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Revisione del Mercato 12-03

Revisione del Mercato 12-03

Notizie Forex

Brexit: gli analisti confidano nel rinvio della data di inizio

Da: Investing.com

I mercati europei affrontano questa settimana in verde generalizzato, compreso il Ftse Mib che guadagna lo 0,19%. Una settimana in cui il caos della Brexit affronta giorni decisivi, con votazioni previste per il 12, 13 e 14 marzo. In realtà, oggi è già iniziata una sessione plenaria, con gli analisti che prevedono un rinvio della data di partenza, con il confine irlandese come il punto più spinoso.

“Nel caso in cui il partito conservatore di Theresa May non riesca a far approvare la mozione di domani, cosa che sembra prevedibile salve sorprese dell’ultimo minuto non potendo aggiungere molti altri sostenitori alla sua posizione, mercoledì 13 il Parlamento voterà sulla possibilità di una Brexit dura o non concordata. Allo stesso modo, se anche il voto di uscita senza accordo venisse sconfitto, giovedì 14 marzo sarà votato il rinvio della data di uscita del Regno Unito (proroga dell’articolo 50), inizialmente prevista per il 29 marzo 2019”, hanno commentato in Link Securities.

Nel possibile voto di giovedì c’è la speculazione “con la possibilità di fissare una nuova data di partenza verso giugno, prima della formazione del nuovo Parlamento europeo a luglio, già senza deputati britannici”, dicono in Renta 4.

“Ricordiamo che la nostra posizione è in linea con il raggiungimento di un’uscita negoziata, evitandone una improvvisa, dannosa per entrambe le parti e che causerebbe un significativo danno macroeconomico e una forte volatilità dei mercati”, aggiungono questi esperti.

Gli analisti di Banca March concordano: “continuiamo a sostenere che è nell’interesse di entrambe le parti (UE e UK) raggiungere un accordo ed evitare lo scenario negativo di un’uscita disordinata dal Regno Unito. Come minimo, questa settimana il Parlamento britannico dovrebbe accettare di chiedere formalmente una proroga del termine per ulteriori negoziati, evitando così una “hard Brexit”.

Da parte sua, Bankinter (MC:BKT) non si aspetta “nulla” dalla Brexit. “Ci sono diverse cose che potrebbero essere ritardate, perché allora i britannici dovranno (non solo essere in grado, ma devono) votare alle elezioni del Parlamento europeo del 26 maggio, creando una situazione surreale: chi parte continua a decidere e a nominare rappresentanti. Per questo motivo continuiamo a pensare che il periodo di negoziazione sarà prolungato, imponendo un limite fisso (questa volta sì) e che, quando sarà il momento di andarsene, sarà applicata la clausola di backstop, il che significa che nulla cambierà nel commercio di merci (anche se nella mobilità delle persone e dei capitali) fino alla firma di accordi commerciali alternativi”.

Come influenzerà i mercati

“La Brexit sarà al centro dell’attenzione nel corso di questa settimana, rallentando qualsiasi rimbalzo dalle borse. Inoltre, gli indicatori americani non saranno d’aiuto perché usciranno neutri o allentati”, prevedono da Bankinter.

Tuttavia, questi esperti ricordano che avevano già anticipato che il mercato sarebbe stato complicato da marzo/aprile. “Il cambiamento d’umore dei mercati azionari non dovrebbe sorprenderci perché abbiamo avvertito che il 2019 potrebbe essere un anno ‘corto’ per quanto riguarda i mercati azionari. E’ in questi mesi che il Brexit deve essere chiarito, i negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti devono progredire e prendere forma, e la macroeconomia europea potrebbe rallentare. Questo è quello che sta accadendo”.

Per quanto riguarda la sterlina, questa inizia la settimana in volatilità. La sessione è iniziata in calo, scambiando intorno a 1,29. “Per il momento, la sterlina è scambiata secondo le nostre previsioni, rivalutandosi quasi il 4% nel corso dell’anno”, concludono da Renta 4.

