Brexit

Revisione del Mercato 19-03

Revisione del Mercato 19-03

Notizie Forex

Valute, con l’euro debole e la sterlina in preda alla Brexit ecco il ritorno delle tre corone

Da: Financialounge.com

Con il dollaro stabilizzato su livelli relativamente elevati rispetto all’euro, le tre corone nordiche offrono buone opportunità, non necessariamente di tipo speculativo.

La Brexit, le elezioni europee di maggio ma anche le politiche più accomodanti della Bce disegnano una fase attuale dei mercati valutari caratterizzata da una volatilità molto bassa e dall’assenza di trend chiari. E’ quindi ancora più difficile del solito utilizzare le monete come una vera e propria asset class con cui migliorare il rendimento dei propri investimenti. Il dollaro si sta stabilizzando su livelli relativamente elevati contro un euro indebolito dalla politica espansiva della Bce, mentre la sterlina è in preda ai sussulti della Brexit. Così è possibile trovare delle buone soluzioni, non necessariamente speculative, soprattutto nelle tre corone nordiche: norvegese, svedese, danese. Certo bisogna avere chiaro in mente anche il tipo di investimento: le prime due sembrano più profittevoli, la terza invece è rivolta a chi ha una visione più conservativa.

IN DIFESA CON LA DANESE, ALL’ATTACCO CON NORVEGIA E SVEZIA

La corona norvegese è infatti supportata dai tassi e gli analisti si aspettano nuovi interventi al rialzo della banca centrale del Paese, la Norges Bank, entro l’anno anche perché la crescita e l’inflazione della Norvegia superano quelle dell’eurozona e a beneficarsi potrebbe essere proprio la divisa di Oslo. “Per quanto riguarda le valute nordiche – ci spiega Alessandro Balsotti, strategist di JCI Capital – ricordiamo che la corona danese ha un cambio controllato e quasi fisso rispetto all’euro: ha oscillato di poco più dello 0.50% negli ultimi 10 anni. Potrebbe al limite essere utilizzata come moneta rifugio in caso di potenziale disgregazione dell’euro, un evento su cui al momento non ha senso fare scelte di investimento. Su entrambe le altre due corone, norvegese e svedese, sono positivo, soprattutto in un’ottica di medio e lungo periodo, perché hanno livelli interessanti di valutazione dopo che negli ultimi anni hanno subito un lento ma significativo indebolimento. I fattori di rischio che vanno tenuti a mente sono la correlazione con il prezzo del petrolio per la norvegese e, per quanto riguarda la svedese, il fatto che quella svedese è un’economia piccola e aperta, vulnerabile a un eventuale rallentamento europeo o globale”.

DOLLARO STABILIZZATO, STERLINA LEGATA ALL’INCOGNITA BREXIT

Con un dollaro che dall’inizio dell’anno si è stabilizzato su livelli elevati e una sterlina legata all’andamento imprevedibile della Brexit, un vero e proprio punto interrogativo, allora ecco che le tre monete possono essere un valido strumento con un buon rendimento “Se per la sterlina – prosegue Balsotti – potremmo ipotizzare un recupero del 4-5% nei prossimi mesi se, come mi aspetto, si riuscirà ad evitare un’uscita disordinata dall’Europa, sulle valute scandinave, in particolare svedese e norvegese, auspico un rafforzamento anche più significativo ma su orizzonti temporali ben più lunghi (1 anno o più)”.

ECCO GLI STRUMENTI MIGLIORI PER INVESTIRE SULLE VALUTE

Bisogna in ogni modo fare sempre molta cautela quando si punta sulla svalutazione o rivalutazione delle monete. Ci sono delle piattaforme di trading dedicate, da Saxo Bank a CMC markets e CFH Clearing che utilizzano il sistema del cosiddetto ‘rolling spot’, ovvero posizioni sul mercato a pronti che vengono ‘rollate’ automaticamente di giorno in giorno dalla piattaforma. Oppure ci sono i CFDs (Contracts For Difference). “In entrambi i casi – avverte Balsotti – bisogna verificare che le condizioni con cui questi strumenti funzionano non siano troppo punitive, ovvero abbiano dei costi commissionali (o di rolling giornaliero della posizione) che possano rendere poco efficiente il trading”. Infatti questo tipo di strumento è adatto più per un posizionamento con un orizzonte temporale relativamente breve perché ha dei costi giornalieri che nel lungo periodo diventano significativi. “L’alternativa più logica, se si ha una visione ribassista sull’euro rispetto ad un’altra valuta – spiega in conclusione lo strategist di JCI Capital – è l’investimento in un titolo obbligazionario a basso rischio di credito e duration che abbia quindi il rischio concentrato sull’andamento valutario. Per fare un esempio, se si ritiene che la corona norvegese possa rafforzarsi contro euro su un orizzonte temporale pluri-mensile o anche oltre l’anno, si potrà acquistare un titolo governativo della Norvegia con scadenza 1-2 anni”.

