Revisione del Mercato 23-11

Revisione del Mercato 23-11

Notizie Forex

Agenda macro 23 novembre 2018: focus su Pil tedesco e Markit PMI

Da: Money.it

Sul fronte macroeconomico saranno i dati PMI elaborati da IHS Markit a chiudere questa ottava. Rispetto la giornata di ieri, povera di dati significativi, eccetto per il deludente dato sulla fiducia al consumo dell’Eurozona, oggi gli investitori avranno gli occhi puntati sul rilascio dei dati preliminari del mese di novembre riguardanti l’attività manifatturiera e dei servizi delle principali economie mondiali. Ad aprire la giornata sarà invece la lettura finale sul Pil tedesco.

Pil tedesco
I dati sul Pil tedesco relativi al terzo trimestre sono attesi invariati rispetto le misurazioni preliminari rilasciate lo scorso 14 novembre. In particolare, la lettura su base trimestrale del prodotto interno lordo teutonico dovrebbe rimanere invariata al -0,2%, secondo gli analisti censiti da Bloomberg. Stima analoga per il dato su base annuale che dovrebbe rimanere stabile all’ 1,1%, come da lettura preliminare.

I dati anticipati rilasciati la scorsa settimana hanno evidenziato la flessione peggiore degli ultimi cinque anni, dovuta principalmente alla dinamica commerciale che dovrebbe aver sentito di una minore domanda estera e dalla flessione registrata sulla produzione industriale.

Se il consensus degli analisti dovesse rivelarsi corretto la lettura su base trimestrale evidenzierebbe valori prossimi a quelli emersi nella misurazione di marzo 2013, dove si registrò un dato effettivo pari -0,2788%. Per quanto riguarda il dato annuale (destagionalizzato) la lettura finale mostrerebbe il valore peggiore del 2018 superando il minimo segnato con la rilevazione di marzo pari all’1,40%.

Essendo la Germania la prima economia dell’area euro questo dato macroeconomico sarà ampiamente monitorato dagli operatori dei mercati finanziari dal momento che questo marcato rallentamento potrebbe presagire guai in vista per il Vecchio continente.

Markit PMI delle principali economie mondiali

I dati preliminari sui Markit PMI relativi alla manifattura e al settore dei servizi sono attesi in calo per Eurozona e Germania, mentre per gli Stati Uniti gli analisti censiti da Bloomberg si attendono una lettura in leggero rialzo riguardo il settore dei servizi ed invariata sulla manifattura.

Markit PMI tedesco

Il dato PMI manifatturiero tedesco è atteso invariato rispetto la precedente rilevazione, che risultò pari a 52,2 punti, dato peggiore da maggio 2016. Situazione analoga anche per la misurazione relativa al settore dei servizi attesa in contrazione a 54,5 punti rispetto i 54,7 punti del dato finale di ottobre. L’attività manifatturiera tedesca dovrebbe quindi stabilizzarsi dopo tre mesi di calo ininterrotto.

Markit PMI dell’area euro

Per quanto riguarda l’attività manifatturiera dell’Eurozona gli analisti censiti da Bloomberg stimano la lettura preliminare di novembre invariata rispetto il dato finale di ottobre pari a 52 punti, in prossimità dei valori registrati nel mese di agosto 2016. Direzione opposta per il dato riguardante il settore dei servizi che viene invece stimato al ribasso dai 53,7 punti di ottobre ai 53,3 punti, valore inferiore degli ultimi tre anni. Il dato composito dovrebbe invece attestarsi a 53,0 punti dai 53,1 del dato precedente.

Markit PMI degli Stati Uniti

Oltreoceano, il consensus degli analisti stima un dato invariato riguardo l’attività manifatturiera dopo il rialzo evidenziato dalle letture di settembre e ottobre a seguito del minimo annuale registrato con lettura di agosto che si era dimostrata inoltre il peggior dato dell’anno. Per il dato sui servizi gli analisti si aspettano invece un proseguimento del recupero effettuato già con la misurazione di ottobre che ha portato il dato relativo al settore dei servizi lontano dai valori minimi registrati durante l’anno, in particolare con le letture di settembre e gennaio 2018, che hanno mostrato valori rispettivamente pari a 53,50 e 53,30 punti.

