Revisione del Mercato 22-11

Revisione del Mercato 22-11

Notizie Forex

Dollaro a minimo seduta su euro dopo dati Usa

Da: Reuters.com

Il dollaro amplia il calo nei confronti dell’euro toccando il minimo di seduta dopo la diffusione dei dati macro statunitensi.

Relativi a ottobre, i dati sui beni durevoli hanno mostrato un calo del 4,4%, superiore alle attese, e le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione hanno visto un incremento a 224.000 anche in questo caso oltre le attese per +215.000.

La divisa unica guadagnava terreno anche prima della diffusione dei dati Usa sostenuta dalle speranze di un accordo tra Ue e Italia sulla manovra nonostante la bocciatura giunta oggi da Bruxelles.

A offrire sostegno all’euro anche le parole del premier Giuseppe Conte che si è detto preoccupato per l’allargamento dello spread tra Btp e Bund decennali, aggiungendo che il governo risponderà con le riforme.

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Crescita della zona euro rivista al ribasso, mercati USA ancora favoriti

Da: Financialounge.com

L’ultimo Weekly Market Review di AMUNDI affronta nel dettaglio due temi che hanno caratterizzato le recenti settimane, l’accordo sulla Brexit e la brusca inversione di rotta del prezzo del petrolio, senza tralasciare quadro macro e previsioni su azioni, obbligazioni e valute.

Accordo sulla Brexit non impossibile
Approvato dal gabinetto del primo ministro, l’accordo faticosamente raggiunto con l’Unione Europea dovrà essere sottoposto ora al Parlamento e la sua ratifica appare molto difficile, ma non impossibile, secondo gli analisti di AMUNDI che al momento attribuiscono una probabilità del 70% a uno scenario di accordo impostato su un periodo di transizione almeno fino al 2020, un’ipotesi che non esclude momenti di crisi, nuove trattative e anche il ricorso alle elezioni; resta al 20% la probabilità di una Brexit senza accordo e solo al 10% la possibilità di un nuovo referendum.

Petrolio sopra quota 70
Il prezzo del petrolio ha registrato un crollo del 27% in soli 40 giorni, a innescare questo andamento l’aumento della produzione in ottobre da parte dei paesi non-OPEC e soprattutto la decisione di Trump di accordare una deroga alle sanzioni per alcuni paesi che consentirà, nel breve termine, un aumento delle esportazioni di greggio iraniano. A questi fattori contingenti si è aggiunto anche un cambiamento nelle aspettative di medio periodo: l’OPEC ha rivisto al ribasso le sue previsioni sulla domanda di petrolio nel prossimo anno, si è passati quindi da un’ipotesi di offerta insufficiente a un potenziale eccesso. Per gli esperti di AMUNDI i mercati hanno probabilmente reagito in modo eccessivo agli sviluppi politici e ai rapporti dell’OPEC, per i prossimi trimestri la loro previsione è una quotazione del Brent al di sopra dei 70 dollari.

Occhi puntati sul G-20 di fine novembre
La volatilità continua a caratterizzare i mercati azionari, le statistiche tuttavia dicono che storicamente negli anni in cui si tengono le elezioni di metà mandato negli USA, i mesi di novembre e dicembre sono poi molto vigorosi. In AMUNDI ritengono che la convergenza, in prospettiva, della crescita degli utili, non invita a fare scommesse importanti a livello regionale, e di conseguenza, in un’ottica di breve termine, continuano preferire gli USA. Il fatto nuovo della settimana è la sovraperformance dei mercati emergenti, in gran parte legata al rally dei listini cinesi; con l’avvicinarsi dell’incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping (avverrà al G-20 di Buenos Aires del prossimo 30 novembre), cresce l’ottimismo degli investitori relativamente al commercio internazionale.

In Europa spread dei periferici in salita e debole il credito
Il differenziale tra crescita economica e tassi di interesse favorisce ancora gli Stati Uniti, con investitori preoccupati per la solidità della crescita economica globale. I rendimenti delle obbligazioni core restano bassi, in Europa gli spread dei paesi periferici sono saliti, mentre l’incertezza sul futuro politico del Regno Unito ha contribuito a indebolire i mercati del credito europeo.

Minore crescita nell’area euro, rialzo tassi in forse
La flessione registrata nel terzo trimestre dal PIL tedesco è attribuita soprattutto agli effetti negativi del settore auto, ma, visto il peso della Germania, questo dato ha ripercussioni anche sul resto della zona Euro, la cui crescita appare più debole del previsto, export e investimenti sono penalizzati dal calo della domanda mondiale. In AMUNDI hanno tagliato le stime per il 2019 della crescita dell’area euro dall’1,8% all’1,6%. Sul fronte tassi, con i negoziati tra l’Unione Europea e il governo italiano che non procedono, il primo rialzo da parte della BCE sembra essere sempre più in forse.

Dollaro forte, ma solo fino a fine anno
Rendimenti più elevati, crescita ancora positiva e l’appeal degli asset Usa creano un sostegno nel breve termine per il dollaro Usa; con il nuovo anno, tuttavia, la divergenza politica tra Stati Uniti e il resto del mondo dovrebbe attenuarsi, la maggioranza democratica al Congresso dovrebbe impedire il ricorso a nuovi stimoli monetari, e questo, per gli esperti di AMUNDI, fa presagire nuovi rischi ribassisti per la valuta Usa, ritenuta sopravvalutata.

