OPEC

Revisione del Mercato 11-04

Revisione del Mercato 11-04

Notizie Forex

Euro in calo dopo parole Draghi

Da: Reuters.com

L’euro perde terreno dopo la conferenza stampa del presidente della Bce Mario Draghi al termine del consiglio sui tassi.

La moneta unica, che guadagnava lo 0,15% circa prima della conferenza stampa, è arrivata a perdere quasi lo 0,3%. Alle 15,30 scambia a 1,1239 dollari, in calo dello 0,2% circa.

Il principale obiettivo del meeting, ha detto Draghi, è stato riaffermare la prontezza di agire se necessario. Draghi ha detto che la Bce considererà se l’impatto dei tassi negativi sul sistema bancario debba essere mitigato. Ha parlato di rischi ancora orientati al ribasso e ha detto che è necessario un ampio grado di politica accomodante, che Francoforte non tollererà un’inflazione troppo bassa, e che è ancora presto per decidere su Tltro e rimodulazione dei tassi. Ha aggiunto che la minaccia di dazi da parte del presidente Usa Donald Trump mina la fiducia generale.

Il dollaro tiene dopo il dato relativo all’inflazione di marzo, che ha visto un’accelerazione dello 0,4% su mese (consensus 0,3%) e dell’1,9% tendenziale (consensus 1,8%), e dopo la Bce. L’indice del dollaro, che misura l’andamento del biglietto verde contro un basket di valute, alle 15,30 guadagna lo 0,15% a 97,154.

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Dollaro e yen stabili; riflettori su tensioni commerciali USA-UE e Brexit

Da: Investing.com

Il dollaro e lo yen restano pressoché invariati negli scambi asiatici di questo mercoledì, con i trader cauti tra l’incertezza per la Brexit e le tensioni commerciali tra UE e USA.

Lo yen ha ricevuto supporto dall’aumento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Unione Europea e dall’aggiornamento ribassista sulla crescita globale del Fondo Monetario Internazionale.

La tradizionale valuta rifugio ha ceduto parte dei guadagni attestandosi a 111,14 contro il dollaro, giù dello 0,03%.

In base alle notizie di ieri, Stati Uniti ed UE potrebbero applicare dei dazi sui rispettivi prodotti importati. Gli Stati Uniti hanno reso noto che potrebbero introdurre dazi su 11 miliardi di dollari di beni UE. In risposta, l’UE si è detta pronta a lanciare delle contromisure.

Lo scontro sugli aiuti governativi dati a Boeing (NYSE:BA) ed alla rivale europea Airbus è cominciato nel 2004, ma nel maggio dello scorso anno l’Organizzazione Mondiale per il Commercio ha deciso che gli aiuti europei ad Airbus erano illegali.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è invariato a 96,637.

Sul sentimento degli investitori questa mattina pesa anche la decisione del FMI di tagliare le prospettive di crescita USA 2019 dal 2,5% di gennaio al 2,3%, mentre quelle sulla crescita globale 2019 sono state abbassate al 3,3%, il minimo dalla crisi finanziaria.
L’attenzione degli investitori sarà rivolta al vertice della Banca Centrale Europea ed alla pubblicazione dei verbali dell’ultimo vertice di politica monetaria della Federal Reserve.

Ieri, i legislatori britannici hanno votato in vista del summit sulla Brexit in programma per oggi per approvare il piano del Primo Ministro Theresa May di cercare di rinviare l’uscita del paese dall’Unione Europea al 30 giugno.

La coppia EUR/USD è pressoché invariata a 1,1260, mentre il cambio GBP/USD sale dello 0,1% a 1,3069.

La coppia AUD/USD e il cambio NZD/USD sono in salita rispettivamente dello 0,2% e dello 0,1%.

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Notizie Materie Prime

Petrolio: OPEC taglia la produzione, ecco i Paesi che soffrono di più

Da: Advisoronline.it

“L’OPEC sta riducendo, intenzionalmente e non, l’offerta di petrolio. Undici dei quattordici membri del gruppo si sono uniti a dieci membri non OPEC (noti come OPEC+) per puntare a 1,2 milioni di barili di produzione al giorno in meno di quanto prodotto nell’ottobre 2018” spiega Nitesh Shah, director of research di WisdomTree.

Analizziamo i tre paesi OPEC che stanno soffrendo di più da questa decisione.