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Agenda macro 12 marzo: voto Parlamento UK e CPI Usa in programma

Da: Money.it

Oggi gli operatori saranno concentrati sulla produzione industriale inglese e sul voto del Parlamento britannico sull’accordo per la Brexit con l’UE. Focus anche sull’asta dei BoT in Italia e sul CPI statunitense.

Come si vede dal nostro calendario economico, l’agenda macro di oggi vedrà gli operatori focalizzati sui dati in arrivo dal Regno Unito e dagli Usa.

Le rilevazioni partiranno alle 10:30, quando verranno rilasciati i dati sulla produzione industriale relativa a gennaio 2019. Secondo gli analisti censiti da Bloomberg, il dato dovrebbe registrare un progresso allo 0,2% su base mensile, contro il -0,5% di fine anno. È attesa una flessione per quanto riguarda il dato annualizzato, stimato al -1,3% sul -0,9% precedente.

Durante il corso del 2018, quest’ultimo indice ha registrato una contrazione in linea con le condizioni di rallentamento economico a livello globale. A novembre 2018 poi, la misurazione ha raggiunto i minimi dal luglio 2013.

Attenzione anche al dato sulla produzione manifatturiera inglese di gennaio. Per questa lettura, gli esperti si attendono una misurazione mensile in miglioramento allo 0,2% contro il -0,7% di dicembre.

Attese in progresso anche le previsioni su base annuale, stimata al -1,9% sul -2,1% di dicembre.

Sempre per quanto riguarda l’Inghilterra, è previsto il voto del Parlamento britannico sull’accordo per la Brexit con l’UE.

In Italia si terrà l’asta per 6,5 miliardi di BoT a 12 mesi. Il focus è sui rendimenti, che negli ultimi quattro collocamenti hanno registrato un trend discendente, arrivando allo 0,181%, il livello più basso da maggio 2018. Se questa tendenza dovesse proseguire, sarebbe un fattore positivo sulla quota di rischio che gli investitori internazionali attribuiscono al nostro Paese.

Oltreoceano, gli operatori saranno concentrati su uno dei fattori più monitorati dalla Federal Reserve: l’inflazione. Per lo febbraio, gli analisti si attendono una ripresa del CPI su base mensile, stimato allo 0,2% contro lo 0% di gennaio. Prevista invariata all’1,6% la misurazione annualizzata.

Non dovrebbe registrare variazioni nemmeno il dato calcolato senza contare le spese per i generi alimentari e l’energia, che su base mensile si dovrebbe attestare allo 0,2% mentre su base annuale al 2,2%.

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Notizie mercato azionario

Boeing, titolo in picchiata a Wall Street dopo schianto aereo domenica

Da: Reuters.com

Le azioni di Boeing cedono oltre l’11%, appesantendo l’intero listino Usa, dopo che Cina, Indonesia ed Etiopia hanno ordinato il rientro degli apparecchi Boeing 737 MAX 8 in seguito all’incidente aereo mortale di ieri, il secondo negli ultimi cinque mesi.

La performance del titolo è la peggiore da quasi vent’anni a questa parte.

Un Boeing 737 MAX 8 diretto a Nairobi, gestito da Ethiopian Airlines, si è schiantato ieri pochi minuti dopo il decollo da Addis Abeba, facendo 157 vittime e nessun sopravvissuto.

Lo stesso modello, operato da Lion Air, si era abbattuto al largo della costa indonesiana in ottobre, uccidendo tutti i 189 passeggeri a bordo.

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Wall Street positiva dopo cinque sessioni di ribassi. Tonfo Boeing compensato da Apple e hi-tech

Da: Borse.it

Wall Street chiude positiva dopo cinque sessioni consecutive di ribassi.

Il Dow Jones Industrial Average ha terminato la sessione della vigilia in crescita di 200,64 punti, a 25.650,88 punti, dopo essere capitolato di oltre 200 punti nel corso della sessione. Lo S&P 500 è salito dell’1,47% a 2.783,30 punti; il Nasdaq ha fatto +2,02% a 7.558,06.

