Revisione del Mercato 16-11

Revisione del Mercato 16-11

Notizie Forex

Sterlina protagonista in negativo, guarda a possibile crisi governo

Da: Reuters.com

Protagonista assoluta ma in termini negativi sul mercato valutario la sterlina, in netto ripiegamento sia su euro sia su dollaro dopo le dimissioni a catena dell’esecutivo di Theresa May che va sfaldandosi sulla Brexit.

Il cambio contro euro arretra di quasi due punti percentuali, avviandosi alla peggiore performance giornaliera da oltre un anno. In caduta di oltre 1,5% anche il cross contro dollaro.

All’indomani del via libera del consiglio dei ministri, il testo di legge proposto dall’inquilina di Downing Street è giunto in parlamento. Il primo ad annunciare le dimissioni per disaccordo con la proposta della May è stato il titolare del portafoglio Brexit Dominic Raab, sui cui passi si sono poi mossi il segretario di Stato per l’Irlanda del Nord Shailesh Vara, il sottosegretario di Stato per la Brexit Suella Breverman e il segretario di Stato per il Lavoro Esther McVey.

Ultimo in ordine cronologico l’annuncio del leader dei deputati conservatori euroscettici Jacob Rees-Mogg, che intende presentare oggi stesso una mozione di sfiducia contro la premier. La misura sarebbe sottoposta al voto del parlamento se verrà appoggiata in forma scritta da 48 sul totale di 158 dei parlamentari Tories. Al momento però la commissione preposta non ha ricevuto le 48 lettere necessarie, secondo quanto riportato dalla Bbc.

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Di Maio: lavoriamo per evitare procedura Ue ma non faremo manovra lacrime e sangue

Da: Reuters.com

Il governo italiano lavora per evitare una procedura di infrazione europea sui conti pubblici ma non intende inasprire la manovra per venire incontro alle critiche, come quelle giunte ieri da Olanda e Austria.

Lo ha detto il vice premier e ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio.

“Stiamo lavorando per non ottenere la procedura ma senza sacrificare gli italiani”, ha risposto Di Maio a chi gli chiedeva se il governo consideri meno dannosa una procedura per debito eccessivo o per non aver rispettato gli obiettivi di deficit a medio termine.

Quanto alla posizione assunta da Amsterdam e Vienna che ieri hanno caldeggiato un intervento della Commissione Ue contro l’Italia, Di Maio ha detto: “Quando chiedono di far rispettare tutte le regole, ci chiedono una manovra lacrime e sangue che è esattamente l’opposto di quello che ci hanno chiesto italiani il 4 marzo”.

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Notizie mercato azionario

Zuckerberg di nuovo sotto accusa. “Non sapevo nulla della società di lobbyng che per Facebook screditava Soros”

Da: Repubblica.it

“Ho grande rispetto per George Soros, anche se non siamo d’accordo su alcune cose, e appena sono venuto a conoscenza dei fatti ho interrotto il contratto con la società di di lobbying Definers”. Mark Zuckerberg torna a difendersi ancora una volta. La conferenza stampa online organizzata per raccontare i passi avanti fatti nel controllo dei contenuti, è stata monopolizzata dall’inchiesta del New York Times.

Cinquanta persone, dirigenti di oggi e di ieri, sostengono che i vertici di Facebook inebriati dalla crescita in borsa avrebbero prima sottovalutato i rischi di manipolazioni politiche e uso disinvolto dei dati degli utenti, poi negato gli errori e infine tentato di coprirli distogliendo l’attenzione del pubblico con una campagna senza scrupoli condotta dietro le quinte. Il braccio destro di Zackerberg, Sheryl Sandberg avrebbero avrebbe lanciato una campagna di lobbying per spostare i sospetti su aziende rivali assoldando una società vicina ai repubblicani, la Definers, per screditare le voci più critiche mettendole in collegamento con il finanziere George Soros, divenuto capro espiatorio di ogni complottismo populista.