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Previsioni per il prezzo EUR/USD – L’euro apre la settimana mostrando segni di forza

Da: FXempire.com

L’euro apre la settimana registrando un rally significativo, infatti, la coppia rompe al di sopra di un paio di stoppini stampati la scorsa settimana sul grafico giornaliero. La mossa è indubbiamente rialzista, pertanto, riteniamo che la coppia finirà col raggiungere il prossimo livello di resistenza.

Lunedì l’euro trova un cospicuo numero di acquirenti mentre continua a tagliare la media mobile esponenziale a 50 giorni. La mossa mostra un segnale fortemente rialzista, inoltre, ci sembra opportuno ricordare come nella sessione di mercoledì, giovedì e venerdì il mercato sia uscito dai massimi. A fronte di ciò, siamo convinti che la stampa di una candela possa suggerire un forte rialzo delle valute. A tale proposito, ci sembra opportuno segnalare come la coppia abbia completamente annientato la candela negativa stampata a seguito della conferenza stampa della BCE, conferenza che ha aperto le porte ad un significativo ribasso del mercato.

Osservando la coppia, segnaliamo la presenza di una resistenza strutturale alla regione degli 1,14$, pertanto, siamo convinti che le valute finiranno col raggiungere tale regione. Il livello ha recentemente registrato una forte pressione di vendita, motivo per cui, non escludiamo la possibilità di assistere ad una lieve lotta del mercato proprio in prossimità della suddetta regione. Alla luce di quanto appena detto, prevediamo una forte volatilità del mercato, tuttavia, siamo convinti che le valute continueranno a macinare in rialzo. Ovviamente tale scenario è un po’ nauseante, tuttavia, vi sono ancora troppe persone che attendono di conoscere la posizione della Federal Reserve, posizione che dovrebbe essere resa nota nel corso della settimana e che potrebbe vedere l’istituto di credito adottare un tono leggermente più accomodante di quanto mostrato in precedenza. Tale scenario, sarebbe indubbiamente positivo per l’euro poiché innescherebbe una vendita della banconota verde. Una rottura al di sopra degli 1,14$ potrebbe aprire le porte alla regione degli 1,1450$. Contrariamente, se dovessimo assistere ad un ribasso del mercato, siamo convinti che la regione degli 1,13$ possa fungere da supporto.

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Notizie mercato azionario

BORSE ASIA-PACIFICO attendiste in vista riunione board della Fed

Da: Reuters.com

Le borse asiatiche sono poco mosse e per lo più precedute dal segno meno, spinte alla prudenza dalle vicende della Brexit e in attesa del prossimo board della Federal Reserve statunitense, che si apre oggi e potrebbe decidere di rallentare l’aumento dei tassi già annunciato.

TOKYO chiude piatta ma in lieve calo, con investitori che hanno fatto prese di profitto sui titoli delle società che esportano, ma le perdite sono state in parte compensate dai guadagni del comparto finanziario trainato dalla crescita dei rendimenti dei titoli statunitensi.

A SHANGHAI il mercato dominato dalle prese di profitto, dopo che i principali mercati ieri hanno chiuso sui massimi degli ultimi 6 mesi e mezzo mentre gli investitori sono in attesa delle decisioni Fed.

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Dennis Mullenburg, CEO Boeing: la sicurezza è sempre la nostra più alta priorità

Da: Teleborsa.it

Mobilitazione totale del costruttore americano per supportare gli investigatori impegnati ad accertare le cause del disastro de B737 MAX 8 in Etiopia.

“La sicurezza è la nostra massima priorità quando progettiamo, costruiamo e supportiamo i nostri aeroplani e Boeing continua a sostenere l’indagine e sta collaborando con le autorità per valutare nuove informazioni non appena disponibili”. Lo ha dichiarato Dennis Mullenburg, Presidente e CEO di Boeing, in merito al tragico disastro del B737 MAX 8 che ad Addis Abeba ha provocato la morte delle 157 persone che si trovavano a bordo, preceduto cinque mesi fa dalla caduta in circostanze apparentemente simili di un primo “MAX 8” in Indonesia. Due incidenti allo stesso tipo di nuovo e innovativo aereo che ne hanno provocato la “messa a terra” nel mondo intero in attesa che vengano accertate le cause.

