Brexit

Revisione del Mercato 14-12

Revisione del Mercato 14-12

Notizie Forex

Draghi vede rischi ma rassicura i mercati

Da: Financialounge.com

Il presidente della Bce avverte su segnali di deterioramento del quadro economico, ma traccia un percorso che si spinge oltre la scadenza del suo mandato, soprattutto per quanto riguarda i riacquisti di titoli.
Mario Draghi avverte che i rischi per l’economia dell’ the euro-area , anche se restano sostanzialmente bilanciati, stanno iniziando a pendere verso il peggioramento. Draghi ha citato una gamma abbastanza ampia di cause di preoccupazione, dal rischio protezionismo alla volatilità del mercato. Le Borse reagiscono con un apprezzamento e l’euro cede un quarto di punto sul dollaro. Una reazione tutto sommato poco preoccupata, nonostante il presidente della Bce abbia anche confermato la conclusione del QE al 31 dicembre di quest’anno, vale a dire tra un paio di settimane. Il fatto è che Draghi ha in qualche modo dato il segno di quale sarà il tenore della fase finale del suo mandato, che si conclude alla fine di ottobre del prossimo anno. E questo sembra aver rassicurato il mercato. Perchè?

SI ALLONTANA ALMENO AL 2020 IL QUANTITATIVE TIGHTENING

In primo luogo perchè, pur confermando che il primo rialzo dei tassi della Bce non arriverà che dopo l’estate del 2019, ha anche aggiunto che il riacquisto dei titoli a scadenza potrà proseguire anche dopo che sarà avviato il cammino verso la normalizzazione dei tassi. In altre parole la Bce potrà continuare a rifinanziare lo stock di 2.600 mld di euro di titoli accumulati nei 4 anni del Quantitative Easing a tempo per ora indeterminato. In questo modo si allontana nel tempo il Quantitative Tightening, già intrapreso dalla Fed, e il conseguente drenaggio di liquidità. Ma soprattutto Draghi ha spinto la sua ‘guidance’ oltre la scadenza del suo mandato, almeno fino a inizio 2020. Se continuerà così anche l’anno prossimo il suo successore avrà un percorso tracciato per un arco di tempo abbastanza lungo, e se vorrà discostarsene dovrà motivarlo.

QUADRO DETERIORATO MA SEMPRE DI CRESCITA
Per questo probabilmente il cambio di tono e di linguaggio sulle prospettive dell’economia non hanno causato reazioni negative del mercato, che si sente comunque accompagnato dalla mano salda di Draghi anche oltre ottobre del 2019. Anche perché il messaggio sul riacquisto dei titoli “per un prolungato period di tempo anche dopo la data in cui la Bce inizierà ad alzare i tassi chiave” Draghi non lo ha lanciato verbalmente in conferenza stampa, ma lo ha fatto mettere nero su bianco nel comunicato ufficiale, impegnando così l’intero board su un orizzonte temporale che va ben oltre la scadenza del suo mandato. Comunque il contesto che ‘vede’ Draghi, anche se deteriorato, resta positivo e nel segno della crescita, “sostenuta dalla forza della domanda interna”. E in ogni caso la Bce resta pronta a modulare nella direzione più appropriata tutti gli strumenti a disposizione.

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Brexit, perché neanche alla Ue conviene il backstop irlandese 2

Da: Ilsole24ore.com

Roberto Gualtieri è il presidente della commissione per i problemi economici e monetari dell’Europarlamento, e per l’Europarlamento segue i negoziati su Brexit. Fa infatti parte del Brexit Steering Group per i Socialisti e democratici, e assieme al tedesco Elmar Brok del Ppe e al belga Guy Verhofstadt dell’Alde ha partecipato agli incontri del Consiglio europeo sull’uscita del Regno Unito dalla Ue. Gualtieri ha dunque seguito da vicino i 18 mesi di negoziati che hanno portato alla firma dell’accordo fra il governo britannico e i 27 Paesi Ue il 25 novembre scorso a Bruxelles.

Accordo sempre più in bilico perché contestato da parte dei conservatori formalmente al governo con la premier Theresa May e duramente avversato dai dieci deputati del Dup, il partito nordirlandese che tiene in piedi quello stesso governo.

La crisi a Londra è nota, il cuore della questione pure: i deputati britannici ribelli che avversano l’accordo non accettano il backstop, la rete di protezione fra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord che di fatto lascia il Regno Unito nell’unione doganale quindi dentro la Ue anche se «temporaneamente» cioè fin quando verranno definiti i futuri rapporti commerciali. In questi giorni, costretti dagli eventi e dalla vivacità della politica britannica, abbiamo raccontato il punto di vista del Regno Unito. Roberto Gualtieri aiuta a chiarire quello dell’Unione europea.

