Revisione del Mercato 11-01

Revisione del Mercato 11-01

Notizie Forex

Dollaro in salita ma ancora sotto pressione dopo i verbali della Fed

Da: Investing.com

Il biglietto verde è in lieve rialzo questo giovedì dopo il tonfo di ieri seguito ai verbali cauti della Federal Reserve.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,15% a 94,94 alle 5:00 ET (10:00 GMT).

Dai verbali del vertice di dicembre della Fed è emerso che molti policymake sono favorevoli a lasciare i tassi stabili quest’anno, alimentando le aspettative che non ci saranno aumenti nel 2019. Questo tono cauto ha portato il dollaro al minimo di quasi tre mesi di 94,63.

“Fondamentalmente, il dollaro ha finito gli elementi per salire”, afferma Erik Nelson, esperto di strategie monetarie di Wells Fargo (NYSE:WFC).

“La Fed ci ha detto di essere probabilmente arrivata al punto di mettere in pausa gli aumenti dei tassi e prevediamo che la spinta alla crescita USA a cui abbiamo assistito lo scorso anno finirà per ridursi del tutto”, ha aggiunto.

Intanto, gli investitori attendono i commenti del Presidente della Fed Jerome Powell, che terrà un intervento alle 12:45 ET (17:45 GMT) all’Economic Club di Washington.

L’euro scende per via del dollaro più forte, con il cambio EUR/USD giù dello 0,15% a 1,1523. In difficoltà anche la sterlina: i timori per la Brexit continuano a pesare sul sentimento degli investitori. Il cambio GBP/USD va giù dello 0,19% a 1,2761.

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Cina, crescita debole prezzi produzione aumenta prospettive di ulteriori stimoli

Da: Reuters.com

I prezzi alla produzione cinesi sono saliti al ritmo più debole in oltre due anni a dicembre, un segnale preoccupante di rischi di deflazione che potrebbero spingere Pechino a una maggiore politica di sostegno per aiutare a stabilizzare l’economia.

Anche l’inflazione è rallentata rispetto all’anno precedente a causa di un calo dei prezzi non alimentari, secondo quanto rileva il National Statistics Bureau.

Secondo gli analisti, un marcia indietro dei prezzi oltre le attese aumenta la possibilità di ulteriori misure di stimolo.

L’indice dei prezzi alla produzione (Ppi) è salito dello 0,9% a dicembre rispetto all’anno precedente, al di sotto delle stime più basse di un sondaggio Reuters fra 35 economisti che avevano una mediana dell’1,6%. L’indice era cresciuto del 2,7% a novembre.

L’indice ai prezzi al consumo (Cpi) è salito dell’1,9% a dicembre rispetto all’anno precedente, in calo rispetto al 2,2% di novembre e al di sotto delle attese di una crescita del 2,1%. L’obiettivo del governo per l’anno per l’inflazione sui prezzi al consumo è intorno al 3%. Su base mensile il Cpi è invariato.

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Notizie mercato azionario

Borse Europa negative, pesano trimestrali deboli, pessimismo su commercio

Da: Reuters.com

L’azionario europeo è in ribasso a metà seduta sui timori legati all’evoluzione del commercio globale e dopo trimestrali poco incoraggianti soprattutto nel comparto auto e retail.

Alle 12,35 italiane il DAX segna -0,35% mentre il paneuropeo STOXX 600 lo 0,32%, mettendo fine a due giorni di rally che avevano portato i listini ai massimi da tre settimane. Londra alla stessa ora è sostanzialmente piatta.

Il settore auto è il peggiore oggi con un ribasso dello 0,83%. Gli investitori acquistano piuttosto difensivi, immobiliari, utility e tlc.

La debolezza del comparto auto si riflette anche sui produttori di componenti come Faurecia e Valeo che cedono rispettivamente il 4,7 e il 3,4%. Il brand dei pneumatici Continental lascia sul terreno quasi il 3% colpito anche da un downgrade di Ubs.

La tedesca Osram con un calo dell’8% è la peggiore dello STOXX. Pesano le dichiarazioni dell’AD sul rallentamento della domanda di lampadine che fiaccherà i risultati 2018.

Tra i titoli retail, soprattutto britannici, molti segni meno dopo vendite natalizie non all’altezza delle aspettative.

Halfords perde quasi il 20% dopo aver lanciato un profit warning.

La raccomandazione su Kering, detentore del marchio Gucci, è stata ridotta da UBS a “neutral” da “buy” spingendo il titolo in rosso con un -3,1%. Il comparto del lusso soffre anche, in generale, dei segni di rallentamento dell’economia cinese.