I Boeing 737 MAX (serie 7,8 e 9) costituiscono la più recente “famiglia” del più diffuso velivolo in assoluto nato nel lontano 1967 e costruito in diverse migliaia di esemplari di differenti serie, che ne hanno fatto l’aereo più diffuso del mondo. La “famiglia MAX”, innovativa sotto molteplici punti di vista che dispone in primo luogo di motori dai consumi ridotto del 20% dalle più basse emissioni di CO2 nell’atmosfera possibili al momento, ha riscosso un immediato straordinario successo commerciale già sulla carta, con un numero di ordini che supera le 5.000 unità da parte di aerolinee di ogni parte del mondo, di cui poco più di 300 a oggi consegnate. Comprensibile quindi la “preoccupazione” del costruttore Boeing, e degli stessi Stati Uniti d’America con la necessità di “far presto” nel dare risposte certe ai tanti interrogativi in modo da eliminare ogni ragionevole dubbio sulla sicurezza d questi aerei.

“Innanzitutto esprimo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie dei passeggeri e dell’equipaggio che si trovavano a bordo del volo Ethiopian Airlines ET302 – ha esordito Mullenburg – e ribadisco come in seguito a qualsiasi incidente faccia parte della nostra pratica standard l’esame della progettazione e dell’utilizzo del nostro aeromobile e, quando necessario, mettiamo in atto i dovuti aggiornamenti sui prodotti per migliorare ulteriormente la sicurezza”.

“Mentre gli investigatori continuano a lavorare per stabilire conclusioni definitive – ha aggiunto il CEO della casa di Seattle – Boeing sta finalizzando lo sviluppo di un aggiornamento software e una pilot training revision, come annunciato in precedenza, che riguarderà la MCAS flight control law in risposta a errate indicazioni dei sensori. Continuiamo inoltre a fornire assistenza tecnica come richiesto e sotto la direzione del National Transportation Safety Board (Ente americano per la sicurezza dei trasporti) che lavora con gli investigatori etiopi. In conformità con il protocollo internazionale, tutte le richieste relative alle indagini sugli incidenti in corso devono essere indirizzate alle Autorità investigative”.

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Notizie sulle criptovalute

Leggera contrazione dei mercati, ma impennata di Bitcoin Cash

Da: Cointelegraph.com

Oggi i mercati delle criptovalute hanno registrato una leggera contrazione, ma con qualche rialzo degno di nota.

Bitcoin oscilla attorno ai 4.024$, in rosso di appena lo 0,1% rispetto alla giornata di ieri. Ancora positivi invece i movimenti settimanali, in crescita di quasi il 3%.

L’analista Tom Lee, fondatore di Fundstrat Global Advisors, ha oggi pubblicato su Twitter un grafico che mostra una chiara corrispondenza fra mercati emergenti e movimenti del prezzo di Bitcoin.

Ethereum (ETH) rimane saldamente ancorato alla seconda posizione su CoinMarketCap, con una capitalizzazione di circa 14,6 miliardi di dollari: attualmente la capitalizzazione di Ripple, al terzo posto della classifica, oscilla attorno ai 13 miliardi.

ETH ha registrato un ribasso di circa l’1% rispetto alla giornata di ieri, e viene in questo momento scambiato per 139$. Positivo invece il grafico settimanale, in verde di oltre il 4%.

Durante un incontro del 15 marzo gli sviluppatori di Ethereum hanno nuovamente approvato ProgPoW, un algoritmo di consenso Proof of Work (PoW) resistente ai dispositivi Application Specific Integrated Circuit (ASIC).

Meno dell’1% in rosso anche Ripple (XRP), con un valore di 0,315$. Quasi statici anche i movimenti settimanali, in positivo di appena l’1,5%.

Per quanto riguarda le altre criptovalute, è Bitcoin Cash (BCH) ad aver ottenuto i risultati migliori, in crescita di quasi il 5,5%. Rialzi anche per Dash (DASH), Maker (MKR) e Ontology (ONT), rispettivamente dello 0,60%, 1,26% e 1,04%.

Al momento della stesura di questo articolo, la capitalizzazione complessiva di mercato oscilla attorno ai 139,9 miliardi di dollari, in positivo di oltre il 4,5% rispetto ai 132,9 miliardi di inizio settimana.

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