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Revisione del Mercato 12-12

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Notizie Forex

Trump minaccia lo shutdown per il muro con il Messico. Wall Street frena

Da: Ilsole24ore.com

Il presidente Donald Trump ha minacciato lo shutdown, ossia il blocco delle attività amministrative del governo, se non otterrà nella prossima legge di spesa i fondi per il muro col Messico e per la sicurezza al confine meridionale. Una minaccia fatta durante una accesa discussione alla Casa Bianca con i leader democratici alla Camera e al Senato, Nancy Pelosi e Chuck Schumer, davanti ai reporter.

Pelosi e Schumer, parlando anche loro in diretta davanti alle telecamere, hanno replicato che loro e il popolo americano non vogliono lo shutdown ma un accordo, per il quale hanno fatto delle proposte. Il lungo duello nello studio Ovale ha misurato tutta la distanza che separa il presidente dai democratici. I toni si sono inaspriti dopo le elezioni di metà mandato a novembre e Trump non ha mantenuto quella promessa di collaborazione che sembrava fosse il suo mantra dopo aver perduto la maggioranza alla Camera e mantenuto solo quella al Senato.

Wall Street non prende bene al disputa: e frena quando Donald Trump minaccia lo shutdown del governo se non otterrà i fondi necessari per il muro. Il Dow Jones perde lo 0,28% a 24.353,76 punti, il Nasdaq sale dello 0,35% a 7.045,03 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,01% a 2.637,58 punti.

Il presidente, che da poco ha licenziato il chief of staff John Kelly, ha detto che annuncerà il nuovo capo dello staff della Casa Bianca in una settimana o due, forse anche meno.

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Dollaro si stabilizza, sterlina sale su ipotesi rinvio voto su Brexit

Da: Reuters.com

Il dollaro si è stabilizzato dopo la discesa registrata la settimana scorsa, conseguenza del cambio di orientamento della Federal Reserve in materia di politica monetaria.

La tendenza di avversione al rischio con cui si è aperta la settimana sostiene gli asset considerati più sicuri, tra cui il biglietto verde, che beneficia anche dell’aumento delle quotazioni del greggio.

Dopo che il presidente della banca centrale Usa, Jerome Powell, ha indicato il cambiamento di rotta, i mercati hanno preso gradualmente coscienza del nuovo orientamento, anche alla luce dei dati sull’occupazione Usa di novembre, pubblicati venerdì scorso, che hanno deluso le aspettative.

E ora gli investitori si aspettano che il rialzo dei tassi che verrà varato in occasione della riunione del Fomc di questo mese (18 e 19 dicembre) sia accompagnato da un’indicazione su un approccio ‘wait-and-see’ per l’anno prossimo. I futures attribuiscono una chance del 44% a un aumento dei tassi Usa nel 2019, percentuale che si confronta con l’80% circa di una settimana fa.

Sterlina in rialzo dopo che il caporedattore politico della Bbc ha scritto che il primo ministro britannico, Theresa May, ha rinviato il voto in parlamento sull’accordo negoziato con l’Ue per la Brexit, in programma per domani.

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Notizie mercato azionario

Wall Street, 2018: per S&P 500 anno peggiore da inizio mercato toro. L’outlook per il 2019

Da: Borse.it

Per l’indice S&P 500 il 2018 si sta confermando l’anno peggiore, in termini di performance, dell’ultimo decennio. Bloomberg sottolinea come il listino, che si trova tra l’altro nel bel mezzo della seconda fase di correzione di quest’anno, abbia perso l’11% dal record testato a settembre e più del 2% dall’inizio dell’anno.

Su base annua, per la precisione, il trend è il peggiore dall’inizio del mercato toro, avvenuto nel 2009.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, inoltre, dunque nel corso degli ultimi 12 mesi, lo S&P 500 è negativo per la prima volta dal 2016. Diverse sono le view dei quattro strategist intervistati dalla Cnbc su quello che farà l’indice nel 2019.