“Non ne sapevo nulla” continua Zuckerberg. “E non credo che Sheryl sia coinvolta. Facebook è un’azienda grossa, non possiamo sapere tutto quel che avviene”, racconta senza rendersi conto di aver fatto una grave ammissione: nella sua azienda esercita così poco controllo da non sapere di una iniziativa di lobbyng simile. Annuncia poi, oltre ad una commissione indipendente che veglierà sulla libertà di espressione e sui contenuti, la volontà di ridurre i post più divisivi che sono anche quelli più popolari. La speranza è di disinnescare quelle campagne di odio velato e di disinformazione che non arrivano a rompere apertamente le regole del social network. Zuckerberg e i suoi ci hanno messo due anni, da quando emersero i primi problemi dopo le elezioni presidenziali statunitensi, a mettere mano al problema che è da tempo sotto gli occhi di tutti.

In serata, arriva la replica del presidente della Open Society Foundations di Soros, Patrick Gaspard: “I vostri metodi minacciano gli stessi valori base della democrazia”. E arriva anche la nota del consiglio di amministrazione del social network che per la prima volta prende le distanze da Zuckerberg e Sandberg rei di non aver agito abbastanza in fetta per fermare le ingerenze russe.

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Strategia azionaria, lasciar correre i titoli vincenti e scaricare al più presto i perdenti

Da: Financialounge.com

Emerge una significativa disparità delle performance dei titoli dell’indice S&P 500. Ma se non si hanno le competenze giuste meglio affidarsi ad un consulente di fiducia per gli investimenti a lungo termine.
Dopo la drastica correzione di ottobre, gli indici di Borsa faticano a ritrovare un punto di equilibrio con andamenti altalenanti al rialzo o al ribasso, anche in una stessa seduta di mercato. Una situazione che, inevitabilmente, alimenta il dibattito nella comunità finanziaria se si stia percorrendo ancora il mercato rialzista (toro) inaugurato nel marzo del 2009, oppure sia iniziato un trend ribassista (orso).

Secondo alcuni osservatori, però, questo dibattito rischia solo di disorientare gli investitori che farebbero meglio a focalizzarsi sull’importanza di riconoscere le qualità dei singoli titoli. È un approccio che vale la pena approfondire visto quello che è successo dall’inizio dell’anno nell’ambito dell’indice S&P 500: la sua performance al 9 novembre si posizionava a circa quattro punti percentuali al di sopra del valore di inizio gennaio, ma con enormi differenze nelle performance dei singoli titoli.

GENERAL ELECTRIC E NETFLIX

Due esempi su tutti. Mentre una delle blue chips storiche di Wall Street, General Electric, ha bruciato circa il 50% della propria capitalizzazione sulla scia di risultati deludenti e dopo l’ennesima riduzione dei dividendi, il titolo Netflix mostrava un rialzo di oltre il 70% nello stesso periodo. Questa tendenza non è un evento circoscritto al 2018. In base ad un’analisi sui dati storici condotta da Longboard Asset Management si dimostra che se gli investitori avessero rinunciato al 20% dei titoli azionari con le migliori performance dal 1989, si ritroverebbero con un rendimento netto pari a zero, contro il 7,4% annualizzato dell’indice S&P500 (ovvero ad una perfomance complessiva del 694%). Se si osservano i primi cinque e ultimi cinque titoli (in base alla performance) dello S&P 500 in diversi periodi di tempo, risulta infatti piuttosto evidente come un grande top performer di Borsa possa fare la fortuna degli investitori e viceversa se si insiste su un titolo fanalino di coda nei rendimenti.

IL MEGLIO E IL PEGGIO DEGLI ULTIMI 12 MESI

Un fenomeno di cui si ha una fotografia nitida se si analizza l’andamento dei migliori titoli dell’S&P500 negli ultimi 12 mesi. Si vede come i primi cinque posti siano occupati da Fossil Group (+201%), Advanced Auto Parts (+115)., Macy’s (+112%), Abiomed (+109%) e Kohl’s Corp. (+99%) mentre i peggiori cinque siano stati General Electric (- 55%), Mohawk Industries (-52%), Frontier Communications Corp.(- 50%), EQT Corp (- 46%) e Western Digital Corp (-.44%). La media dei migliori cinque fa +127% e quella dei peggiori cinque -49%, mentre l’indice S&P500 ha registrato un aumento dell’8%. Se il passato offre qualche indicazione utile, allora gli investitori potrebbero prendere atto di queste tendenze e porre l’accento sulle scelte di portafoglio privilegiando i titoli più gettonati scaricando, al più presto, i grandi perdenti prima che peggiorino ulteriormente.