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, e perentorie, di Jean-Claude Juncker e Angela Merkel, c’è margine di manovra per modificare l’accordo sull’uscita del Regno Unito dalla Ue?

Come abbiamo detto più volte, l’accordo di ritiro non può essere modificato: su questo punto la convergenza fra Commissione, Parlamento e Consiglio è totale. Si potrà aggiungere una dichiarazione per chiarire meglio che il backstop è come una assicurazione antincendio: nessuna delle due parti intende utilizzarlo, a partire dall’Ue. Ma ripeto, questo è l’unico accordo possibile sulla base delle linee rosse fissate dal Regno Unito.

È molto difficile che accada, visto il clima politico a Londra ma se le linee rosse cambiassero?

Certo, se il Regno Unito accettasse il Norway plus (il Regno Unito, come la Norvegia, non sarebbe membro Ue ma farebbe parte della European economic area e quindi resterebbe nel mercato comune, con ovvi obblighi anche per la circolazione delle persone ndr) sarebbe un altro scenario e si potrebbe modificare anche la dichiarazione politica (le 26 pagine che accompagnano le 580 del trattato firmato il 25 novembre ndr). Al momento, però, non vedo le condizioni. In questo momento l’unica cosa che si può fare è introdurre un chiarimento su cosa è davvero il backstop cioè una garanzia di ultima istanza, una situazione che non è ottimale neanche per l’Unione europea.

Perché?

Perché se si attivasse il backstop, il Regno Unito rimarrebbe nell’unione doganale ma fuori dal mercato unico e questo potrebbe porre problemi di level playing field, cioè di parità di condizioni tra gli operatori economici. Nel protocollo sull’Irlanda ci sono una serie di misure per limitare questo problema, ma è chiaro che non si tratta di una soluzione ottimale. Vorrei ricordare che la proposta originaria della Ue era che il backstop fosse limitato alla sola Irlanda del Nord, è stato il governo britannico a chiedere l’allargamento della sua dimensione doganale a tutto il Regno Unito.

Richiesta comprensibile per salvaguardare l’unità del Regno ma anche mossa che alla premier May e all’accordo da lei firmato ha portato i più grossi guai. Cosa succede se l’accordo non passa, cioè lo scenario «no deal»?

L’hard Brexit è uno scenario molto negativo, causerebbe problemi drammatici innanzitutto per il Regno Unito ma gravi anche per l’Unione europea. Per questo l’unica alternativa credibile a questo accordo è «no Brexit», che per me naturalmente sarebbe la cosa migliore, o «Norway plus». Naturalmente come è giusto ci stiamo preparando anche allo scenario peggiore, preparando le misure necessarie ad attenuare per l’Ue le conseguenze di una hard Brexit, come per esempio l’equivalenza per un anno per il clearing dei derivati, ma sono misure temporanee e limitate.

Lei è stato a Londra dove ha incontrato e lavorato con Theresa May. Si è potuto fare un’idea di com’è come negoziatrice, adesso la premier punta a rinviare il voto del parlamento fino a 21 gennaio. Crede che la spunterà?

Adesso non si tratta più di misurare la sua capacità negoziale. Il problema è ora la sua forza politica interna e la sua capacità di governare un partito rissoso.

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Notizie mercato azionario

Borsa Usa in rialzo su ottimismo relazioni Usa-Cina

Da: Reuters.com

Borsa Usa in rialzo per il secondo giorno di fila, trainata dai titoli tecnologici, grazie a segnali positivi sul fronte delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Il settore tech e quello industriale, sensibili ai rapporti con la Cina e al commercio internazionale, sono particolarmente positivi. Debole il settore energetico dopo la discesa del greggio sotto i 60 dollari al barile.

Secondo i trader il mercato potrebbe restare sopra i minimi 2018, testati più volte di recente, ma con una forte volatilità almeno fino a fine febbraio, termine per le trattative tra Washington e Pechino. ** Intorno alle 16,40 il Dow Jones sale di 0,6%, l’S&P 500 di 0,5% circa, il Nasdaq di 0,4%.

In luce Procter&Gamble grazie alla promozione a “buy” da “neutral” di Bank of America Merrill Lynch. ** Balza General Electric dopo che JP Morgan, a lungo cauta sul titolo, l’ha alzato a “neutral”.

