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Revisione del Mercato 13-03

Revisione del Mercato 13-03

Notizie Forex

Brexit, Consob invita intermediari a informare clienti su effetti “no deal”

Da: Reuters.com

Gli intermediari britannici che operano in Italia e quelli italiani che operano nel Regno Unito devono dare a tutta la propria clientela, compreso il retail, informazioni tempestive e complete sugli effetti che la prospettiva imminente della Brexit può avere nei rapporti di prestazione dei servizi d’investimento, qualora l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea avvenga in assenza di un accordo bilaterale (il cosiddetto no deal) e in mancanza di misure transitorie adottate in ambito nazionale.

E’ quanto si legge nel “richiamo di attenzione n. 3 del 12 marzo” divulgato ogg da Consob per la tutela dei risparmiatori e in considerazione dell’incertezza che sta caratterizzando i negoziati e dell’approssimarsi della data di recesso.

A intermediari, banche e imprese d’investimento, si legge, viene richiesto di adottare precauzioni idonee a gestire l’evenienza del no deal, che potrebbe comportare il venire meno del “passaporto europeo” in quanto presupposto abilitante alla prestazione dei servizi d’investimento in tutta la Ue.

In particolare gli intermediari devono assicurarsi che ai clienti, sia professionali che retail, arrivino informazioni chiare e comprensibili sui servizi d’investimento resi e sul futuro dei rapporti in essere, ivi incluse le modalità e i tempi di un’eventuale chiusura dei rapporti stessi.

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Italia difenderà interessi strategici in accordo con Cina – Conte a stampa

Da: Reuters.com

Il primo ministro italiano ritiene che non ci siano ragioni ostative per non finalizzare l’accordo sul progetto ‘Belt and road’ con la Cina, anche perchè l’intesa rispetta norme e politiche Ue.

In una lunga intervista al Corriere della Sera, Giuseppe Conte assicura, inoltre, che l’Italia difenderà le infrastrutture strategiche, tra cui le Tlc, ed eviterà “trasferimenti di ‘know how’ e tecnologie di punta”.

Tramite questo progetto, l’Italia punta ad avere un maggiore accesso al mercato della Cina e all’eliminazione delle barriere negli appalti nel settore dei servizi, aggiunge Conte.

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Notizie mercato azionario

Volkswagen ST, ricavi trimestrali battono previsioni

Da: Investing.com

Volkswagen (DE:VOWG) ST ha rilasciato gli utili del primo trimestre che hanno battuto le previsioni degli analisti in questo Martedì, con i ricavi che mancano le previsioni degli esperti.

Il gruppo ha rilasciato anche gli utili per azione, che hanno toccato €5,41 con i ricavi che sono arrivati a €61,27B. Gli analisti interrogati da Investing.com si attendevano un utile per azione di €4,69 e un ricavo di €59,25B. Il confronto viene fatto con gli EPS del trimestre precedente, arrivati a €8,86 con ricavi di €59,82B dello stesso periodo precedente 5,41 . Gli utili per azione riportati dall’azienda erano di €5,32 e i ricavi di €55,2B nel trimestre precedente.

Nel corso di quest’anno, le azioni Volkswagen ST sono in crescita del 6%, sottoperformando il S&P Global 100, il quale prosegue in crescita del 9% fino al momento della scrittura.

Volkswagen ST resta in linea con le aziende principali del settore Consumi Ciclici nel corso di questo mese

Il 7 Mar, Continental ha rilasciato gli utili per azione del primo trimestre, che sono risultati essere di €4,03, e i ricavi comunicati sono di €11,29B, con le previsioni che si aspettavano EPS per €3,07 mentre i ricavi sono risultati di €11,21B.

Gli utili di Puma SE rilasciati il 15 Febbraio, hanno battuto le aspettative degli analisti, con gli EPS del quarto trimestre arrivati a €1,05, e i ricavi arrivati a €1,23B. Gli analisti interrogati da Investing.com si aspettavano che gli utili per azione arrivassero a €1,01, mentre i ricavi sono risultati essere di €1,19B.

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Telecom Italia: la peggiore del Ftse Mib, pesano schermaglie tra i soci

Da: Borse.it

Giornata nera quella di oggi per Telecom Italia con il titolo che perde oltre il 4,7% a 0,527 euro, posizionandosi sul gradino più basso del Ftse Mib che scambia vicino alla parità dopo una partenza positiva. Le azioni della maggiore tlc italiana ritracciano dopo aver guadagnato oltre il 20% dal minimo a 0,446 euro toccato lo scorso 22 gennaio.

Si infittiscono i botta e risposta tra i soci Vivendi ed Elliott in vista dell’assemblea del 29 marzo. Ieri il fondo Usa ha pubblicato una nuova presentazione ‘Time for Tim’ (https://www.time-for-tim.com/) che illustra la scelta precisa di fronte alla quale si troveranno chiamati gli azionisti. Una scelta “tra la stabilità e il continuo recupero di valore per la società o il ritorno della cattiva gestione di Vivendi con le sue promesse non mantenute, la distruzione di valore e il disprezzo per le regole di buona governance”.

L’affondo del fondo attivista di Paul Singer arriva dopo la nuova presa di posizione di Vivendi che ha sollecitato nuovamente la Consob affinché accerti il ruolo di Elliott sulla defenestrazione dell’ex ceo Amos Genish. I francesi hanno inoltre messo in dubbio l’operato del presidente Fulvio Conti accusato di aver fuorviato i Sindaci e favorito Elliott.

