Revisione del Mercato 13-11

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Notizie Forex

Agenda macro 13 novembre 2018: Germania agli esami di inflazione e indice ZEW

Da: money.it

Nella giornata odierna focus in Germania per il rilascio dell’indice sui prezzi al consumo e ZEW. In Italia focus sull’asta di Btp a scadenza 3, 7 e 20 anni

L’agenda macro odierna vede in programmazione il rilascio di alcuni dati significativi per Germania, in Italia dopo l’asta di BOT di ieri oggi vi è in programmazione l’emissione di Btp con diversa scadenza in programmazione per le ore 11:00.

Per la Germania si attendono i dati sull’inflazione (dato finale) e l’indice ZEW con relativi sondaggi sulla situazione attuale e sulle aspettative.

Gli analisti censiti da Bloomberg si attendono le misurazioni sui prezzi al consumo in linea con i dati preliminari rilasciati lo scorso 30 ottobre, dove già erano emersi dati sia su base mensile che su base annuale al di sopra delle attese.

Se il dato finale dovesse risultare effettivamente al 2,5% si attesterebbe ai valori massimi registrati nel 2008. Sarà importante quindi monitorare i dati sull’inflazione anche alla luce dell’omologo dato riguardante l’Eurozona che nell’ultima misurazione preliminare, rilasciata il 31 ottobre scorso, si è rivelata superiore al consensus con un valore pari al 2,2% contro il 2,1% di stima.

Il dato effettivo invece verrà rilasciato questo venerdì insieme a quello italiano. Queste misurazioni per le principali economie dell’area euro sono dati fondamentali per la politica monetaria della Bce, dal momento che il suo obiettivo è quello di mantenere questo valore nella zona euro vicina ma al di sotto del 2%.

Con la ripartenza dell’inflazione, la Bce ha in programma la conclusione del piano di acquisto di titoli di Stato per fine anno e di voler aumentare i tassi d’interesse per la prima volta dal 2011 dopo l’estate 2019.

Altro importante dato da monitorare per l’economia tedesca sono le rilevazioni ZEW. Il dato sulla situazione attuale è atteso in calo dai 70,1 punti ai 65 punti di consensus, mentre quello sulle aspettative a -26 punti contro i -24,7 della misurazione precedente.

Gli analisti censiti da Bloomberg si attendono quindi due sondaggi in contrazione in scia a quanto emerso anche dalle tre rilevazioni IFO rilasciate lo scorso 25 ottobre. Infatti, in queste rilevazioni, nonostante i dati sulle aspettative e sulle stime correnti fossero stati rivisti al ribasso, i dati effettivi risultarono, in ogni caso, in contrazione e inferiori al consensus.

A supporto della view ribassista anche i recenti dati PMI sull’attività manifatturiera. Nel mese di ottobre infatti il PMI elaborato da IHS Markit si è rivelato come peggiore dato da maggio 2016 a 52,2 punti, estendo il trend di calo di questo settore tedesco da inizio anno.

Fronte aste statali si attende in Italia l’emissione di Btp con scadenza ottobre 2021, novembre 2025 e settembre 2038, mentre in Germania l’emissione di titoli di stato con scadenza dicembre 2020.

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Dollaro avanza su euro e principali controparti, tocca massimo 16 mesi

Da: Reuters.com

Dollaro molto ben intonato, con il cambio su euro al record degli ultimi 16 mesi così come l’indice sulle sei controparti principali ponderate per il commercio.

La valuta unica europea scivola ampiamente al di sotto di 1,13 dollari con un minimo sugli schermi Reuters pari a 1,1241.

Il biglietto verde continua a beneficiare della prospettiva di nuove strette sui tassi da parte di Federal Reserve, mentre la sterlina risente pesantemente del clima di incertezza sulla Brexit.

Ad appesantire la divisa britannica, che lascia sul campo fino a 1% nei confronti del dollaro, dubbi crescenti che Theresa May trovi il sostegno dell’Unione europea e dei consevatori britannici al proprio piano per il divorzio di Londra da Bruxelles.

Secondo il numero due alle Finanze tedesco Joerg Kukies è chiaro che ci si debba preparare all’eventualità di una ‘hard Brexit’.