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Piazza Affari e Borse europee attese in calo in avvio, attenzione ai titoli auto

Da: Borse.it

Si prevede un avvio di seduta in calo per Piazza Affari e le Borse europee dopo i recenti guadagni e in scia alla debolezza di Wall Street, che ieri sera ha chiuso contrastata, e alle vendite dei listini asiatici di questa mattina. La piazza azionaria di Tokyo ha terminato con una flessione del 2%. Sotto pressione anche Hong Kong e Shanghai, dopo la pubblicazione dei dati cinesi relativi alla produzione industriale e alle vendite al dettaglio, peggiori delle attese.

Intanto dalla Francia giungono nuove notizie negative. Secondo Les Echos, Parigi rischia di fare nel 2019 un deficit-Pil che potrebbe essere superiore al 3,6%, ben oltre la soglia del 3% fissata dalle regole europee. Il governatore della Banque de France ha detto che più le proteste dei gilet gialli andranno avanti, maggiore sarà l’impatto negativo sull’economia francese. Il caso francese si aggiunge all’incertezza legata all’Italia sulla Manovra 2019. Secondo le ultime indiscrezioni di stampa, la Commissione europea chiederebbe di più all’Italia, considerando la proposta di un taglio del target sul deficit-Pil per il 2019, dal 2,4% al 2,04%, insufficiente. Le trattative andranno avanti fino a domenica, di conseguenza, l’annuncio di un’eventuale soluzione potrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana.

Oggi è la giornata degli indici Pmi manifatturiero e servizi dei principali paesi europei e dell’intera Eurozona relativi al mese di dicembre. L’agenda macro odierna prevede inoltre l’inflazione, gli ordinativi e il fatturato in Italia. Dagli Stati Uniti in arrivo le vendite al dettaglio e la produzione industriale. Tra i titoli, attenzione al comparto auto nel giorno delle immatricolazioni in Europa.

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Usa, senatori democratici chiedono inchiesta su Deutsche Bank

Da: Reuters.com

Due autorevoli senatori democratici statunitensi hanno chiesto al Senato di aprire un’indagine su Deutsche Bank in merito alla compliance con le leggi antiriciclaggio e sul segreto bancario statunitensi.

I senatori Elizabeth Warren e Chris Van Hollen hanno dichiarato in una nota di aver scritto al presidente della Commissione bancaria del Senato chiedendo un’indagine alla luce delle indagini condotte sulla banca da parte delle autorità europee che hanno messo in discussione i suoi controlli sulla compliance.

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Notizie sulle criptovalute

Tom Lee: il valore “giusto” del Bitcoin è di 150.000$ a moneta

Da: cointelegraph.comointelegraph.com

Come riportato da Bloomberg il 13 dicembre, il cofondatore di Fundstrat Global Advisors Thomas Lee ha affermato che “il valore ‘equo’ del Bitcoin (BTC) è significativamente più alto del prezzo corrente”.

In una nota consegnata ai clienti della società nella giornata di giovedì, il famoso analista ha affermato che il valore corretto del Bitcoin sarebbe compreso tra 13.800$ e 14.800$, considerando il numero di indirizzi wallet attivi, l’utilizzo per ogni account ed i fattori che ne influenzano l’offerta. Lee ha attribuito la divergenza dello straordinario rialzo dello scorso anno ad un “collasso” macroeconomico e al boom delle Initial Coin Offering (ICO).

Tra i fattori chiave che potrebbero incrementare il valore del BTC, Lee ha sottolineato soprattutto la sua accettazione come asset class e la sua adozione di massa. Ha inoltre osservato che il valore “equo” della criptovaluta più famosa al mondo raggiungerà i 150.000$, una volta che i wallet di BTC rappresenteranno il 7% dei 4,5 mld di correntisti Visa.

Lee ha ripetutamente espresso la sua posizione ottimista nei confronti della ripresa del Bitcoin durante il BlockShow Asia 2018, osservando che le criptovalute hanno solo 50 milioni di wallet attivi, contro i 254 milioni di account PayPal e i 4,6 mld di account Visa e MasterCard.

Nonostante il recente crollo del mercato, Lee ha riconfermato la sua previsione di novembre, secondo la quale il BTC arriverà a 15.000$ entro fine anno. L’analista ha individuato due tipi principali di player nel mercato, quelli che stanno “usando attivamente le criptovalute e posseggono dei wallet” e quelli che appartengono al lato speculativo del mercato.

Oggi, Cointelegraph ha segnalato che quest’anno le criptovalute hanno guadagnato 17 milioni di “utenti verificati”, secondo uno studio pubblicato dal Cambridge Centre for Alternative Finance. Nei primi tre trimestri del 2018 il numero di utenti crypto è quasi raddoppiato, passando da 18 a 35 milioni.

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