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Revisione del Mercato 14-02

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Notizie Forex

Dazi alla Cina, Trump punta a prorogare di 60 giorni la scadenza

Da: gds.it

Donald Trump sta valutando l’ipotesi di estendere di 60 giorni la scadenza per imporre nuovi dazi su 200 miliardi di dollari di beni made in China, per permettere ai negoziati con Pechino di dare i risultati auspicati. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando fonti vicine alle trattative.

L’attuale scadenza, stabilita a suo tempo nell’incontro tra il presidente americano e quello cinese Xi Jnping, è fissata per il primo marzo. Il segretario al tesoro americano, Steven Mnuchin, e il rappresentante Usa al commercio, Robert Lightizer, sono a Pechino per l’ultima tornata di colloqui di alto livello con la delegazione cinese guidata dal vicepremier Liu He.

Colloqui il cui scopo è quello di fare tesoro dei precedenti incontri e mettere a punto una prima bozza di accordo da presentare ai due presidenti Trump e Xi.

Sullo sfondo un prossimo incontro tra i due leader che il presidente americano vuole sia organizzato il prima possibile.

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Sterlina in calo, la crescita britannica rallenta nei timori per la Brexit

Da: Investing.com

La sterlina scende ai minimi della giornata questo lunedì, dopo i dati da cui è emerso che l’economia britannica è rallentata bruscamente nell’ultimo trimestre del 2018, in un clima di apprensione per la Brexit.

Il cambio GBP/USD scende dello 0,36% a 1,2899 alle 05:03 ET (10:03 GMT) da circa 1,2931 segnato prima.

L’Ufficio Nazionale di Statistica britannico ha riportato che il tasso di crescita trimestrale è rallentato allo 0,2% nel trimestre terminato a dicembre dallo 0,6% del trimestre precedente. La lettura è inferiore allo 0,3% previsto e più debole rispetto a quanto aveva stimato la Banca d’Inghilterra la scorsa settimana.

“Il PIL è rallentato nell’ultimo trimestre dell’anno, con la produzione di auto e prodotti siderurgici che ha segnato dei tonfi e il settore edilizio in discesa”, afferma Rob Kent-Smith, esperto di statistica dell’ONS.

Sul 2018, la crescita è scesa al minimo dal 2012 dell’1,4%, dall’1,8% del 2017.

Sulle esportazioni hanno pesato la debolezza globale e consumatori ed imprese sono sempre più preoccupati per l’assenza di un piano per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea il 29 marzo.

La scorsa settimana, la BoE ha tagliato le previsioni sulla crescita per l’anno all’1,2%, indicando che sarebbe il più debole dalla recessione del 2009.

Nel solo mese di dicembre l’economia si è contratta dello 0,4%, il calo maggiore dal marzo 2016.

A meno di sette settimane prima della scadenza per la Brexit, il Primo Ministro Theresa May non è riuscita ad ottenere l’appoggio dei parlamentari per il piano di divorzio che ha concordato con Bruxelles.

L’euro sale al massimo giornaliero contro la sterlina, con il cambio EUR/GBP su dello 0,21% a 0,8761.

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Notizie mercato azionario

BORSA MILANO chiude in rialzo, brillano Fineco e Azimut

Da: Reuters.com

Piazza Affari chiude in positivo, facendo anche meglio degli altri mercati europei, complessivamente trainati dall’ottimismo per una possibile soluzione nella trattativa sulle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

L’indice FTSE MIb ha chiuso in rialzo dello 0,93%, l’Allshare dello 0,87%. Volumi per un controvalore di oltre 2 miliardi di euro.

L’indice europeo FTSEurofirst sale dello 0,61% e anche gli indici di Wall Street sono in rialzo.

Continua l’intonazione positiva per FINECOBANK (MI:FBK), migliore del listino principale con un rialzo del 4,94%, e i titoli del risparmio gestito, come BANCA GENERALI (MI:GASI) (+4,1%) e BANCA MEDIOLANUM (MI:BMED) (+1,58%).

Corre MPS (MI:BMPS) (+3,58%) dopo un’intervista alla stampa del Ceo Morelli, che ha parlato anche di possibili aggregazioni come elemento decisivo per lo sviluppo della banca nel medio periodo.

