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Revisione del Mercato 08-03

Revisione del Mercato 08-03

Notizie Forex

L’euro affonda dopo la sorpresa BCE

Da: Yahoo.com

L’euro è colato letteralmente a picco nei confronti del dollaro, dopo le inattese decisioni della Banca Centrale Europea, che ha rimandato il rialzo dei tassi d’interesse a fine anno, invece che alla prossima estate, e annunciato un nuovo round di aste di liquidità a medio-lungo termine (T-ltro) a partire dal prossimo settembre. Alcuni operatori si aspettavano l’una o l’altra cosa, ma quasi nessuno si attendeva che Francoforte adottasse, già da questa riunione del Direttivo, entrambe le misure. La stance di politica monetaria è stata quindi completamente rivista dalla banca centrale in una ottica molto più dovish e il governatore Mario Draghi è destinato a passare alla storia come il primo governatore a non aver alzato i tassi d’interesse nemmeno una volta nel corso del proprio mandato.

Il perché di queste misure estremamente accomodanti è stato spiegato dallo stesso Draghi nel corso della conferenza stampa che ha seguito la decisione. Il quadro macroeconomico dell’eurozona si è indebolito negli ultimi mesi e l’inflazione continua a rimanere lontana dal tasso obiettivo del 2,0%. Colpa del protezionismo, delle guerre commerciali, della Brexit e del rallentamento della domanda interna. Fatto sta che la salute dell’area euro continua a destare preoccupazioni tra i banchieri centrali, che hanno così deciso di prendere subito delle contromisure incisive.

Che la mossa non fosse attesa dai traders lo si è visto subito, osservando l’andamento dell’eurodollaro immediatamente dopo la pubblicazione del comunicato. Qualche istante prima il rapporto di cambio si trovava sulla soglia dell’1,1307, invariato rispetto all’apertura. Dopo l’annuncio è sceso, in pochi minuti, di circa 50 pips, in attesa del discorso di Draghi. La discesa è proseguita durante la conferenza stampa, fino a toccare il livello minimo dal maggio 2017. La variazione giornaliera è pertanto stata pari a circa 140 pips. Con questo cambiamento drastico di strategia da parte della BCE, difficilmente l’euro potrà recuperare terreno nel breve periodo.

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Le richieste di disoccupazione USA sono scese più del previsto la scorsa settimana

Da: Investing.com

Il numero di richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso di 3.000 unità la scorsa settimana ad un dato destagionalizzato di 223.000, secondo il Dipartimento per il Lavoro USA.

Gli economisti si aspettavano un calo di 1.000 unità a 225.000 rispetto al totale rivisto al rialzo della scorsa settimana di 226.000 unità.

La media mobile su quattro settimane è di 226.250 unità, in calo di 3.000 unità dalla settimana prima. La media mensile è un indicatore più accurato dell’andamento del lavoro poiché riduce la volatilità dei dati settimanali.

Le richieste di disoccupazione continua sono scese a 1,755 milioni dagli 1,805 milioni della settimana precedente, contro le aspettative di un calo a 1,775 milioni.

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Notizie mercato azionario

La Borsa italiana e lo spread dell’8 marzo 2019 in tempo reale

Da: Lettera43.it

Attesa per l’apertura della Borsa di Milano nella seduta dell’8 marzo 2019. Piazza Affari è chiamata al rimbalzo dopo aver chiuso le contrattazioni in negativo nella giornata precedente, con l’indice Ftse Mib a -0,74% a 20.697 punti. I listini italiani sono stati i peggiori di tutta Europa, ma anche le altre piazze del Vecchio Continente hanno sofferto: Francoforte -0,6%, Londra -0,53%, Madrid -0,5%, Parigi -0,39%. A pesare sono state soprattutto le previsioni della Banca centrale europea. Il presidente del board, Mario Draghi, ha spiegato che la crescita in tutta l’Eurozona mostra segni di «sensibile rallentamento», con «prospettive più deboli del previsto» almeno nel breve termine. Previsioni sancite anche da un taglio delle stime sulla crescita del Pil nel 2019, da +1,7% a +1,1%.

LO SPREAD BTP-BUND RIPARTE DA 240 PUNTI

Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi riparte 240 punti, con il rendimento del decennale al 2,47%, ai minimi dal luglio 2018.

CHIUSURA IN FORTE CALO PER LE BORSE CINESI

L’8 marzo i timori che Stati Uniti e Cina non trovino un accordo sul commercio ha affondato le Borse cinesi. L’indice Composite di Shanghai ha segnato un tonfo del 4,4% a 2.969,86 punti, mentre quello di Shenzhen è crollato del 3,79% a quota 1.605,28.

