Brexit

Revisione del Mercato 22-03

Revisione del Mercato 22-03

Notizie Forex

Dollaro recupera dopo calo per Fed, sterlina in calo su timori Brexit

Da: Reuters.com

La sterlina estende le perdite al crescere dei timori di una Brexit senza accordo, mentre il dollaro recupera buona parte del terreno perso nella seduta precedente dopo che la Fed ha abbandonato i progetti di rialzo dei tassi quest’anno.

L’indice del dollaro, che misura l’andamento del biglietto verde contro un basket di sei valute, guadagnato lo 0,6% a 96,271.

La sterlina è scesa ai minimi da una settimana a 1,3105 dollari.

Theresa May dovrebbe ottenere dall’Unione europea un rinvio della data di divorzio, attualmente prevista per il 29 marzo, ma i trader sono sempre più preoccupati che la premier non riesca a far passare in parlamento l’accordo al terzo tentativo, al che si aprirebbero una serie di possibilità nessuna delle quali positiva per la sterlina nel breve termine.

L’euro intorno alle 16 italiane scambia a 1,1369 dollari in rialzo di quasi lo 0,4%; nel cross con la sterlina sale dello 0,3% circa a 0,8674.

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Le richieste di disoccupazione USA sono scese più del previsto la scorsa settimana

Da: Investing.com

Il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti la scorsa settimana è sceso più del previsto, indicando che le condizioni del mercato del lavoro non si stanno indebolendo marcatamente nonostante il calo dei nuovi posti di lavoro a febbraio.

Il Dipartimento per il Lavoro USA ha reso noto che le nuove richieste di sussidio di disoccupazione nella settimana conclusasi il 16 marzo sono scese di 9.000 unità ad un dato destagionalizzato di 221.000.

Gli analisti avevano previsto un calo a 226.000 unità per la scorsa settimana.

Il dato della settimana precedente è stato rivisto al rialzo a 230.000 unità.

La media mobile su quattro settimane è di 225.000 unità, in salita di 1.000 unità dalla settimana prima. La media mensile è un indicatore più accurato dell’andamento del lavoro poiché riduce la volatilità dei dati settimanali.

Le richieste di disoccupazione continua nella settimana conclusasi il 9 marzo sono scese a 1,750 milioni dagli 1,777 milioni della settimana precedente. Questo dato rispecchia il numero di persone che di recente ha perso il lavoro e sta già ricevendo il sussidio; viene pubblicato con un ritardo di una settimana.

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Notizie mercato azionario

Borsa Milano positiva dopo Fed, male banche, balzo STM, bene Poste

Da: Reuters.com

Piazza Affari chiude in lieve rialzo dopo l’approccio accomodante della Fed ieri, che aiuta il mercato nel suo complesso, ma indebolisce i bancari.

Indice della banche italiane -0,8%.

STMICROELECTRONICS sale di oltre il 4% dopo le previsioni positive sull’anno in corso della statunitense Micron.

POSTE segna un nuovo massimo dopo i risultati e le previsioni diffuse nei giorni scorsi. Kepler Cheuvreux alza il target a 9,1 da 8,6 euro.

TIM sostenuta dalla indiscrezioni su cessioni e sulla possibile integrazione con Open Fiber.

FCA meglio del settore in Europa, aiutano l’ipotesi di una possibile fusione con PSA.

ATLANTIA debole sui nuovi indagati per il crollo del ponte di Genova.

PRYSMIAN in netto ribasso compensa in parte il balzo di ieri sulla notizia che i lavori di riparazione della sezione terrestre meridionale di Westernlink si sono conclusi in anticipo.

AUTOGRILL bene dopo l’avvio di copertura da parte di un importante broker estero, dicono i trader.

Bene CLASS EDITORI, il cda si riunisce oggi per discutere i risultati del 2018.

D’AMICO volatile dopo la fissazione del prezzo dell’aumento di capitale che parte la settimana prossima. Il titolo dopo il forte ribasso della mattina beneficia di un ‘hold’ di Equita che fissa un target a 14 cent.

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Facebook ci ricasca: almeno 200milioni di password non criptate per anni

Da: Ilsole24ore.com

Almeno duecento milioni di password archiviate su un file non criptato e accessibile a tutti. Ma i numeri potrebbero essere più alti, toccando quota 600 milioni. È questo l’ultimo scandalo informatico che ha investito Facebook, costretto ad ammettere in un post pubblico che la conservazione delle password di milioni di utenti è stata, per anni, quanto meno non adeguata. Una notizia che sa di beffa, alla luce dell’ultimo discorso di Zuckerberg sulla tutela dei dati personali.

