è da sapere sui conti delle big-four

Da: Ilsole24ore.com

Gli occhi degli investitori sono puntati sulla Silicon Valley perché questa settimana – comincia stasera Apple dopo la chiusura di Wall Street – quattro delle cinque big company hi-tech presentano i loro conti trimestrali.

I conti della mela morsicata

Apple a inizio mese ha lanciato un profit warning sul fatto che avrebbe potuto non raggiungere ricavi previsti per l’ultimo trimestre dell’anno a causa delle deboli vendite di iPhone, attribuite in gran parte al rallentamento dei consumi in Cina. Non è detto che succederà. Ci sono tutte le premesse per un recupero al novantesimo minuto. Considerando che qualche settimana uno dei subfornitori cinesi che assembla i prodotti della casa della mela morsicata ha annunciato un miglioramento negli ordinativi che ha costretto ad allungare i turni di lavoro. Per Apple nell’ultimo trimestre 2018 gli analisti stimano 84 miliardi di dollari di ricavi, e utili a 4,17 miliardi, a fronte di poco 77,2 miliardi di fatturato e 3,2 miliardi di utili del medesimo trimestre di un anno fa. Per l’intero anno si prevedono ricavi complessivi per 261,3 miliardi di dollari (+8,7%) e 12 miliardi di profitti (+29,9%).

Microchip i più colpiti dalla trade war

Le società hi-tech nel comparto dei microchip sono tra quelle che hanno sofferto di più nell’ultimo anno a causa della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Il settore dei semiconduttori è uno dei interconnessi e soffre maggiormente per i dazi e le politiche protezionistiche, con tutti gli effetti che ne derivano. Ha cominciato ieri Nvidia che ha riportato conti al di sotto delle attese, a causa del calo di vendite per mezzo miliardo di dollari di chip per il gaming nel mercato cinese e per il rallentamento nelle vendite di data center. I titoli della società americana di semiconduttori a Wall Street hanno ceduto il 13,82%.

Sette titoli da non comprare per Goldman

Nvidia è una delle sette società che Goldman Sachs consiglia ai suoi clienti di non comprare, assieme a Broadcom, Micron Technology, Qualcomm, Qorvo, Syworks Solutions e Wynn Resorts. Società che secondo la banca americana hanno più di metà del fatturato nella Greater China e quindi sono più esposte delle altre al rallentamento dell’economia della seconda potenza mondiale. Tornando al settore dei chip, anche Intel la scorsa settimana ha riportato dei risultati trimestrali poco esaltanti. Nella conference call con gli analisti il ceo Bob Swan ha confermato l’aumento dei timori legati alla trade war e all’economia cinese, tanto da parlare della possibilità di “recessione o rallentamento della crescita”.

Multa record in arrivo per Facebook

La Federal trade commission ha annunciato che si prepara a comminare una multa record contro Facebook dopo mesi di indagini sullo scandalo Cambridge Analytica, la società britannica di big data e consulenza politica che avrebbe avuto accesso ai dati personali di 87 milioni di user del social network senza il loro consenso. La multa attesa sarà molto più elevata dei 22,5 milioni di dollari di ammenda che l’agenzia federale impose a Google nel 2012. Oltre a ciò la pressione regolatoria sulla società di Mark Zuckerberg nei prossimi mesi aumenterà con la nuova Camera dei deputati americana, appena insediata, a maggioranza democratica. Facebook presenterà i conti del quarto trimestre mercoledì 30 gennaio. Gli analisti stimano un incremento dei ricavi a 16,4 miliardi di dollari (12,5 nel quarto trimestre dell’anno prima), con 2,1 miliardi di utili (1,7 miliardi nello stesso periodo 2017). Nell’intero anno le previsioni parlano di 55,3 miliardi di fatturato con 7,3 miliardi di utili per il social che nell’ultimo anno ha attraversato una crisi reputazionale senza precedenti e si prepara, come detto, a dover a questo punto gestire le sanzioni in arrivo. Facebook ha avviato una revisione delle modalità delle campagne pubblicitarie legate alle elezioni politiche in tutto il mondo, con una serie di regole per rendere riconoscibili – e per questo possono essere respinti – gli investitori che non appartengono al paese dove avvengono le elezioni.