Arriva la pronta risposta di Vivendi

Dopo la pubblicazione della presentazione di Elliott, Vivendi non ha perso tempo e ieri in serata ha diffuso una nota in cui critica i metodi adottati dal fondo speculativo di Paul Singer a livello globale e torna ad attaccare Elliott su Telecom Italia.

“Il documento pubblicato (riferendosi al ‘Time for Tim’) è un insulto all’intelligenza degli azionisti di Tim”, scrivono i francesi. Al contrario di quanto afferma Elliott, la società transalpina non avrebbe alcuna intenzione di controllare Telecom o di nominare i vertici.

“Vivendi è un investitore di lungo termine che non ha in essere meccanismi di collar e ha un solo obiettivo: un cda neutrale che rappresenti tutti gli azionisti. La nuova lista proposta è composta da manager di grande reputazione che agiranno come indipendenti e porteranno nuovo impulso e le competenze di cui ha bisogno il board”.

Elliott ritiene “non credibili” i candidati di Vivendi al cda

I francesi cercano quindi di difendersi dal documento pubblicato ieri mattina da Elliott in cui ribadisce che “è il momento di dare a Tim e al suo cda stabilità e spazio di manovra per portare avanti la sua strategia, per arrivare a quella riorganizzazione di cui c’è gran bisogno e per arrivare in modo sostenibile alla creazione di valore per gli azionisti. È ora che Tim si lasci alle spalle la dannosa gestione del passato e ribadisca la sua decisione di guardare con fiducia al futuro. È ora che Tim diventi, come afferma il suo nuovo Amministratore Delegato, una società normale”.

Inoltre, Elliott ritiene che “non sia possibile sostenere i candidati proposti da Vivendi, che non sono autenticamente indipendenti, e che un voto in loro favore semplicemente riconsegnerebbe il controllo a un gruppo che si caratterizza per dimostrati conflitti di interessi, operazioni con parti correlate e una lunga storia di distruzione di valore per gli azionisti di Tim”.

Cdp prosegue gli acquisti di azioni Telecom

Nel frattempo, mentre si avvicina l’assemblea del prossimo 29 marzo, Cassa depositi e prestiti continua ad accaparrarsi azioni sul mercato per aumentato ulteriormente la quota in Telecom Italia. Da un filing inviato alla Sec, la Consob statunitense, si legge che Cdp ora ha raggiunto l’8,7% del capitale della maggior tlc italiana. Il precedente aggiornamento attestava invece la cassa al 7,1%. Un cammino in linea con quanto indicato dal cda dello scorso 14 febbraio che aveva dato il via libera ad incrementare la quota in Tim fino al 10%.

Stando alle indiscrezioni delle scorse settimana, Cdp dovrebbe arrivare al 10% entro il 20 marzo in modo da potersi presentare all’assemblea con una quota significativa e appoggiare, insieme al fondo Elliott, il piano industriale approvato di recente, schierandosi quindi contro i francesi di Vivendi che hanno chiesto la revoca di 5 amministratori.

Cdp si candida sempre di più ad essere l’ago della bilancia tra Elliott e Vivendi in Telecom Italia. Di fatto, essendo anche azionista al 50% di Open Fiber, potrà favorire la costituzione della rete unica alla quale è favorevole il governo.

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Notizie sulle criptovalute

Ethereum non è una security, lo conferma il presidente della SEC Jay Clayton

Da: Cointelegraph.com

Secondo quanto riportato da Coin Center il 12 marzo, il presidente della Securities and Exchanges Commission (SEC) degli Stati Uniti Jay Clayton ha confermato che Ethereum (ETH) e criptovalute simili non sono considerate delle security dalla legge statunitense.

Nel settembre dello scorso anno, Coin Center ha inviato una lettera a Clayton cofirmata dal rappresentante statunitense Ted Budd, nella quale ha chiesto al presidente della SEC se fosse d’accordo con l’approccio intrapreso dal direttore della finanza aziendale dell’agenzia William Hinman nei confronti di Ethereum. Come riferito nel giugno dell’anno scorso, Hinman aveva affermato che ETH “nel suo stato attuale” non verrà regolata come una security.

Nella sua lettera di risposta, datata 7 marzo, il presidente Clayton ha concordato sul fatto che l’attribuzione della definizione di security ad un asset digitale “non è statica”, e quindi può cambiare nel tempo.

Ha inoltre affermato che un asset digitale che inizialmente viene etichettato come security potrebbe col tempo essere considerato un tipo diverso di strumento, per esempio “se l’asset digitale viene successivamente offerto e venduto in modo tale da non soddisfare più tale definizione”.

Senza mai menzionare direttamente ETH, Clayton ha poi descritto come un asset potrebbe allontanarsi dallo status di security:

“Sono d’accordo con la spiegazione del direttore Hinman su come una transazione di asset digitali possa non rappresentare più un contratto di investimento [una security] nel caso in cui, ad esempio, gli acquirenti non si aspettino più che una persona o un gruppo rispettino gli obblighi gestionali o imprenditoriali essenziali”.

Alla fine dello scorso anno, Clayton ha dichiarato che le ICO “possono essere efficaci”, ma che “le leggi sulle security devono essere rispettate”. Più recentemente, il commissario della SEC Hester M. Peirce ha sostenuto l’autoregolamentazione dei mercati delle criptovalute.

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