Paul Tudor Jones, fondatore di Tudor Investment, ritiene di essere positivo: “Non posso immaginare che il prossimo anno, a un certo punto, non ci sarà un rialzo del 10 o del 15% su base annua, visto che assistiamo alle stesse operazioni di buyback a cui abbiamo assistito nell’anno che si sta per chiudere. La differenza è che ci troviamo un contesto completamente e totalmente deleveraged”. Tra gli esempi delle operazioni di buyback lanciate dalle società di Wall Street, quella di $9 miliardi annunciata lo scorso venerdì da Facebook, che ha permesso al titolo di salire di oltre il 2%.

Bearish è invece Joyce Chang di JP Morgan: “Assistiamo a una combinazione di rischi geopolitici e di timori sulla liquidità di mercato che, in questo momento, stanno davvero pesando”. Per Chang, i due fattori su cui gli investitori dovranno catalizzare la loro attenzione sono le trattative commerciali tra la Cina e gli Stati Uniti e la Brexit visto che, in entrambi i casi, si è ancora ben lontani dall’aver trovato una soluzione. Se queste due incognite verranno affrontate e risolte, allora il 2019 potrà premiare i tori. Per l’esperta, infatti, i mercati non stanno guardando tanto a temi come “la crescita (dell’economia) e i fondamentali”. Piuttosto, ciò che si vuole è il ritorno della fiducia.

Shawn Matthews di Hondius Capital Management individua due fattori che potrebbero rendere positivo l’outlook del 2019. “I due elementi che devono verificarsi affinché l’economia cresca e, certamente, affinchè il mercato azionario performi bene sono: 1) un rialzo della produttività o la percezione che stia salendo e la normalizzazione degli spread sul credito”. Matthews parte dall’assunto che i potenziali investitori debbano sentirsi sicuri all’idea di riposizionarsi sui mercati. Se tali due fattori non si dovessero però verificare, avverte, il 2019 potrebbe confermarsi un altro anno volatile.

Bruce Bittles di Baird punta il dito invece sul rischio di recessione, sottolineando tuttavia che “gli Stati Uniti non entreranno in recessione”. Magari il fenomeno colpirà altri mercati e in generale l’economia globale, ma “noi crediamo che qui ci sarà un rallentamento, che influenzerà solo in parte gli utili societari”. Per l’esperto, la volatilità potrebbe rimanere comunque elevata nel 2019, e il rischio è che il sentiment negativo finisca per essere un altro ostacolo alla ripresa dei mercati.

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Borsa Milano positiva con Stm, Tim e auto, balza Prysmian

Da: Reuters.com

Piazza Affari chiude la seduta in rialzo, in sintonia con Europa e Wall Street, grazie ai segnali di distensione nelle relazioni commerciali tra Usa e Cina.

Washington e Pechino stanno lavorando alla road map delle trattative e il presidente Usa Donald Trump ha parlato di “importanti annunci” in arrivo.

Ne beneficiano in particolare i titoli tecnologici e quelli del settore auto, spinti da indiscrezioni stampa secondo cui la Cina avrebbe deciso di ridurre i dazi sulle auto Usa.

Per contro le notizie di una possibile sfiducia alla premier britannica May gettano qualche ombra proprio sul finire della giornata borsistica europea.

L’indice FTSE Mib chiude in rialzo di 0,98% dopo aver sfiorato +2% a metà giornata, lo STAR avanza di 0,38%.

Balzo di PRYSMIAN (+6,15%) dopo gli ultimi forti ribassi. Secondo Credit Suisse i recenti acquisti di titoli da parte del top management sono un fattore rassicurante sull’outlook della società.

Tonica STM (+3,23%) come gli altri produttori di chip.

Bene l’automotive con CNH +2,37% e FCA +2,61%.

TELECOM ITALIA guadagna il 3%. La richiesta di Vivendi di convocare un’assemblea per riprendere il controllo del Cda riaccende l’appeal speculativo sul titolo e potrebbe portare più chiarezza sulla governance, spiega un analista.