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Notizie mercato azionario

I timori sulle vendite di iPhone frenano le borse globali, da Wall Street all’Asia

Da: Repubblica.it

Effetto catena sulle borse globali: Wall Street affonda sotto il peso dei tecnologici dopo la forte frenata di Apple sui timori di una domanda più debole del previsto per gli iPhone suggerita dagli obiettivi di alcuni fornitori della società. Di conseguenza anche le borse asiatiche perdone, con Tokyo che chiude in calo del 2,06%.

Il crollo di Apple appesantisce tutto l’hi-tech e spinge i listini americani in profondo rosso, con il Dow Jones in calo del 2,29%. Lo S&P 500 perde l’1,97% mentre il Nasdaq arretra del 2,78%. A contribuire al crollo anche Goldman Sachs: la banca archivia la seduta in calo del 7,75% con lo scandalo del fondo malese 1MDB e le indiscrezioni sul possibile incontro fra l’ex amministratore delegato Lloyd Blankfein e la ‘mente’ della truffa Jho Low. Apple archivia il suo lunedì nero in calo del 5,04%.

L’ondata di vendite su Cupertino è scattata dopo che due dei suoi fornitori – fra i quali Lumentum, produttore di sensori 3D – hanno rivisto al ribasso le stime sui loro profitti, una mossa in cui gli investitori leggono una debole domanda per l’iPhone. Apple chiude a 194,17 dollari per azione, bruciando in una sola seduta più di 40 miliardi di dollari di valore. Rispetto al picco di ottobre, Apple ha mandato in fumo più di 190 miliardi di dollari, una cifra superiore alla capitalizzazione di mercato di colossi come Walt Disney, PepsiCo e McDonald’s. Il calo di Apple si fa sentire sull’intero settore tecnologico e soprattutto sulle Faang, Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google. Amazon perde il 4,41% e Google il 2,57%. Netflix cede il 3,10% mentre Facebook il 2,35%.

Pesante anche General Electric, che cede il 7% dopo le parole dell’amministratore delegato Larry Culp che, in un’intervista alla Cnbc, non ha convinto gli investitori parlando della necessità di ridurre i livelli di debito. “E’ la priorità – ha detto -. Abbiamo molte opportunità per farlo tramite la vendita di asset”. La seduta è caratterizzata anche dal calo del petrolio: dopo un avvio in territorio positivo, le quotazioni del greggio invertono rotta e chiudono perdendo lo 0,4% con il tweet di Donald Trump. Il presidente americano attacca l’Arabia Saudita e l’Opec che non dovrebbero tagliare la produzione per aumentare i prezzi dell’oro nero. In forte rialzo il dollaro nei confronti delle principali valute, complice l’incertezza sulla Brexit che frena l’euro e la sterlina.

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Gli utili corrono a Wall Street, in Europa la politica frena

Da: Financialounge.com

Il famoso ‘picco’ della crescita dei risultati societari americani è ancora lontano, anche se viene annunciato a sproposito dai titoli dei giornali. In Europa invece pesa la Grande Collisione.
Con i risultati di Walmart che escono giovedì 15 novembre si chiude la stagione delle trimestrali di Wall Street. Fine anno si avvicina e il consensus degli analisti punta a un 2018 da incorniciare, con utili per azione dei titoli dello S&P 500 in crescita media del 24% rispetto al 2017, grazie al vento in poppa della riforma fiscale di Trump. Ma molti titoli di giornale puntano sulla nota negativa, vale a dire la previsione che nel 2019 la crescita rallenti appena sotto il 9%.

PUNTI DI VISTA E DATI

Questo ha fatto avvistare al pur autorevole Wall Street Journal “segnali” che indicano che la crescita abbia toccata il picco, mentre un giornale italiano fa un titolone con il numero -4% e scrive nel sommario di un ‘calo’ degli utili delle aziende USA nei prossimi due anni previsto dagli analisti. Poi dentro il pezzo si legge che gli analisti hanno rivisto al ribasso le stime di crescita degli utili nei prossimi due anni. Va bene che titoli negativi si fanno leggere, ma stiamo comunque parlando di una crescita, non di un calo. E quando si parla di picco si indica il vertice di un angolo dove la linea che lo disegna si inverte, prima saliva e poi scende. Non di una linea che sale a 45 gradi e poi attenua la traiettoria verso l’alto a 30 gradi.