Da una parte c’è il Venezuela che sta affrontando un’implosione economica, con un accesso limitato all’elettricità che inibisce la produzione. Inoltre, il paese è oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti. C’è poi l’Iran che si sta preparando per il giorno (maggio 2019) in cui scadono le deroghe alle sanzioni offerte ai consumatori del suo petrolio. Così, la produzione petrolifera iraniana sta crollando. Infine, in Libia, dopo un periodo insolitamente scarso di interruzioni, l’approvvigionamento petrolifero della contea rischia di diminuire. Un importante terminal petrolifero nei pressi di Tripoli rischia di essere tagliato fuori a causa dei combattimenti nella capitale. Ciò potrebbe impedire l’accesso fino a 300.000 barili di petrolio al giorno.

“La politica dell’OPEC sembra essere irremovibile. La prossima riunione si terrà a giugno e nessuno dei membri dell’OPEC+ sta attualmente spingendo per ritornare ad aumentare la produzione. Le forniture americane continuano a crescere e quindi il gruppo OPEC+ sembra soddisfatto della riduzione – preferendo gli attuali prezzi del petrolio vicini ai 70 dollari al barile ai 50 dollari al barile della fine del 2018” conclude Shah.

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Notizie mercato azionario

BORSA MILANO poco mossa dopo Draghi, calano Unicredit, Leonardo, Tod’s

Da: Reuters.com

Piazza Affari chiude poco mossa, appesantita dai titoli bancari, delusi dalle parole di Draghi, che non ha dato indicazioni su possibili nuovi finanziamenti a tassi ultra contenuti.

BANCHE italiane in calo dello 0,56%. UNICREDIT (MI:CRDI) è la peggiore del listino principale; le sue azioni sono deboli dal giorno delle indiscrezioni su una possibile acquisizione di Commerzbank. MPS (MI:BMPS) non reagisce alle affermazioni del Ceo, che parla di prosecuzione della ripresa per la banca, ma in condizioni economiche più difficili.

LEONARDO ancora appesantita dall’ipotesi di tariffe sui prodotti Ue, inclusi gli elicotteri. Il titolo resta sopra quota 9,9 euro, superata a metà marzo, nei giorni immediatamente successivi alla revisione in positivo del piano industriale.

Cala POSTE (MI:PST) dopo qualche giorno di rialzo su valutazioni positive di un broker.

SALINI IMPREGILO (MI:SALI) corregge, segue ASTALDI (MI:AST), sullo sfondo la causa Astaldi-Bnp Paribas.

TOD’S cala dopo che Rbce ha tagliato il prezzo obiettivo a 40 euro da 41 euro precedente.

Correzione tecnica anche per UNIPOL (MI:UNPI).

CAMPARI (MI:CPRI) positiva, cancella ribasso di ieri.

TISCALI (MI:TIS) in forte rialzo, ma il prezzo delle azioni si limita a recuperare i livelli segnati dopo la firma dell’accordo con le banche per la ristrutturazione del debito. Titolo volatile soggetto a sbalzi.

Tra i titoli sottili RESTART in rialzo a doppia cifra si adegua al Nav per azione indicato dalla società (0,55 euro per complessivi 17,5 milioni); la nota precisa che il Nav non include perdite fiscali pregresse per 213 milioni.

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Notizie sulle criptovalute

La SEC è ancora interessata alla regolamentazione delle criptovalute, assicura Jay Clayton

Da: Cointelegraph.com

Jay Clayton, a capo della Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti, ha ancora una volta ribadito l’interesse riposto nel settore delle criptovalute da parte dell’organo di regolamentazione.

Durante la conferenza SEC Speaks di Washington, l’uomo ha fornito una panoramica delle attività e dei ruoli dell’organizzazione, discutendo del suo rapporto con l’industria delle monete digitali. In particolare, Clayton ha esaminato casi nei quali sono state utilizzate norme già esistenti per gestire entità operanti con criptovalute:

“Nel campo degli asset digitali […] la Division of Enforcement ha proposto casi che dimostrano come in futuro la conformità con le leggi federali sia possibile, anche quando sono state condotte offerte illecite di security digitali.

Questa via include la condivisione di informazioni adeguate con gli investitori, così che possano compiere decisioni consapevoli in merito alla detenzione dei token o alla richiesta di un rimborso.”

Questo mese, la SEC ha pubblicato delle linee guida che consentono agli investitori di verificare se un asset digitale può o meno essere considerato un bene azionario. Non si tratta di una normativa ufficiale, e non fornisce una consulenza formale: funge da semplice strumento analitico, per aiutare sia gli emittenti di token che i loro acquirenti a determinare se il progetto rientri o meno nel quadro legale relativo alle security.

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