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Revisione del Mercato 07-12

Revisione del Mercato 07-12

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Notizie Forex

Yen in salita, l’arresto della direttrice finanziaria di Huawei spaventa i mercati

Da: Investing.com

Lo yen, tradizionale valuta rifugio, sale contro il dollaro questo giovedì, l’arresto di un dirigente cinese in Canada minaccia di alimentare le tensioni tra Stati Uniti e Cina, spingendo gli investitori ad allontanarsi dagli asset più rischiosi.

Il cambio USD/JPY scende dello 0,33% a 112,82 alle 04:02 ET (09:02 GMT) dopo essere sceso al minimo di 112,58 nella notte.

Meng Wanzhou, direttrice finanziaria di Huawei, è stato arrestato in Canada per presunta violazione delle sanzioni iraniane, in seguito ad una richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti.

La Cina ha criticato gli Stati Uniti e il Canada per l’arresto è ha chiesto il suo immediato rilascio.

L’arresto, che arriva meno di una settimana dopo che il Presidente USA Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping hanno concordato una tregua di 90 giorni, minaccia di riaccendere lo scontro tra le due principali economie mondiali.

Il sentimento dei mercati era stato inizialmente incoraggiato dalla tregua commerciale, ma l’umore è presto peggiorato nello scetticismo che le due parti possano raggiungere un accordo sostanziale entro i 90 giorni previsti.

Questa settimana, sui mercati hanno pesato anche i timori di un rallentamento economico USA in seguito all’inversione di una parte della curva del rendimento dei Buoni del Tesoro USA che ha scatenato la paura di un indebolimento dell’economia. Una curva più piatta segnala un rallentamento economico.

Il rendimento dei Buoni del Tesoro USA a 10 anni è sceso al minimo di tre mesi del 2,885% martedì, per poi attestarsi al 2,899%.

“Il dollaro potrebbe restare sotto pressione fino al vertice di questo mese della Fed, in quanto il rendimento dei Buoni del Tesoro a lungo termine potrebbe non riuscire a segnare una ripresa fino a quando i mercati non capiranno la posizione della banca USA sulla politica e sull’economia”, spiega Junichi Ishikawa, esperto di strategie Forex di IG Securities a Tokyo.

“La recente reazione all’inversione della curva del rendimento USA sembra essere stata un po’ isterica, ma il dollaro non riceverà segnali chiari prima del vertice della Fed”.

I policymaker della Fed si incontreranno il 18-19 dicembre e si prevede che la banca centrale alzi i tassi di interesse in questa occasione. I riflettori sono ora puntati sul numero di aumenti dei tassi possibili nel 2019.

L’euro segna un lieve ribasso contro il biglietto verde, con la coppia EUR/USD giù dello 0,8% a 1,1334, dopo essersi staccato dal massimo di questa settimana di 1,1419 raggiunto martedì.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è stabile a 97,05.

Il dollaro australiano e quello neozelandese, spesso considerati indicativi della propensione al rischio globale, sono in calo, con la coppia AUD/USD giù dello 0,55% a 0,7230 ed il cambio NZD/USD che scende dello 0,38% a 0,6870.

La sterlina è in discesa, con la coppia GBP/USD a 1,2727, mentre gli investitori si preparano al voto in Parlamento sull’accordo per la Brexit dell’11 dicembre, nei dubbi circa la possibilità che venga approvato.

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Winter outlook, ecco le ‘high conviction ideas’ per navigare nei mercati del 2019

Da: Financialounge.com

La nota forse di maggior rilievo che è emersa nel winter outlook illustrato alla stampa da Christophe Bernard, chief strategist di Vontobel, è che sembra prevalere un certo pessimismo nelle previsioni di consenso degli analisti per il 2019. Questo non significa necessariamente che per lo strategist di Vontobel il prossimo anno sarà una passeggiata di salute per gli investitori quanto piuttosto un sfida complessa che, tuttavia, offrirà diverse opportunità da cogliere.