Sul Dow Jones, maglia nera si è confermata Boeing, che ha scontato la decisione di diverse compagnie aeree di tutto il mondo di lasciare a terra i suoi aerei 737 MAX 8, dopo la tragedia dello schianto dell’Ethiopian Airlines, partito da Adis Abeba in direzione Nairobi. Lo schianto ha provocato 157 vittime, ed è avvenuto meno di sei mesi dopo un altro incidente che ha visto protagonista lo stesso modello Boeing con una dinamica molto simile. Lo scorso ottobre, un altro Boeing 737 MAX 8 si è inabissato nel mare di Giava, uccidendo tutte le 189 persone a bordo.

Boeing è arrivata a cedere più del 10% del suo valore, per poi ridurre le perdite a -5,3%. L’incidenza del calo sul Dow Jones è stata notevole, con la flessione che ha sottratto all’indice più di 150 punti.

A compensare le perdite di Boeing è stato però il titolo Apple, salito del 3,47% dopo che Bank of America Merrill Lynch ha alzato il rating sul titolo da neutral a buy, parlando di opportunità a causa del recente dietrofront dell’azione.

Facebook è salita dell’1,46% dopo che Nomura Instinet ha alzato il giudizio da neutral a buy, portando il target price da $172 a $215. I titoli tecnologici sono stati sostenuti, in generale, anche dall’annuncio di Nvidia relativo all’acquisizione di Mellanox Technologies per $6,8 miliardi. Nvidia è balzata del 7% circa, mentre Mellanox ha segnato un rally dell’8% circa.

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Notizie sulle criptovalute

I mercati delle criptovalute dovrebbero autoregolamentarsi, ha affermato il Commissioner della SEC Hester Peirce

Da: Cointelegraph.com

Hester M. Peirce, Commissioner presso la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti, ha sostenuto l’autoregolamentazione dei mercati delle criptovalute. Tali dichiarazioni sono state rilasciate in data 9 marzo, durante la conferenza MIT Bitcoin Expo 2019, alla quale ha anche partecipato il Presidente della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) Gary Gensler.

In particolare, Peirce rispondeva ad una proposta avanzata da Gensler, secondo il quale sarebbe opportuno elaborare una robusta struttura normativa nazionale. Queste regolamentazioni non abbraccerebbero soltanto piattaforme che offrono token azionari e investimenti complessi, ma anche servizi legati a beni digitali come Bitcoin (BTC).

Questa argomentazione di Gensler si focalizza principalmente sulla protezione degli investitori, lotta al riciclaggio di denaro e risoluzione delle divergenze giuridiche attualmente presenti nei vari Stati americani.

A tal proposito Peirce ha tuttavia commentato:

“Una cosa molto importante da tenere a mente è che le persone si regolamentano reciprocamente durante le interazioni l’una con l’altra: è proprio questa l’idea alla base di Bitcoin, vale a dire di una comunità che possa regolamentarsi in maniera autonoma. Col tempo sono nati dei problemi, e i membri della comunità stanno pensando a come risolversi. Una possibile soluzione sarebbe avere un governo come ente regolatore, ma non è l’unico modello possibile.”

Nel proprio discorso Peirce ha continuato a sostenere un approccio normative più leggere, quando possibile. Ciononostante, a suo parere le offerte di security dovrebbero comunque soddisfare i requisiti imposti dalla SEC, e ha appoggiato la registrazione degli exchange di criptovalute presso l’organo di regolamentazione.

Hester Peirce gode di una buona reputazione nella comunità delle monete digitali, guadagnando il soprannome di “Crypto Mom” per il suo dissenso contro la decisione della SEC di respingere l’Exchange Traded Fund (ETF) sul Bitcoin proposto dai gemelli Winklevoss.

Lo scorso mese la donna ha dichiarato che i ritardi nella regolamentazione delle criptovalute potrebbero garantire una maggiore libertà all’industria, permettendole di progredire autonomamente.

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