La rivincita di Microsoft

Mercoledì presenta i conti anche Microsoft che negli ultimi mesi del 2018 si è contesa con Apple e Amazon il primato di società a maggiore capitalizzazione del mondo. Grazie al suo modello di business più orientato al mondo aziendale, al cloud e ai nuovi servizi legati all’intelligenza artificiale. La società di Seattle non ha risentito degli effetti negativi patiti dagli altri giganti tech, legati all’aumento delle pressioni da parte della autorità regolatorie e al calo delle vendite nell’elettronica di consumo. Le stime degli analisti parlano di 32,5 miliardi di ricavi nel trimestre per Microsoft, con poco più di 1 miliardo di utili, in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Bisognerà capire se la divisione del cloud computing di Microsoft Azure, che era la più profittevole tra i rami d’affari della società ha continuato a guadagnare posizioni rispetto alla divisione cloud del leader di mercato Amazon.

Amazon e il divorzio di Bezos

Amazon presenterà a sua volta i conti trimestrali giovedì 31 gennaio. Il ceo Jeff Bezos a ottobre aveva detto agli investitori che stimava delle vendite per il trimestre del black Friday e delle festività di fine anno delle vendite più deboli delle attese. Ai timori sull’andamento dei ricavi si sono aggiunti quelli del divorzio appena annunciato di Bezos, il fondatore del colosso dell’e-commerce che si prepara a lasciare la moglie-azionista. Un divorzio che molti investitori temono possa avere un impatto sull’assetto azionario e sul controllo futuro della società. Tuttavia i conti di Amazon potrebbero essere la vera sorpresa della settimana delle trimestrali delle big four hi-tech, secondo diversi analisti, guidati dalla crescita dei nuovi settori di business legati al cloud computing, al video streaming e all’advertising.

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Notizie sulle criptovalute

Gli investitori in Bitcoin stanno passando all’oro, afferma il CEO di Van Eck Associates

Da: Cointelegraph.com

Jan Van Eck, CEO di Van Eck Associates, ha affermato durante una recente intervista pubblicata su CNBC che numerosi investitori in Bitcoin (BTC) sono passati all’oro.

“Nel 2017 la domanda per Bitcoin aveva superato quella dell’oro”, ha spiegato l’uomo.

“Curiosamente, abbiamo appena intervistato 4.000 investitori in Bitcoin, e il loro principale investimento per il 2019 è in realtà in oro. Pertanto l’oro ha prima perso da Bitcoin, e ora sta avvenendo il contrario.”

Nella medesima intervista, durante una discussione sugli Exchange-Traded Fund (ETF) basati su Bitcoin, Tim Seymour, fondatore e Chief Investment Officer di Seymour Asset Management, ha dichiarato che a suo parere l’utilizzo della criptovaluta come riserva di valore è ancora incerta:

“Non soltanto abbiamo perso tutta la liquidità sul bene sottostante, ma al di fuori delle argomentazioni esistenzialiste sulla blockchain è molto difficile sostenere l’idea che si tratti di una riserva di valore, a differenza di quanto affermano in molti. L’oro è una riserva di valore, su questo non c’è alcun dubbio.”

La società Van Eck ha fondato due degli ETF sull’oro più popolari al mondo, vale a dire GDX Gold Miners ETF e GDXJ Junior Gold Miners ETF. Questi asset, ha spiegato Jan Van Eck, “stanno andando tremendamente bene da due o tre mesi a questa parte. Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, quando il S&P era negativo GDX registrava invece un rialzo.”

I dati sembrano supportare tali affermazioni: negli ultimi mesi GDX ETF è infatti cresciuto del 14%, le migliori prestazioni mai registrate sin dal secondo trimestre del 2016.

Questo mese il BZX Equity Exchange del Chicago Board Options Exchange (CBOE) ha ritirato la propria richiesta di modifica alle regolamentazioni presentate dalla Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti, le quali avrebbero consentito alla piattaforma di quotare in borsa ETF basati sul Bitcoin.

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