Complessivamente tonico l’indice italiano dei bancari, che sale dell’1,17%, distanziando quello europeo fermo a +0,3%.

In calo dello 0,73% BPER (MI:EMII). Nel pomeriggio Moody’s ha migliorato l’outlook della banca a ‘positivo’ da ‘negativo’ dopo l’annuncio dell’acquisizione di Unipol (MI:UNPI) banca da UNIPOL, che sale dello 0,66%. Per quest’ultima l’agenzia americana ha messo sotto osservazione i rating assegnati per un possibile upgrade. UBI (MI:UBI) in controtendenza perde l’1,03%.

Continuano forti gli acquisti, iniziati nei giorni scorsi, anche su AZIMUT (MI:AZMT), che chiude a +4,17%. Ieri la società ha annunciato una raccolta a gennaio positiva per 554 milioni di euro.

Rimbalza del 3,55% PRYSMIAN (MI:PRY) dopo i cali degli ultimi giorni dalle prospettive della multa antitrust in Brasile.

Fuori dal listino principale IL SOLE 24 ORE balza del 19,94% con volumi quasi 10 volte superiori alla media degli ultimi 30 giorni. Il titolo ha perso da inizio anno il 9% e quasi il 60% in 12 mesi.

Anche ELICA balza del 14%, dopo i buoni risultati diffusi ieri

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Utili in crescita a cifra singola? Una buona notizia per i mercati

Da: Financialounge.com

Le serie storiche dal 1927 segnalano che quando la crescita degli utili azionari è a singola cifra il rendimento atteso annuo dell’S&P500 è di circa il 10%. Le ultime stime indicano gli Eps 2019 a +4%

La stagione delle trimestrali statunitensi sta entrando nel vivo con oltre due terzi delle aziende dell’S&P500 che hanno già pubblicato i dati relativi agli utili. L’attenzione degli investitori è ancora più alta del solito, soprattutto dopo un quarto trimestre 2018 che ha visto una severa correzione degli indici di Borsa. Ci si chiede se il temuto rallentamento dell’economia possa sfociare in una recessione con tutte le implicazioni negative per i mercati finanziari, in particolare a quello azionario. Ma forse gli investitori stanno interpretando il sensibile rallentamento della crescita degli utili aziendali in modo sbagliato. Non lo sostengono solo gli investitori ‘contrarian’, inclini ad assumere posizioni di portafoglio in controtendenza rispetto al sentiment di mercato. Lo rivelano anche le serie storiche che segnalano come una crescita degli utili in frenata sia da considerare una buona notizia per chi investe in Borsa.

MAGGIORE POTENZIALE DI RIALZO

Ciò è dovuto al fatto che il mercato azionario tende ad offrire in genere i migliori risultati quando i tassi di crescita (Eps) sono in cifre singole basse (in termini percentuali) o addirittura poco negativi. Al contrario, il mercato azionario nel corso dell’ultimo secolo ha avuto la tendenza a soffrire ogni volta che i tassi di crescita dei profitti erano a livelli record o vicini ai picchi, come per esempio lo scorso anno.

UTILI, COSA DICONO I DATI DAL 1927

L’analisi di Ned Davis Research dal 1927 evidenzia come il mercato azionario statunitense abbia ottenuto le migliori performance in quei trimestri in cui gli utili per azione (Eps) dell’indice S&P 500 si posizionavano tra il -10% e il -20% in meno rispetto a quello dell’anno precedente. In tali trimestri, il rendimento annualizzato medio dell’S&P 500 è stato del 25%. Quando la crescita degli utili su base annua era superiore al 20%, al contrario, l’S&P 500 ha guadagnato una media di appena il 2,6% annualizzato. In base a questa serie storica, l’attuale posizionamento del ritmo di crescita dei profitti dell’S&P 500 proietta il rendimento atteso per l’anno in corso intorno ai 10 punti percentuali.