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Goldman Sachs bullish su oro, outlook a 12 mesi è di oltre $1.400. Upgrade anche su petrolio

Da: Borse.it

Gli analisti di Goldman Sachs hanno rivisto al rialzo l’outlook su oro e petrolio. In particolare, le previsioni a tre mesi sono state alzate da 1.250 dollari all’oncia precedenti a $1.325; quelle a sei mesi dai precedenti $1.300 a $1.375 e quelle a 12 mesi da $1.350 a $1.425. La divisione di ricerca del colosso bancario americano ha motivato l’upgrade sia con gli acquisti di oro da parte delle banche centrali che con l’avversione al rischio di alcuni investitori che, temendo l’arrivo di una recessione, starebbero optando per un posizionamento più difensivo. Una tale scelta indubbiamente favorirebbe l’oro, considerato bene rifugio per eccellenza.

Il contratto spot sull’oro viaggia a $1.290 beneficiando della debolezza del dollaro, provocata dalle dichiarazioni meno da falco arrivate da Jerome Powell, numero uno della Fed.

L’outlook è più positivo anche per i prezzi del petrolio. Il contratto WTI sul petrolio scambiato a New York si attesta a quota $52 circa, mentre il Brent viaggia al di sopra dei $61 al barile. A dispetto del trend delle ultime ore, entrambi i contratti si apprestano a terminare la settimana di contrattazioni in forte rialzo, con il Brent salito di oltre il 7% e il WTI di oltre +8%.

Tornando a Goldman, le previsioni sul Brent a tre mesi sono state alzate a $62,50, mentre l’outlook a sei mesi è stato rivisto al rialzo a $67,50 al barile.

Goldman Sachs intravede del valore, in generale, nel petrolio e nei metalli e spiega il sell off che ha colpito il settore più con lo smorzarsi di un sentiment troppo esuberante che non con il deterioramento dei fondamentali. Ancora, gli analisti citano il calo del dollaro e l’aumento dei salari negli Stati Uniti, scommettendo anche su un processo di releveranging guardando alla possibilità che la Cina, al fine di contrastare il rallentamento della sua economia, lanci nuove misure di stimoli.

Positiva sui prezzi del petrolio è anche Fitch, che intravede prezzi più alti nel 2019 grazie alla continua crescita della domanda in arrivo dai mercati emergenti esclusa la Cina e al fattore sanzioni contro l’Iran. Detto questo, l’agenzia di rating prevede che i mercato continueranno a essere caratterizzati dalla volatilità.

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Notizie sulle criptovalute

Individuato e successivamente risolto un grave problema di sicurezza su DX.Exchange

Da: Cointelegraph.com

DX.Exchange, la piattaforma di trading di criptovalute e azioni tokenizzate con sede in Estonia, ha risolto un’importante vulnerabilità che metteva a repentaglio la sicurezza dei dati sensibili degli utenti.

Il sito web Ars Technica ha pubblicato un report sulla falla di sicurezza il 9 gennaio, citando un trader anonimo che ha condotto un’analisi dei sistemi di sicurezza dell’exchange.

Secondo l’articolo di Ars Technica, il trader, che ha scelto di rimanere anonimo per evitare problemi legali, avrebbe notato che l’exchange stava inviando dati sensibili di altri utenti al proprio browser. Dopo averli esaminati, ha scoperto che tra le informazioni vi erano anche i loro token di autenticazione e i link di reset delle password.

“Ho raccolto circa 100 token di [autenticazione] in appena 30 minuti, […] sarebbe stato facilissimo abusare di una cosa del genere.”

Pare che i token fossero nel formato standard JSON, ed era quindi possibile decodificarli tramite semplici strumenti reperibili online, ottenendo così nomi completi e indirizzi e-mail degli utenti dell’exchange.

Essendo dei token di autenticazione, garantivano inoltre l’accesso agli account associati, a condizione che gli utenti a cui appartenevano non si fossero disconnessi manualmente una volta usciti dal sito.

Il trader sostiene inoltre di aver trovato un modo per ottenere l’accesso permanente agli account, anche dopo un eventuale log out manuale, tramite una vulnerabilità dell’interfaccia.

Ars Technica afferma che alcuni dei dati di accesso trapelati dalla piattaforma appartengano ai dipendenti del sito. L’articolo illustra la gravità del problema:

“Nel caso in cui uno dei token fornisse accesso ad un account con privilegi amministrativi, l’hacker potrebbe essere in grado di scaricare interi database, riempire il sito di malware e persino trasferire fondi dagli account degli utenti.”

La stessa Ars Technica avrebbe controllato e confermato la presenza delle vulnerabilità scoperte dal trader, confermando di essere riuscita ad ottenere un grosso numero di token d’autenticazione semplicemente attraverso il browser web. Dopo la segnalazione, pare ora che il problema sia stato risolto.

Come segnalato il 3 gennaio, DX.Exchange sfrutta il protocollo FAS (Financial Information Exchange) del Nasdaq e permette di effettuare il trading delle azioni tokenizzate di grandi aziende, tra cui Google, Facebook e Amazon.

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