Federal Reserve

Revisione del Mercato 20-03

Revisione del Mercato 20-03

Notizie Forex

Dollaro debole in attesa Fed accomodante, yen recupera

Da: Reuters.com

Buon andamento dello yen, che beneficia di un dollaro debole sui timori per l’economia Usa e l’aspettativa di un atteggiamento accomodante da parte della Fed nella riunione che si apre questa sera.

Intorno alle 15 italiane il biglietto verde perde lo 0,15% contro un basket di valute. Il dollaro ha lasciato sul terreno l’1,3% negli ultimi dieci giorni.

I mercati si aspettano una Fed “paziente”, dopo i dati di venerdì più deboli delle attese.

Lo yen, tra le peggiori valute nella seduta di ieri, ha recuperato; intorno alle 15 il cross dollaro/yen è a 111,39.

Anche l’euro beneficia di un biglietto verde debole; alle 15 il cross euro/dollaro è a 1,1345, in rialzo dello 0,08%.

La volatilità sul mercato dei cambi è ai minimi da cinque anni, e secondo gli analisti contribuiscono le recenti decisioni della Fed e delle altre maggiori banche centrali.

In territorio positivo la sterlina, che ha guadagnato lo 0,4% a 1,3311 dollari; la valuta britannica era scesa nella notte, dopo che lo speaker del Parlamento ha escluso che l’accordo raggiunto dalla premier Theresa May con l’Ue possa essere sottoposto a un terzo voto senza cambiamenti.

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Mercati pronti a virare in positivo con un miglioramento dei dati economici

Da: Financialounge.com

Se si analizzano gli andamenti dei mercati finanziari, sia azionari che obbligazionari, nei primi due mesi del 2019 si nota la marcata divergenza dei segnali che hanno inviato. Infatti, mentre l’indice delle Borse mondiali (l’MSCI World Index) ha registrato un rialzo del 10,7%, i rendimenti dei governativi decennali tedeschi, statunitensi e cinesi si sono indeboliti (grafici 1 e 2). I mercati dei tassi di interesse indicano che l’economia globale potrebbe andare in recessione, individuando negli Stati Uniti l’unico porto sicuro.

I MESSAGGI CONTRADDITTORI SULL’ECONOMIA

I messaggi contraddittori che si evincono dai mercati finanziari, con quello azionario (che indica una possibile ripresa dell’economia nella seconda parte dell’anno) e quello obbligazionario (che, al contrario, ipotizza un indebolimento dell’economia) dovrebbero però evolversi nei prossimi mesi, in funzione dei dati economici. “Riteniamo che, visti i forti primi due mesi dell’anno, una pausa potrebbe essere il risultato più probabile per le asset class di rischio mentre una ripresa della tendenza positiva sarà accompagnata da un miglioramento dei dati economici” specifica Alberto Conca, responsabile investimenti di Zest AM.

POSSIBILE RIPRESA NELLA SECONDA PARTE DEL 2019

Per cercare di comprendere quale delle due ipotesi sull’evoluzione dell’economia prevarrà sui mercati finanziari, partiamo dall’analizzare la tesi implicita nel trend degli ultimi mesi del mercato azionario. “Abbiamo notato, il mese scorso, che quando la percentuale di paesi con Cli (Composite Leading Indicator) in espansione anno su anno raggiunge valori prossimi ai dieci punti percentuali come verificatosi lo scorso gennaio, l’economia globale inizia a mostrare segni di stabilizzazione e successiva espansione”, spiega l’esperto, secondo il quale spiccano almeno due fattori a supporto di questo scenario di crescita nella seconda metà del 2019. In primis l’inversione a U della politica monetaria statunitense da parte della Fed a inizio anno: l’atteggiamento molto più accomodante è riuscito a dissipare le preoccupazioni che si erano addensate sui mercati finanziari nella seconda metà del 2018, e questa situazione potrebbe indebolire il dollaro Usa dando sollievo, in particolare, ai mercati emergenti. In secondo luogo, Stati Uniti e Cina sembrano orientati a un accordo economico che andrà a vantaggio della futura crescita globale.

LE STIME DELL’FMI

A proposito di crescita, una ricerca del Fondo Monetario Internazionale che studia l’impatto sull’attività globale delle tariffe introdotte dagli Stati Uniti e dai suoi partner commerciali ha stimato intorno al -0,45% gli effetti diretti e indiretti (che colpiscono le aspettative e di conseguenza le decisioni di investimento) sul Pil di Pechino ,circa il doppio dell’impatto sugli Stati Uniti. Ora, se le stime di crescita globale per l’anno in corso si aggirano intorno a +3,5%, in calo del 3,7% dal 2018, non si può affatto escludere che una tregua nelle dispute commerciali potrebbe esercitare un effetto positivo nella seconda metà di quest’anno, riportando la crescita verso o addirittura sopra le cifre del 2018.