RALLENTAMENTO DELLA CRESCITA GLOBALE
Innanzitutto, la crescita globale del 2019 sarà in lieve rallentamento, sulla scia della decelerazione della Cina (Vontobel stima un PIL cinese a +6,6% per quest’anno e al +6,2% per il 2019) e una minore brillantezza dell’Europa. L’economia statunitense, invece, dovrebbe restare bene intonata con la disoccupazione in ulteriore calo e le retribuzioni in graduale aumento oltre i tre punti percentuali su base annua. Per quanto riguarda invece l’effetto dei dazi commerciali, il loro impatto sull’inflazione USA non dovrebbe spingersi molto oltre lo 0,6% annuo.

UNA SFIDA TRA DUE COLOSSI
A proposito di tensioni commerciali, la vera sfida, secondo Christophe Bernard è sulle proprietà intellettuali: non a caso, nella sua relazione, ha proposto una slide con una frase sibillina di Jack Ma, pubblicata nello scorso mese di settembre dal Financial Times, nella quale il CEO di Alibaba si esprimeva così a proposito del confronto tra Washington e Pechino: “Durerà a lungo, forse 20 anni. Non è una guerra commerciale, si tratta di una competizione tra due colossi”.

LA FORZA DEL DOLLARO
Lo strategist si è soffermato poi sul dollaro statunitense la cui forza nel corso di quest’anno ha creato non pochi problemi ai mercati emergenti e, in particolare, al debito in dollari emesso dai paesi in via di sviluppo negli ultimi anni per finanziarsi sui mercati internazionali. Ebbene, secondo lo Short Term Fair Value (STFV) model di Vontobel, nel breve termine la forza del biglietto verde dovrebbe proseguire ma dalla seconda parte del 2019 in poi è probabile che prenda forma una stabilizzazione (con il fixing eur/usd nel range tra 1,10 e 1,20). A proposito di valute, il franco svizzero sembrerebbe segnalare, in base alla parità di potere d’acquisto (PPP, purchising power parity) un potenziale apprezzamento.

HIGH CONVICTION IDEAS
Alla luce di quest’ultima considerazione, il franco svizzero rientra nel ristretto elenco di ‘high conviction ideas’ proposte nel winter outloook. La valuta svizzera, oltre ad essere supportata da solidi dati economici, costituisce peraltro un robusto argine al rischio politico italiano. Un’altra ‘high conviction idea’ è quella relativa alle obbligazioni societarie high yield globali. L’economia statunitense è ben intonata sulla scia dello stimolo fiscale, mentre grazie ai profitti più solidi emerge un ricorso inferiore alla leva finanziaria. Inoltre se è vero che le valutazione non sono a buon mercato, i rendimenti correnti dei titoli high yield restano significativi nell’attuale contesto di mercato.

COMMODITY, BEST PERFORMER DI FINE CICLO
Chiudono la lista delle ‘high conviction ideas’ le commodity, un’asset class che ha dimostrato storicamente di registrare performance migliori rispetto al mercato azionario e a quello obbligazionario nei periodi di ciclo tardivo e di rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve americana. Inoltre, mentre lo stimolo cinese dovrebbe rianimare la domanda di materie prime, i prezzi del petrolio evidenziano un eccesso al ribasso.

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Notizie mercato azionario

Borse europee provano il rimbalzo, partenza positiva in attesa dei dati sul lavoro Usa

Da: Finanza.com

Le Borse europee tentativo di reagire dal sell-off di ieri e aprono la seduta odierna in territorio positivo. In avvio a Francoforte l’indice Dax sale dello 0,50%, a Parigi il Cac40 guadagna lo 0,94% e a Londra l’indice Ftse00 segna un progresso dello 0,92%. A sostenere il sentiment la circolazione di alcune indiscrezioni, secondo cui la Federal Reserve potrebbe decidere di porre un freno nel percorso rialzista dei tassi di interesse, rispetto a quanto previsto. L’ipotesi ha messo di buon umore l’azionario asiatico, che questa mattina ha imboccato la via dei rialzi. La Borsa di Tokyo ha chiuso la giornata di contrattazioni in rialzo dello 0,82% a 21.678,68 punti.

La giornata sarà movimentata da numerose indicazioni macro, provenienti soprattutto agli Stati Uniti. Nel primo pomeriggio infatti verranno diffusi i dati sul mercato del lavoro americano: tasso di disoccupazione, variazione delle buste paga nei settori non agricoli (le cosiddette non-farm payrolls) e salari relativi al mese di novembre. In uscita anche la fiducia dei consumatori elaborata dall’università del Michigan. Stati Uniti a parte, attenzione anche all’aggiornamento su vendite al dettaglio in Italia e Pil trimestrale dell’Eurozona.