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Dollaro debole su appetito rischio, euro e sterlina spinti da Brexit

Da: Reuters.com

Complice la chiusura della piazza di New York per la festa del ringraziamento, il mercato valutario prosegue poco mosso, con il dollaro che resta sottotono a causa di un moderato aumento dell’appetito di rischio, mentre euro e sterlina si sono rafforzati dopo l’accordo di principio sulla Brexit.

La moneta unica in mattinata si è portata sui massimi di seduta dopo che il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha annunciato di aver discusso il testo dell’accordo sulla Brexit con il primo ministro britannico, Theresa May, e con il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker.

May ha confermato che il testo concordato con Bruxelles rispetta il voto del referendum.

Dopo l’annuncio di Tusk l’euro si era rafforzato dello 0,4% circa nei confronti del dollaro. Anche la sterlina ha beneficiato dell’annuncio.

Il dollaro perde terreno anche nei confronti di un basket di valute. I trader, inoltre, segnalano che il biglietto verde ha incontrato una resistenza nel cross con lo yen.

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Notizie mercato azionario

BORSA MILANO chiude in calo, positiva Banco Bpm, male oil e Tim

Da: Reuters.com

Piazza Affari chiude negativa dopo una seduta poco mossa con un breve passaggio in territorio positivo, sovraperformando leggermente rispetto alle altre borse euopee.

La chiusura dei mercati Usa per il giorno del Ringraziamento contribuisce al tono tranquillo e agli scambi contenuti della giornata.

Il FTSEMib (FTMIB) chiude a -0,7%, l’ALLSHARE (FTITLMS) a -0,4%. Nella seduta, scambiati solo volumi ridotti, che si fermano poco sopra il miliardo. Lo Stoxx 600 (STOXX) chiude in calo di 0,6%.

Bene BANCO BPM (MI:BAMI), migliore del listino principale, che dà seguito alla buona performance della vigilia chudendo a +3%. Negativo l’indice bancario (FTIT8300), che nell’ultima parte della seduta era passato in positivo ma chiude a -0,2%, con una performance comunque migliore rispetto al settore europeo. Avanzano BPER (MI:EMII) (+0,6%) e UBI (MI:UBI) (+0,2%).

Brilla TISCALI (MI:TIS) che nel giorno dell’approvazione della relazione semestrale dopo due aste di volatilità durante la seduta chiude a +20%.

TIM (MI:TLIT) in ribasso dell’1,9%, sottoperformando rispetto alle tlc europee. [nL8N1XX21D]

In fondo al listino ENI (MI:ENI) (-2,1%) e SAIPEM (MI:SPMI) (-3,3%), ben peggio del settore europeo dell’oil (SXEP), sempre in rosso, che soffre del calo del prezzo del greggio.

Lievemente negativa GENERALI (MI:GASI) che scende di 0,4% dopo il piano industriale pubblicato ieri. Independent Resarch poi stamattina ha tagliato il prezzo obiettivo a 16 euro da 16,50, con rating ‘hold’.

Allunga il risparmio gestito: BANCA GENERALI (MI:BGN) chiude a +0,2 e AZIMUT (MI:AZMT) a +0,6%.

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Facebook raggiunge accordo con l’Agenzia delle entrate: pagherà oltre 100 milioni

Da: Sky.it

Facebook Italy S.r.l. ha chiuso le controversie con il fisco italiano su alcune annualità del periodo 2010-2016. L’accordo non ha previsto “alcuna riduzione degli importi contestati”. Portavoce Fb: “Continueremo a collaborare con tutte le autorità italiane”

Pace raggiunta tra Facebook Italy e il fisco italiano. La società ha firmato un accertamento con adesione, chiudendo così le controversie con l’Agenzia delle Entrate su alcune annualità del periodo tra il 2010 e il 2016. Il social network pagherà per questo oltre 100 milioni di euro. Si tratta del primo accordo del genere del social network a livello europeo. “Agiamo in conformità alle leggi locali in Italia e in tutti i Paesi in cui operiamo e continueremo a collaborare con tutte le autorità italiane. Siamo orgogliosi del nostro impegno verso l’Italia a sostegno della crescita delle imprese locali e dell’ecosistema digitale nel suo complesso”, ha sottolineato un portavoce di Facebook.