BCE ATTIVA NEL GARANTIRE CONDIZIONI FINANZIARIE FAVOREVOLI

A favorire questo scenario potrebbero contribuire in modo determinate un atteggiamento più accomodante da parte delle banche centrali. Nella zona euro la Bce intende assicurare condizioni finanziarie favorevoli e sostenere i prestiti bancari alle piccole e medie imprese e, in quest’ottica, ha annunciato la terza edizione dei Tltro, i finanziamenti agevolati alle banche mirati a sostenere l’economia reale. Inoltre la comunicazione che i tassi non saliranno per ancora molto tempo è mirata a mantenere bassi i tassi a lungo termine, mantenendo quindi condizioni favorevoli per le aziende, le famiglie e per i mercati finanziari.

ECONOMIA CINESE IN RECUPERO

In Cina, infine, l’economia comincia a mostrare segnali di miglioramento sulla scia di una politica monetaria più favorevole: le condizioni del credito sono migliorate e l’economia inizierà a mostrare effetti positivi nella seconda metà del 2019.

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Notizie mercato azionario

Borsa Milano chiude positiva, balzo Fca, bene Atlantia, Poste, cala Tim

Da: Reuters.com

Piazza Affari chiude in rialzo, sostenuta dalle attese per un approccio accomodante di politica monetaria dall’incontro del Fomc della Fed che termina domani.

FCA chiude sui massimi di seduta a +5%, segnati nella mattina, dopo che Robert Peugeot ha aperto a un’operazione di consolidamento con Fca. La controllante EXOR sale del 3% circa.

BANCHE positive con il resto d’Europa. BANCO BPM in controtendenza viene realizzata dopo il balzo di ieri.

TELECOM ITALIA corregge il rialzo delle ultime sedute sul flusso di notizie legate a un accordo tra i soci sulla governance del gruppo, che faciliterebbe lo scorporo della rete e una possibile integrazione con Open Fiber.

LEONARDO prosegue la corsa iniziata la scorsa settimana su risultati e previsioni migliori delle attese.

Denaro su ATLANTIA in un mercato positivo, che guarda al prezzo dell’azione precedente il crollo del ponte a Genova.

POSTE ITALIANE volatile dopo i risultati e la call con gli analisti, chiude però sopra i livelli della mattina.

ASTALDI sale ancora dopo le dichiarazioni ieri dell’AD Pietro Salini secondo cui la fusione fra i due gruppi porterà benefici.

RCS in netto calo dopo gli acquisti di ieri sul ritorno alla cedola. Kepler Cheuvreux passa a ‘hold’ da ‘buy’, target a 1,45.

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Mercato azionario area euro: il sorpasso su Wall Street è servito

Da: Financialounge.com

Il mercato azionario area euro ha chiuso venerdì scorso a +12,8% da inizio anno facendo meglio dell’S&P500. Questa settimana attesa per la riunione della Fed e per i dati degli indici manifatturieri USA ed europei.

E’ proseguito anche la scorsa settimana il clima che si respira da inizio anno favorevole alle asset class rischiose: non soltanto l’azionario area euro e gli altri listini internazionali, ma anche le obbligazioni societarie e i mercati emergenti. Sette giorni durante i quali la volatilità si è ulteriormente contratta (con l’indice Vix, che misura la volatilità attesa di Wall Street, che è sceso in area 13,2) e, a sorpresa, la performance da inizio anno dell’azionario area euro che ha sorpassato quella di Wall Street. L’indice Eurostoxx ha infatti chiuso venerdì a +12,83% rispetto al primo gennaio mentre l’S&P500 si è fermato a +12,59%.

UNA SORPRESA DEGNA DI NOTA

Certo si tratta di un vantaggio frazionale e, inoltre, rispetto all’inizio del 2018, l’azionario area euro (Eurostoxx -3,85%) insegue ancora la perfomance dell’azionario USA (S&P500 +5,57%). Resta però il fatto che, come fanno notare gli esperti di Euromobiliare Sgr, è un dato degno di nota soprattutto rispetto alle premesse di inizio anno. “Però è anche vero che i dati macroeconomici sembrano ora rallentare la corsa al ribasso e, grazie ad un posizionamento degli investitori decisamente prudente, non soltanto nell’azionario area euro, hanno fornito il catalizzatore giusto per rianimare gli indici azionari compensando l’elevato grado di incertezza politica” spiegano i professionisti di Euromobiliare Sgr.

MERCOLEDI’ TOCCA ALLA FED

La cui attenzione si sposta poi sui due principali eventi in agenda questa settimana. Il primo, previsto per domani, mercoledì 20 marzo, è l’appuntamento con la riunione della Federal Reserve che dovrebbe lasciare invariati i tassi ufficiali statunitensi.