CHIUSURA IN ROSSO PER LA BORSA DI TOKYO

La revisione al ribasso della Bce sulle stime di crescita dell’Eurozona ha impattato sull’andamento della Borsa di Tokyo, in netto ribasso nell’ultima seduta della settimana. Il Nikkei ha lasciato sul terreno il 2,01% a quota 21.025,56, cedendo 430 punti. Sul fronte valutario lo yen si rafforza sul dollaro, a un livello poco sopra 111, e principalmente sulla moneta unica a un valore di 124,3.

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Elon Musk si fa beffe della SEC, il prezzo del titolo di Tesla soffre

Da: Investing.com

L’impulsività di Elon Musk su Twitter gli è costata di nuovo cara dopo che il tweet inviato ai suoi 25 milioni di follower alla fine del mese scorso l’ha fatto finire nei guai con la Securities and Exchange Commission (SEC).

La SEC ha chiesto ad un giudice federale di denunciare per oltraggio il capo di Tesla (NASDAQ:TSLA) per il tweet del 19 febbraio riguardante la compagnia di auto elettriche.

“Tesla ha prodotto 0 auto nel 2011, ma ne produrrà 500 mila nel 2019”, si legge nel tweet. Si tratta di una dichiarazione fuorviante, secondo i funzionari della SEC, in quanto la reale produzione di quest’anno sarà nettamente inferiore.

Musk aveva poi chiarito in un altro tweet poche ore dopo: “Intendevo dire che il tasso di produzione annua alla fine del 2019 probabilmente sarà di 500 mila, cioè di 10 mila auto alla settimana. Le consegne sull’anno saranno ancora pari a circa 400 mila”.

Ciò potrebbe mettere a rischio l’accordo siglato a settembre con la SEC, che richiedeva a Musk di dimettersi da presidente di Tesla e pagare una multa di 20 milioni di dollari.

L’uso di Twitter da parte di Musk dovrebbe essere tenuto sotto controllo dopo che l’Amministratore Delegato di Tesla l’anno scorso aveva raggiunto un accordo con la SEC per un’altra controversia legata al social network, quando aveva affermato di avere sufficienti fondi per privatizzare la compagnia.

“Sebbene Musk affermi di “rispettare il sistema giudiziario”, la sua deliberata indifferenza a rispettare la sentenza della corte dimostra il contrario”, dice la SEC.

Musk ha lunghi trascorsi di disaccordi con la SEC, che una volta ha definito “Shortseller Enrichment Commission” (commissione di arricchimento degli short seller).

In un tweet del 26 febbraio aveva scritto che “c’è qualcosa che non va col controllo della SEC”.

Il titolo della casa produttrice di auto elettriche, crollato del 17% negli ultimi 12 mesi, al momento è scambiato vicino al minimo da ottobre.

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Notizie sulle criptovalute

Gli investitori in criptovalute vengono guidati dal desiderio di diventare ricchi in fretta, svelano due sondaggi

Da: Cointelegraph.com

La Financial Conduct Authority (FCA) del Regno Unito ha recentemente pubblicato i risultati di due ricerche, che prendono in esame i comportamenti dei possessori di criptovalute del paese.

Il primo studio, condotto dalla società di ricerca Revealing Reality, si concentra sul livello di comprensione delle criptovalute e sui motivi che hanno spinto l’utenza ad investire in monete digitali. I ricercatori hanno intervistato 31 possessori di criptovalute, e fra questi selezionati 17 per porre ulteriori domande.

Molti considerano le criptovalute un modo per “diventare ricchi in fretta”, una scorciatoia verso la prosperità e il denaro facile. Coloro che condividono questa opinione spesso citano i comportamenti altrui, condivisi sui social media, come il principale motivo del proprio investimento.

Questi individui mostrano inoltre una scarsa comprensione delle criptovalute. Ad esempio, alcuni degli intervistati non sapevano che è possibile acquistare soltanto parte di una moneta. Revealing Reality ha infine scoperto che agli asset crittografici vengono spesso associati comportamenti rischiosi: gli investitori non sembrano condurre abbastanza ricerche prima di procedere con l’acquisto, facendo più che altro affidamento sui consigli altrui.

Un altro sondaggio, condotto a dicembre dello scorso anno dalla società di ricerca Kantar TNS, ha invece coinvolto 2.132 consumatori britannici. Sono state chieste loro svariate domande relative alla loro comprensione della tecnologia e alle abitudini di acquisto.

Soltanto un quarto degli intervistati, perlopiù uomini di età compresa fra i 20 e i 44 anni, ha saputo descrivere le criptovalute. Il 58% non ne ha invece mai sentito parlare, il 23% ha letto informazioni a riguardo in rete, mentre il 22% e il 16% ne sono a conoscenza rispettivamente grazie ai media tradizionali e a conoscenti.

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