ULTIME TRIMESTRALI IN ARRIVO DELLO S&P 500

Su Seeking Alpha Brian Gilmartin, portfolio manager di Trinity Asset Management, si spinge ancora più in là e ci spiega che non è neanche vero che le stime sul 2019 sono state riviste al ribasso. In realtà, dati alla mano, dimostra che gli utili del 2018 a Wall Street sono andati meglio del previsto, e questo ha allargato la distanza tra il preconsuntivo di quest’anno e le previsioni del prossimo, che invece sono rimaste invariate. Gilmartin cita in particolare il settore tecnologico. Intanto continua il recupero dalla correzione di ottobre: settimana scorsa lo S&P 500 ha messo a segno un rally del 2% che lo ha portato a recuperare sopra la media mobile a 200 giorni, un livello tecnico molto importante, ma solo temporaneamente.

CISCO E GLI ALTRI

Oltre a Walmart, in settimana arrivano anche Cisco e i produttori di semiconduttori Nvidia e Applied Materials. In Europa la stagione delle trimestrali è ancora in corso ma quello che è uscito finora non è piaciuto molto agli investitori, perchè i risultati sono stati i più deludenti da quasi tre anni.

IN EUROPA PESANO LE ATTESE SUL FUTURO

In particolare, i dati riportati da Reuters mostrano che il numero di trimestrali che ha battuto le attese nel terzo trimestre europeo è stato il più basso dal quarto trimestre del 2015. La combinazione di tensioni commerciali, ritorno della volatilità e indebolimento della domanda globale ha penalizzato le principali società europee, dai cementieri ai produttori di automobili, alle compagnie aeree fino alle costruzioni. Ma soprattutto sono le attese future a pesare, con molti gruppi di diversi settori che hanno lanciato warning su una riduzione dei margini. Il fatto che in Europa incombono due fattori di incertezza e di insicurezza specifici, che non hanno riscontro in altre aree geografiche, e che i chiamano ‘Grande Collisione’, il termine coniato proprio da Reuters per definire lo scontro Roma-Bruxelles sulla manovra italiana, e Brexit, con la scadenza ultima del 29 marzo che si avvicina senza sostanziali passi avanti.

STOXX 600 VERSO IL PEGGIOR ANNO DAL 2011

Due fattori che alla fine dell’estate gli investitori avrebbero visto volentieri essere spazzati via da una stagione delle trimestrali spumeggiante che invece non è arrivata, facendo così ingigantire le ombre già preoccupanti del rischio politico. Forse non è un caso che lo STOXX 600 sia sulla strada per mettere a segno l’anno peggiore dal 2011.

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Notizie sulle criptovalute

Bitcoin su; multa da 1 milione di dollari della CFTC ad un trader per cripto-frode

Da: Investing.com

I prezzi delle criptovalute sono stabili questo lunedì, mentre la U.S. Commodity Futures Trading Commission ha multato un trader di Bitcoin per aver operato uno schema fraudolento legato alla moneta virtuale.

Sul Bitfinex, il Bitcoin sale dello 0,94% a 6.472,20 dollari alle 9:03 ET (14:03 GMT).

In generale tutte le criptovalute sono stabili, con la capitalizzazione di mercato a 213 miliardi di dollari al momento della scrittura.

L’Ethereum, o Ether, sale dello 0,50% a 213,08 dollari e il Litecoin si attesta a 51,446 dollari, giù dello 0,31% mentre il token XRP segna un’impennata dell’1,69% a 0,51338 dollari.

Un cittadino dell’Arizona, Joseph Kim, ha ammesso di aver truffato gli investitori appropriandosi di 600.000 dollari di fondi Bitcoin e Litecoin del suo precedente datore di lavoro.

Ha anche detto ai clienti di aver lasciato il precedente lavoro per dare vita ad una sua compagnia di trading, promettendo di investire fondi con una strategia a basso rischio per poi invece effettuare scambi ad alto rischio perdendo tutti i 545.000 dollari dei fondi dei clienti.

La CFTC ha comminato a Kim una multa di oltre un milione di dollari, vietandogli permanentemente di effettuare trading e condannandolo a 15 mesi di prigione, secondo le notizie.

Intanto, la compagnia tech IBM (NYSE:IBM) ha chiesto un brevetto per utilizzare la blockchain per ricerche scientifiche e documentazioni.

La compagnia prevede di “integrare la blockchain e la raccolta ed analisi di dati per la ricerca scientifica aperta”, in base alla domanda di brevetto.

È solo l’ultima di una serie di compagnie tech e finanziarie che chiedono brevetti relativi alla blockchain, la tecnologia alla base del Bitcoin e delle altre monete digitali.

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