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Apple, Facebook, Tesla, Wells Fargo giù negli scambi pre-market

Da: Investing.com

Titoli azionari sotto i riflettori negli scambi pre-market di questo giovedì:

Apple segna -2% alle 8:20 ET (13:20 GMT) dopo che il suo fornitore di lenti per la fotocamera dello smartphone Largan Precision ha riportato un crollo annuo del 25% dei ricavi a novembre.

Il titolo di Advanced Micro Devices) crolla del 3%: gli Stati Uniti hanno chiesto al Canada di arrestare una dirigente di Huawei Technologies, scatenando i timori che USA e Cina possano riaccendere il loro scontro commerciale.

Il titolo di Momo segna un tonfo del 14% in seguito agli utili per azione minori del previsto.

Canopy Growth crolla del 5%: la compagnia di marijuana terapeutica ha acquisito la Storz & Bickel, un produttore di vaporizzatori tedesco, per 145 milioni di euro (165 milioni di dollari) in contanti.

Tesla scende dello 0,25% sulla scia della notizia secondo cui la fabbrica cinese della casa automobilistica comincerà la produzione nel secondo semestre del 2019.

Facebook registra un crollo del 2,5% dopo che Stifel Nicolaus ha abbassato a “hold” il rating sul titolo, secondo la CNBC.

Il titolo di Thor Industries cola a picco con -9% dopo aver deluso le previsioni sugli utili, riportando utili per azione di 1,28 dollari contro gli 1,67 dollari previsti.

Wells Fargo segna -1,5%: secondo il Wall Street Journal, la compagnia ha annunciato che licenzierà una trentina di manager per uno scandalo legato alle vendite.

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Notizie sulle criptovalute

Il fondo di criptovalute Morgan Creek Digitial scommette un milione di dollari contro S&P 500: ecco la “Buffet Bet 2.0”

Da: Cointelegraph.com

Morgan Creek Digital, società di asset management focalizzata sulle criptovalute, ha piazzato una scommessa da 1 milione di dollari contro l’indice azionario S&P 500 (SPX). Lo rivela un comunicato stampa condiviso con Cointelegraph il 6 dicembre.

La società ha scommesso che il Digital Asset Index Fund, un paniere di dieci importanti cryptoasset, supererà l’indice S&P 500 nei prossimi dieci anni, a partire dal 1° gennaio 2019.

L’S&P 500 si basa sulla capitalizzazione di mercato di 500 grosse compagnia dotate di azioni ordinarie quotate nelle principali borse statunitensi, come la Borsa di New York (NYSE) o il listino tecnologico Nasdaq (NASDAQ).

La sfida di Morgan Creek Digital, soprannominata “Buffett Bet 2.0”, ricorda quella del noto personaggio di Wall Street Warren Buffett, che nel 2008 ha scommesso 1 milione di dollari sul fatto che lo S&P 500 avrebbe superato un gruppo di hedge fund, sempre in un periodo di dieci anni.

Se qualcuno dovesse accettare la scommessa, la società vorrebbe che il vincitore, qualunque sia il risultato, doni i guadagni in beneficienza, proprio come fece Buffet.

Anthony Pompliano, cofondatore e partner di Morgan Creek Digital, ha commentato l’iniziativa alla CNBC:

“Molte persone potrebbero pensare che siamo ottimisti sulle crypto, ma è necessario dare un’occhiata all’asset che stiamo sfidando. I titoli azionari pubblici sono proprio al loro massimo storico.”

Per giustificare la scommessa della sua azienda, l’investitore ha anche ricordato le recenti perdite subite da FANG (un gruppo di titoli tecnologici ad alto rendimento nel mercato statunitense, ovvero Facebook, Amazon, Netflix e Google). Facebook è infatti in perdita del 24% rispetto all’anno precedente, come segnala la CNBC.

Buffet ha spesso rilasciato commenti provocatori sulle criptovalute, definendole nei modi più disparati, da “miraggio” a “veleno per topi”.

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