Miste le banche con l’indice leggermente negativo. Tonico BANCO BPM (+2,5%) dopo l’accordo sulla cessione di un portafoglio di Npl a Fonspa-Elliott. Scende invece DOBANK (-3,5%) che era in corsa, in cordata con altri, per quegli asset. “Per doBank viene meno una possibilità molto interessante sul mercato italiano”, commenta Equita in un report che per contro giudica “leggermente più favorevoli del previsto” i termini dell’operazione concolusa dal Banco.

Soffre BPER (-2,12%), peggiorata a metà giornata dopo che l’AD di Unipol Carlo Cimbri è tornato a indicare la banca emiliana fra i possibili soggetti interessati all’acquisto di Unipol Banca.

Prosegue l’andamento cedente di SALVATORE FERRAGAMO.

Pesante ASTALDI (-10,9%) dopo un avvio positivo. SALINI IMPREGILO ha detto oggi di essere al lavoro per una proposta di carattere industriale che potrebbe coinvolgere anche altri partner italiani.

OVS precipita di 9,9% a causa del sentiment negativo in attesa della pubblicazione dei risultati del terzo trimestre.

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Notizie sulle criptovalute

Bitcoin sotto i 3.400$, continua la volatilità dei mercati

Da: Cointelegraph.com

Martedì 11 dicembre: i mercati delle criptovalute continuano a subire gli effetti del trend ribassista, dopo il modesto tentativo di recupero registrato nel weekend. Quasi tutte le prime venti monete principali sono in rosso, con perdite che si spingono fino al 6%, come nel caso di Bitcoin SV (BSV).

Non avendo mantenuto il supporto dei 3.500$ nella giornata di ieri, oggi il Bitcoin (BTC) è finito addirittura sotto la soglia dei 3.400$. Tuttavia, il minimo di 3.397$ registrato oggi non è il valore più basso dell’ultima settimana: il 7 dicembre, la moneta è infatti arrivata a quota 3.280$.

Al momento della stesura di questo articolo, il Bitcoin si trova appena sopra i 3.400$, in ribasso di circa il 2% rispetto alla giornata di ieri.

La quota del mercato occupata dal Bitcoin, ossia la cosiddetta dominance, è pari al 55,1%, decisamente più alta rispetto alla media degli ultimi sei mesi.

Ripple (XRP), la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato, è in ribasso dell’1%, con una quotazione di 0,29$. Il token californiano non scendeva sotto 0,30$ dal settembre dello scorso anno.

Ethereum (ETH), terza criptovaluta per capitalizzazione di mercato, perde il 3%, e finisce sotto i 90$ per la prima volta da maggio 2017. Al momento della stesura di questo articolo, il valore dell’altcoin si aggira sugli 88$.

La performance peggiore tra le monete della top 20 è quella di Bitcoin Cash SV (BSV), la criptovaluta nata dall’hard fork di Bitcoin Cash (BCH). BSV è in calo del 6%, con un valore di 89,91$, mentre BCH si aggira sui 101$ a moneta.

La capitalizzazione complessiva del mercato scende di nuovo sotto i 110 mld di dolari, finendo a quota 107,8 mld. Il volume delle transazioni registrate nelle ultime 24 ore si aggira sui 12,7 mld di dollari, mentre il numero delle criptovalute elencate su CoinMarketCap è pari a 2.068.

Nonostante il crollo dei mercati, l’ex Chief Economist del Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha dichiarato che il Bitcoin dovrebbe essere considerato come un “biglietto della lotteria”. Kenneth Rogoff, che attualmente insegna economia presso l’Università di Harvard, ritiene più probabile che, sul lungo periodo, la moneta raggiunga quota “100$, piuttosto che 100.000$”.

Dopo i diversi report sul collasso del settore del mining scatenato dal crollo dei mercati, Cointelegraph ha segnalato che, ad oggi, solo due dispositivi che utilizzano chip ASIC (Application-Specific Integrated Circuit) sono in grado di ricavare profitti dal mining di monete basate sulla funzione di hashing SHA-256, utilizzata ad esempio da Bitcoin e Bitcoin Cash.

Oggi, l’exchange di criptovalute statunitense Gemini, creato dai fratelli Winklevoss, ha lanciato un’app per il trading di criptovalute su smartphone.

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