PERCHE’ WALL STREET HA SOFFERTO NEL 2018

Tra l’altro questa serie storica aiuta anche a spiegare perché il mercato azionario statunitense abbia sofferto per gran parte del 2018 e perché, al contrario, ha mostrato un comportamento molto migliore nelle prime 4 settimane di gennaio. L’Eps dell’S&P 500 è cresciuto ad un tasso superiore al 20% anno su anno nel quarto trimestre dello scorso anno, un tasso che rientra nell’intervallo corrispondente all’aumento del mercato a un tasso annualizzato di appena il 2,6%. Per l’anno in corso, invece, si prevede un aumento degli utili a un tasso annuo del 4,2% (fonte: Thomson Reuters), che corrisponde a un guadagno annualizzato di quasi il 10% per l’S&P 500, cioè quasi quattro volte maggiore.

UNA FED PIU’ ACCOMODANTE

Perché il mercato azionario dovrebbe registrare performance migliori quando gli utili aziendali crescono più lentamente o, addirittura, diminuiscono? Gran parte della spiegazione è che una crescita dei profitti molto rapida e robusta esercita pressioni sulla Federal Reserve che, con l’obiettivo di evitare un surriscaldamento dell’economia, alza i tassi di interesse e stringe la politica monetaria: mosse che tendono ad avere impatti negativi sull’azionario. Proprio quello che abbiamo visto nel quarto trimestre del 2018, quando la crescita degli utili su base annua viaggiava ad un ritmo vertiginoso, con la Fed che ha proseguito con ostinazione nel suo programma aggressivo di aumento dei tassi.

SE I PROFITTI SCENDONO DEL 25%

Da inizio anno, invece, dal momento che i tassi di crescita degli utili hanno rallentato in modo considerevole, la banca centrale statunitense ha frenato il suo programma aggressivo di restrizione finanziaria e il mercato azionario è rimbalzato. C’è tuttavia un limite al calo degli utili aziendali che spinge gli indici di Wall Street ad invertire al ribasso la rotta. Sempre in base alla serie storica di Ned Davis Research dal 1927, nel momento in cui i profitti su base annua diminuiscono di oltre il 25% si manifesta una correzione di Borsa che spesso sfocia in una caduta rovinosa. L’ultima volta è accaduto nel quarto trimestre 2008 quando, a fronte di un calo del 25% dei profitti aziendali su base annua, l’S&P 500 registrò, complice anche il crac Lehman Brothers, una perdita del 45% tra il 12 settembre 2008 e il 9 marzo 2009.

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Notizie sulle criptovalute

In arrivo sul Nasdaq gli indici Ethereum e Bitcoin della società Brave New Coin

Da: Cointelegraph.com

Il 25 febbraio, il Nasdaq lancerà due nuovi indici che tracciano i prezzi di alcune criptovalute. Ad annunciarlo è stata la società in un comunicato pubblicato sul suo sito web il 12 febbraio.

I due indici, il Bitcoin Liquid Index (BLX) e l’Ethereum Liquid Index (ELX), forniranno aggiornamenti dei prezzi in tempo reale a intervalli di trenta secondi ai i clienti che utilizzano il Global Index Data Service (GIDS) del NASDAQ.

BLX ed ELX sono il prodotto della società statunitense Brave New Coin, un’azienda che si occupa dei dati di mercato relativi a blockchain e criptovalute.

“(BLX ed ELX) sono entrambi progettati per fornire un tasso di riferimento spot o in tempo reale dei prezzi rispettivamente di 1 BTC e 1 ETH, quotati in dollari USA, e basati sui mercati più liquidi delle due monete”, spiega il post del Nasdaq:

“Entrambi gli indici sono calcolati utilizzando una metodologia che è stata verificata indipendentemente utilizzando lo standard internazionale IOSCO.”

Il Nasdaq ha assunto un approccio sempre più pratico con i prodotti e i servizi relativi al mondo delle criptovalute, soprattutto nell’ultimo anno.

A settembre, la compagnia ha cominciato ad esplorare l’aggiunta di dataset cripto alla propria suite di analisi di mercato, dopo la forte domanda da parte dei clienti. Poco dopo, è emerso che la società lancerà i propri future sul Bitcoin nella prima metà del 2019.

A gennaio, il CEO Adena Friedman ha dichiarato che il Bitcoin potrebbe diventare una delle principali valute del mondo.

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