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Notizie mercato azionario

Ftse Mib ritraccia: già scontata bocciatura Ue. Spread resta sopra 310

Da: Investing.com

Giornata di recupero a Piazza Affari con i mercati che hanno già scontato la bocciatura della Manovra economica italiana che ci sarà ufficialmente oggi.

Il Ftse Mib apre in positivo con una crescita superiore all’1%, recuperando così la quinta seduta chiusua in negativo di ieri. Spread scende rispetto ai massimi di ieri (320 punti) ma resta sopra quota 310, mentre il rendimento del Btp decennale apre al 3,53%.

Come spesso accade, i movimenti dello spread condizionano i titoli bancari, oggi in recupero, con il FTSE Italia All Share Banks che sovraperforma il Ftse Mib e guadagna il 2,26%.

Tra i migliori troviamo banco Bpm (MI:PMII) che recupera le perdite di ieri e guadagna oltre il 5%. Corrono anche Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS) (+4,27%), Bper Banca (MI:EMII) (+3,61%), Ubi Banca (MI:UBI) (+2%), Intesa Sanpaolo (MI:ISP) (+2,32%), Banca Mediolanum (MI:BMED) (+2,20%) e Unicredit (MI:CRDI) (+2,07%).

Oggi la Commissione europea dovrebbe bocciare la Manovra italiana secondo quanto già diffuso dai mass media in questi giorni.

Per poter porre un freno allo spread, ieri il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, aveva ipotizzato la possibilità di vietare le vendite allo scoperto sui bond governativi.

Ieri, il vice Premier Luigi Di Maio si era mostrato ottimista, affermando che lo spread sarebbe tornato a scendere dopo la decisione della Commissione europea.

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Renault recupera a Parigi, nominati nuovi vertici provvisori

Da: Ilsole24ore.com

Renualt risale leggermente la china alla Borsa di Parigi all’indomani delle nomine provvisorie per guidare la casa automobilistica dopo l’arresto in Giappone del presidente e ceo, Carlos Ghosn. I titoli Renault hanno chiuso con un progresso dell’1,1% a 59 euro, sotto i massimi di seduta, in linea con Cac40 che ha terminato le contrattazioni in progresso dell’1,03%, quando il comparto auto europeo ha avuto un andamento contrastato. In un cda che si è riunito ieri sera, il gruppo francese ha deciso di mantenere Ghosn quale presidente e amministratore delegato. Fino a quando però il manager, arrestato a Tokyo con l’accusa di non aver dichiarato tutti i suoi redditi come numero uno di Nissan e di aver usato asset aziendali a fini personali, non potrà esercitare le sue funzioni, le sue deleghe sono state affidate a Thierry Bolloré, numero due della società. Il consiglio in questo periodo si riunirà regolarmente sotto la presidente dell’amministratore referente, Philippe Lagayette.

Cda chiede documentazione a Nissan e conferma impegno in alleanza

Il cda ha chiesto a Nissan, la società giapponese di cui Renault controlla il 43% del capitale e che a sua volta ha il 15% della casa francese, di trasmettere tutta la documentazione relativa al caso Ghosn. Inoltre, il consiglio di Renault ha comunicato di condividere il sostegno espresso dalla direzione di Nissan allo sviluppo dell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, che «resta la priorità del gruppo». Questa mattina, intanto, il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, ha assicurato che la governance di Renault è «solida» anche se «provvisoria», e in grado di gestire le attività della casa automobilistica. Da ricordare che lo Stato francese è azionista di peso di Renault.

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Notizie sulle criptovalute

Il Bitcoin scende sotto quota 4.522,0, in calo del 2%

Da: Investing.com

Il Bitcoin scende sotto il livello di $4.522,0 in questo Mercoledì. Il Bitcoin era scambiata a 4.522,0 alle 20:38 (19:38 GMT) sul Investing.com Index, in calo del 2,40% a livello giornaliero. Si tratta della maggiore perdita giornaliera dal 20 Novembre.

Il calo porta la capitalizzazione di mercato del Bitcoin a $78,0B, rappresentando il 53,28% del totale delle criptovalute. Ai suoi massimi, la capitalizzazione di mercato del Bitcoin aveva raggiunto quota $241,2B.

Il Bitcoin era scambiato all’interno di un range compreso tra $4.393,0 e $4.743,7 nel corso delle precedenti 24 ore.

Durante gli ultimi 7 giorni, il Bitcoin era vista in calo, evidenziando una perdita del 23,25%. Il volume di scambio del Bitcoin nel corso delle ultime 24 ore, era al momento della scrittura di $6,7B, corrispondente al 35,06% del volume totale delle criptovalute. Gli scambi si mantenevano all’interno di un range compreso tra $4.272,3086 e $5.878,5005 durante gli ultimi sette giorni.

Al suo prezzo attuale, il Bitcoin è ancora inferiore del 77,24% dal suo massimo storico di $19.870,62 toccato il 17 Dicembre 2017.

Altrove nel mercato delle criptovalute

XRP scambiato a $0,43974 sul Investing.com Index, in calo del 2,89% su base giornaliera.

Ethereum quotato a $133,64 sul Investing.com Index, in perdita del 4,25%.

La capitalizzazione di mercato della moneta digitale XRP era $17,6B, corrispondente al 12,00% del totale delle criptovalute, mentre il totale di mercato della moneta Ethereum toccava $13,7B, corrispondente al 9,35% del valore di tutte le valute digitali.

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