NON È SEMPLICE COME SEMBRA

In realtà, non è affatto semplice come sembra. Per esempio, prima della massiccia corsa al rialzo di Fossil nel 2018, il titolo era stato uno con le peggiori performance (-70%) di Wall Street nel 2017, a causa dei profitti deboli: una svolta radicale nel sentiment degli analisti ha comportato una brusca inversione di tendenza per questo titolo nel 2018. Allo stesso modo, uno dei top performer del 2017, il titolo del casinò Wynn Resorts, che aveva messo a segno un rialzo del 90% l’anno scorso, ha corretto di oltre il 35% negli ultimi 12 mesi dopo una serie di report deludenti sugli utili e sui timori che il proprio business in Cina possa essere esposto a rischi. È importante tenere a mente questi esempi, perché nessun vincitore sarà sempre tale così come i titoli ‘perdenti’ possono improvvisamente rimbalzare.

MEGLIO AFFIDARSI AD UN CONSULENTE DI FIDUCIA

Vendere rapidamente un vincitore per paura che i profitti svaniscano può comportare la rinuncia di ulteriori ingenti guadagni, mentre aggrapparsi a un titolo malconcio sperando in un inversione di tendenza spesso provoca solo ulteriori cocenti perdite. Tuttavia, dal momento che questo approccio è semplice solo sulla carta, molto meglio affidarsi ad un buon consulente di fiducia insieme al quale allestire un portafoglio di medio lungo termine che soddisfi le nostre necessità e rispetti la personale predisposizione al rischio.

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Notizie sulle criptovalute

Bitcoin e le altre cripto a picco dopo l’hard fork del Bitcoin Cash

Da: Investing.com

Bitcoin in forte crollo, cedendo il 12% verso il dollaro, seguito dalle altre criptovalute. La perdita a doppia cifra, infatti, riguarda anche l’Ethereum, il Litecoin e lo XRP, tutte in discesa di una percentuale intorno al 10%.

La principale delle valute digitali scende così sotto quota 6 mila dollari, tornando ai minimi dell’ottobre 2017.

Il selloff delle cripto è stata causato dall’hard fork del Bitcoin Cash, già a sua volta nata da uno spin-off dello stesso Bitcoin nel 2017.

A seguito di questa hard fork verranno creati due nuovi otken digitali: il Bitcoin Satoshi Vision (CV) e il Bitcoin ABC.

“Il Bitcoin Cash riceve due aggiornamenti hard fork all’anno”, spiega Daniel Schwartzkopff, amministratore delegato di Invictus Capital. “In passato, gli aggiornamenti sono stati implementati in modo relativamente semplice e senza una divisione della moneta”.

Questa volta, però, l’operazione non è filata liscia come al solito. “Numerosi pezzi grossi delle criptovalute hanno espresso le proprie opinioni circa lo sviluppo futuro del Bitcoin Cash”, e “la comunità è divisa per il fatto che nChain si occupi da solo del proprio aggiornamento”.

nChain, il gruppo che ha sviluppato il token SV, intende aumentare la dimensione del blocco a 128mb, sebbene l’ecosistema diffuso del Bitcoin Cash non favorisca necessariamente il nuovo protocollo SV, in quanto si muove in senso contrario rispetto alla rotta tracciata da bitcoincash.org e dagli sviluppatori di ABC. Amaury Sechet, lo sviluppatore dietro al Bitcoin ABC, è a capo dell’opposizione. Lui, insieme a molti altri, ha definito SV il “falso Satoshi”.

Il crollo generale delle criptovalute ha provocato una fuga di capitali dalle società quotate in Asia e a Wall Street legate al settore. “Potrei gongolare del crollo del Bitcoin. Ma resta ancora lontano da quello che è il suo vero valore: zero”, commenta l’economista Nouriel Roubini, affondando ancora di più: “dato che il Bitcoin è alla base di disastri ambientali e di inquinamento il suo vero valore è negativo”.

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