Per gli esperti di Euromobiliare Sgr, è probabile che sia annunciato un taglio delle aspettative di crescita negli USA sulla scia del rallentamento in atto nell’economia a stelle e strisce e una possibile proiezione al rialzo sui prezzi al consumo a partire dal 2020. In ogni caso, l’attenzione andrà in particolare a due aspetti, capaci di condizionare i mercati finanziari. In primis, i cosiddetti ‘dots’, ovvero i puntini che delineano la traiettoria dei Fed Funds in base alle aspettative dei membri del Direttivo della banca centrale statunitense: in base alle previsioni dei professionisti di Euromobiliare Sgr dovrebbero esplicitare un solo rialzo dei tassi nel 2019 rispetto ai due prospettati lo scorso dicembre.

DETTAGLI E TEMPISTICHE SUL QT

In secondo luogo, altrettanto importante per gli esperti di Euromobiliare Sgr, sarà conoscere i dettagli su modalità e tempistica della fine del programma di quantitative tightening (Qt): un aspetto di rilievo per la liquidità dei mercati finanziari, dal momento che, dal suo avvio nell’ottobre 2017, tale programma ha determinato una contrazione del bilancio dell’istituto centrale statunitense nell’ordine dei 450 miliardi di dollari.

VENERDI’ RIFLETTORI SUGLI INDICI PMI

Venerdì 22, invece, i riflettori saranno puntati sui dati preliminari di marzo degli indici di confidenza delle imprese sia statunitensi che dell’eurozona. A interessare in particolare saranno i dati relativi alla componente manifatturiera che rivelano, in estrema sintesi, la forza del momentum ciclico e che, negli ultimi mesi, hanno evidenziato una certa debolezza. “Gli indici PMI Manifatturieri dovrebbero confermare i valori registrati a febbraio. Se così fosse, troverebbe conferma l’ipotesi che la fase più acuta del rallentamento sia ormai alle spalle” puntualizzano gli esperti di Euromobiliare Sgr.

DUE IPOTESI PER LA BREXIT

I quali, infine, delineano due scenari per quanto riguarda la Brexit. Se la terza proposta di accordo della premier inglese Theresa May, che secondo il presidente della Camera dei Comuni John Bercow sembrerebbe tecnicamente non praticabile, venisse approvata nei prossimi giorni dal parlamento britannico, si andrebbe verso una breve estensione tecnica dell’uscita. Al contrario, all’orizzonte ci potrebbe essere una lunga estensione che potrebbe addirittura tramutarsi in una permanenza nell’Unione europea.

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Notizie sulle criptovalute

Compagnia giapponese lancia nuova stablecoin ancorata al dollaro USA

Da: Cointelegraph.com

Un’azienda giapponese ha lanciato una stablecoin conforme allo standard ERC-20 che offre “decentralizzazione assoluta, massima sicurezza e una fonte affidabile di stabilità”.

Come suggerisce il nome, USDDex è direttamente ancorata al dollaro statunitense, e aiuta i trader a spostare i loro soldi in criptovaluta senza esporsi ai movimenti di prezzo erratici osservati in altri importanti asset digitali, come Bitcoin ed Ethereum.

La società ritiene che la sua stablecoin possa diventare una valida alternativa al denaro fiat e far partire l’adozione generalizzata delle criptovalute, dando ai datori di lavoro un modo sicuro per pagare i salari dei loro lavoratori e consentendo ai consumatori di fare acquisti in totale sicurezza.

USDDex crede fermamente che il 2019 sarà l’anno delle stablecoin: una ricerca ha rilevato che il volume di trading mensile delle prime cinque stablecoin del mercato ha superato i 100 miliardi di dollari. In effetti, anche le grandi aziende stanno entrando in azione: pare che Facebook sia impegnata in un progetto top-secret che prevede il lancio della propria stablecoin.

Con il suo tasso fisso, un token USDDex equivale ad 1$. Adattabile agli exchange centralizzati e decentralizzati, l’azienda sostiene che la sua criptovaluta sia supportata dai principali wallet Ethereum, tra cui MyEtherWallet, MetaMask, Ledger e Parity.

Attualmente, la compagnia si sta preparando a quotare la criptovaluta in 20 scambi, tra cui HitBTC, Stellar, Bibox e Changelly.

Affidabile e stabile
La società sostiene che ogni USDDex sia collateralizzato per eccesso, il che significa che coloro che possiedono questa criptovaluta vengono protetti dalle selvagge oscillazioni dei prezzi, indipendentemente dall’andamento del mercato.

Sono supportate anche più di 800 coppie di trading, che consentono agli utenti di passare da Ethereum, Bitcoin, XRP, EOS, Litecoin e centinaia di altre criptovalute a USDDex con facilità.

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