Facebook dovrà pagare oltre 100 milioni di euro

Con l’adesione all’accertamento – sottolinea una nota dell’Agenzia delle entrate – si chiude la controversia sulle indagini fiscali condotte dalla Guardia di finanza e coordinate dalla procura della Repubblica di Milano. “Il percorso di definizione tra Agenzia delle entrate e Facebook”, si legge nella nota, “si è basato su una parziale riconfigurazione delle contestazioni iniziali, senza alcuna riduzione degli importi contestati, e darà luogo a un pagamento di oltre 100 milioni di euro complessivamente riferibili a Facebook Italy S.r.l.”.

Fisco italiano, incassati oltre 824 milioni da colossi del web

Quello di Facebook è solo l’ultimo di una serie di casi in cui il Fisco italiano ha messo a segno risultati con i colossi del web. Nelle casse dell’erario sono già arrivati oltre 700 milioni dagli accordi sottoscritti con Google, Amazon e Apple. Considerando anche l’accordo con Facebook, l’incasso complessivo ammonta a oltre 824 milioni di euro. Nel caso di Google, ne 2017 l’Agenzia delle Entrate e il colosso hanno siglato un accertamento con adesione per gli anni di imposta compresi tra i il 2009 e il 2013. In base all’adesione, Google ha accettato di pagare oltre 306 milioni di euro, comprensivi anche degli importi riferibili al biennio 2014 e 2015 e a un vecchio contenzioso sul periodo 2002-2006. Gli importi si riferiscono nel complesso sia a Google Italy che a Google Ireland. Poi, a fine 2017, è stata la volta dell’accordo con Amazon. L’Agenzia delle Entrate e la società hanno siglato un accertamento con adesione per gli anni di imposta compresi tra il 2011 e il 2015. Amazon ha accettato di pagare 100 milioni di euro, con importi riferibili sia ad Amazon EU S.ar.l che ad Amazon Italia Services srl. Mentre risale al 2015 il pagamento di Apple al Fisco italiano di 318 milioni di euro dopo un’indagine condotta dal nucleo antifrode e dall’Ufficio Grandi contribuenti. La società di Cupertino ha siglato un accertamento con adesione accettando tutti i rilievi formulati dall’Amministrazione italiana.

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Notizie sulle criptovalute

Il Bitcoin scende del 10%

Da: Investing.com

La valuta digitale Bitcoin era scambiata a $4.263,5 alle 02:22 (01:22 GMT) sul Investing.com Index in questo Venerdì, con un calo del 10,11% su base giornaliera. Si tratta della più grande perdita percentuale dal 19 Novembre.

Il crollo riduce la capitalizzazione di mercato del Bitcoin a $74,7B, corrispondente al 53,81% del totale di tutte le criptovalute. Ai suoi massimi, la capitalizzazione di mercato del Bitcoin era arrivata a $241,2B.

Il Bitcoin si manteneva in un range compreso tra $4.249,7 e $4.430,3 durante le precedenti 24 ore.

Nel corso degli ultimi sette giorni, il Bitcoin restava in calo nel suo valore, con una leggera perdita del 23,44%. Il volume di scambio nel corso delle ultime 24 ore del Bitcoin era al momento della scrittura di $4,6B, corrispondente al 34,25% del volume di tutte le criptovalute. Gli scambi si mantenevano all’interno di un range compreso tra $4.249,7339 e $5.727,8755 nel corso degli ultimi sette giorni.

Al prezzo attuale, il valore del Bitcoin è ancora inferiore del 78,54% dal suo massimo storico di $19.870,62 toccato il 17 Dicembre 2017.

Altrove nel mercato delle criptovalute

XRP scambiato a $0,41527 sul Investing.com Index, in calo del 9,70% su base giornaliera.

Ethereum quotato a $120,22 sul Investing.com Index, in perdita del 16,19%.

La capitalizzazione di mercato della moneta digitale XRP era $16,8B, corrispondente al 12,14% del totale delle criptovalute, mentre il totale di mercato della criptovaluta Ethereum toccava $12,7B, corrispondente al 9,17% del valore di tutte le valute digitali.

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