Tutto è partito da una denuncia firmata dai ricercatori di KrebsOnSecurity, secondo i quali le password di milioni di utenti di Facebook sarebbero state archiviate in testo normale e finite alla mercé dei circa 20mila dipendenti dell’azienda di Menlo Park, nel cloud aziendale. Semplici file a portata di click, senza alcuna protezione, quasi fosse il menu di un ristorante, o il libretto di istruzioni di un elettrodomestico. E invece all’interno c’era l’accesso alla vita di gitale di milioni di persone. Anche perché le probabilità che le password utilizzate per accedere a Facebook siano uguali a quelle utilizzate per gli altri servizi, sono oggettivamente molto alte.

Al momento non è stato dimostrato in alcun modo che qualcuno abbia abusato dell’accesso a questi dati. E infatti Facebook non ha chiesto agli utenti interessati di cambiare password. Tuttavia, almeno 2mila dipendenti di Facebook hanno cercato qualcosa tra i file contenenti le password non crittografate. Per fare cosa? Impossibile dirlo.

L’ammissione di Facebook

Con un post ufficiale firmato da Pedro Canahuati, VP Engineering, Sicurezza e Privacy di Facebook, da Menlo Park hanno ammesso il problema, annunciando di averlo risolto. «All’interno di una revisione della sicurezza di routine a gennaio, – ha scritto Canahuati – abbiamo rilevato che alcune password utente venivano archiviate in un formato leggibile all’interno dei nostri sistemi di archiviazione di dati interni. Questo ha attirato la nostra attenzione perché i nostri sistemi di accesso sono progettati per mascherare le password usando tecniche che li rendono illeggibili. Abbiamo risolto questi problemi e, per precauzione, notificheremo a tutti le password che abbiamo trovato memorizzate in questo modo».

Il responsabile della sicurezza di Facebook, ha precisato che queste password «non sono mai state visibili a nessuno al di fuori di Facebook» e che non è stata trovata «alcuna prova fino ad oggi che qualcuno abbia abusato internamente o vi abbia fatto un accesso improprio». È stato anche reso noto che la maggior parte degli account interessati utilizza Facebook Lite, la versione dell’applicazione di Facebook progettata per i mercati emergenti (come l’India), dove le performance di connessione a Internet e dei device non sono altissime.

La privacy e Zuckerberg

Questo ennesimo scandalo arriva dopo mesi turbolenti, in cui Facebook ha dovuto fare i conti prima con lo scandalo Cambridge Analytica e poi con la notizia dei milioni di account hackerati per colpa di una falla nei token di accesso. Qualche giorno fa, però, da Menlo Park era stato Mark Zuckerberg in persona a segnare il cambio di marcia. Il Ceo aveva parlato al mondo del futuro del social network, dell’integrazione fra Facebook, Instagram e WhatsApp, e aveva posto l’accento proprio sulla tutela della privacy, individuandola come nuova stella polare di Facebook. Un discorso interessante, quello di Zuck, che metteva dei paletti importanti davanti ai governi che – sempre più insistentemente – gli chiedono di bypassare la crittografia end to end di WhatsApp per entrare nelle chat e scovare potenziali criminali. Per questo la notizia odierna delle password utente conservate senza alcuna protezione ha il sapore della beffa.

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Notizie sulle criptovalute

Mercati delle criptovalute in rosso, Bitcoin ancora sopra i 4.000$

Da: Cointelegraph.com

La maggior parte delle prime 20 monete per capitalizzazione di mercato è in rosso, con perdite che vanno dall’uno al quattro percento.

Bitcoin (BTC) è a quota 4.027$, in ribasso di circa l’1% rispetto alla quotazione di ieri. Il valore della criptovaluta più famosa al mondo è gradualmente risalito nelle ultime ore, dopo aver toccato un minimo di 4.007$ in mattinata.

Ethereum (ETH), seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato, ha perso l’1,87%, scendendo a quota 137,21$.

Come riportato in precedenza, Vitalik Buterin ha dichiarato che è importante che l’ether mantenga un prezzo elevato, sia per ragioni di sicurezza della rete che per lo sviluppo generale dell’ecosistema. Buterin stesso ha sottolineato come questa linea di pensiero si scosti dalla “precedente retorica” ​​del progetto Ethereum, che aveva esplicitamente minimizzato l’importanza del valore dell’asset.

Anche Ripple (XRP) ha perso circa il 2% rispetto alla giornata di ieri, finendo a quota 0,312$. La moneta ha cominciato la giornata a 0,318$, per poi toccare un minimo di 0,309$.

Tra le criptovalute della top 20 di CoinMarketCap, la performance migliore è quella di Tezos (XTZ), in rialzo del 25,77% con un valore di 0,771$.

La capitalizzazione complessiva del mercato passa scende a 139 miliardi di dollari, quasi 3 miliardi in meno rispetto ai 141,9 registrati in mattinata.

Oggi, un nuovo rapporto pubblicato dall’exchange di criptovalute Binance ha rilevato che le correlazioni dei prezzi delle principali criptovalute con il dollaro USA sono aumentate, al contrario di quelle con il Bitcoin. Nello specifico, la ricerca ha osservato che il comportamento degli asset diverge a seconda della valuta utilizzata (USD o BTC) per determinare i relativi rendimenti.

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