Revisione del Mercato 05-11

Revisione del Mercato 05-11

Notizie Forex

La Fed tira dritto sui dati, banche italiane molla compressa

Da: financialounge.com

La traiettoria dei tassi resta intatta dopo il Job Report. Intanto Trump si vende un altro successo nella guerra dei dazi mentre l’Europa arranca. Le banche italiane brillano ai test, e se non ci fosse lo spread…

Allora, Trump si sta preparando a portare a casa un accordo sugli scambi con la Cina come ha già fatto con il nuovo NAFTA chiuso qualche mese fa con Messico e Canada? Oppure a ormai poche ore dalle elezioni di mid-term di martedì 6 novembre si sta semplicemente vendendo elettoralmente la pelle di un orso cinese che non ha per nulla nel carniere? Le borse asiatiche, da Tokyo, a Shanghai a Hong Kong, sembrano credere alla prima versione e venerdì hanno salutato la telefonata “molto positiva” di Trump con Xi con strappi violenti al rialzo. Wall Street sembra più scettica ed è andata a chiudere con il segno meno la miglior settimana da sei mesi, con cui sembra aver archiviato l’ottobre rosso. In realtà a Wall Street la guerra dei dazi ha sempre interessato poco, guarda i numeri delle trimestrali, che da quando tutta la storia è cominciata otto mesi fa dicono che l’impatto sugli utili delle società di Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq è pari a zero. Quello che non è piaciuto a broker e trader della piazza americana è lo stellare job report di venerdì scorso, con un record di 250.000 nuovi posti creati a ottobre, disoccupazione ai minimi di 50 anni al 3,7% e salari che aumentano del 3,1% sull’anno, ben oltre l’inflazione, con il rialzo più forte dal 2009.

UNA BESTIA MAI SAZIA DI RIALZI

Perché un’economia che corre ai limiti del surriscaldamento non piace a Wall Street? Perché smentisce un ragionamento che stava circolando e piacendo nelle ultime settimane, secondo cui la combinazione della turbolenza dell’azionario e di un’economia che mostrerebbe qualche segno di rallentamento, soprattutto nel settore immobiliare, potrebbe indurre Jay Powell e colleghi a rallentare il passo dei rialzi dei tassi dei Fed Fund, dando così a Wall Street la scusa per partire con un bel rally di fine anno. Il mercato azionario è una bestia famelica, non è mai sazio di rialzi, e la correzione di ottobre ha fatto aumentare l’appetito. Tassi bassi amplificano il ritorno sulle azioni, quindi sono sempre benvenuti, anche se potrebbero far danni nel medio lungo termine, tipo gonfiare troppo i prezzi e lasciare che il motore dell’economia si surriscaldi. Domani è un altro giorno. Evidentemente non la pensa così Powell, che finora ha preferito farsi guidare dai numeri. E quelli del job report di venerdì dicono che deve andare avanti e non cambiare guidance, portando i tassi dei Fed Fund al 2-1/2% a dicembre e proseguendo fino alla normalità del 3% nel 2019.

EUROPA NEL LIMBO PER TUTTO IL 2019

Jay non ha bisogno di dire che tira diritto perché non ha mai detto di averci ripensato, nonostante le pressioni del presidente che lo ha nominato. Basta il silenzio. Tornando alla guerra dei dazi, certo che se Trump dopo il nuovo NAFTA si porta a casa anche l’accordo con la Cina, e intanto rilancia le sanzioni all’Iran, il risultato è un’Europa sostanzialmente isolata nel nuovo mondo prima de-globalizzato e poi ri-globalizzato dagli accordi separati di Trump. Un isolamento destinato a durare per buona parte del 2019. Il governo europeo di Juncker e Merkel finora è riuscito a portare a casa una tregua sul fronte dei dazi, ma con le elezioni europee in arrivo a maggio non ha la forza e la rappresentanza per negoziare un accordo vero e duraturo e resterà nel limbo per parecchi mesi. Finora la guerra dei dazi non ha fatto deragliare l’economia americana, che anzi corre come un treno, ma una bella frenata a quella europea l’ha causata.

PROBLEMI STRUTTURALI ALLE SPALLE PER LE BANCHE ITALIANE

Intanto sono finalmente arrivati i risultati degli stress test dell’EBA sulle principali banche europee, e le italiane Intesa, Unicredit, Banco-BPM e UBI ne escono tutt’altro che malconce. A differenza delle altre europee, si sono ormai gettate alle spalle tutti i problemi strutturali, a cominciare dai NPL (Non Performing Loan). Sulla solidità del quartetto, ma anche di buona parte del resto del sistema, pesa ormai solo un problema, assolutamente congiunturale, che si chiama spread. E nonostante l’erosione del coefficiente di capitale causato dalla perdita di valore dei BTP che hanno in portafoglio, le prime due vantano requisiti migliori di nomi come SocGen e Santander, mentre l’ultima in classifica fa comunque meglio di Barclays. C’è da dire anche che questi test sono stati i più severi da quando questo tipo di esame è stato introdotto dopo la crisi. I test sono stati fatti sui bilanci chiusi a dicembre 2017, e non tengono conto delle azioni di de-risking messe in atto quest’anno. Ma non tengono neanche conto dell’allargamento dello spread in atto da maggio in poi.

BOTTOM LINE

Che alla guida della Fed ci sia un signore che non si fa forzare la mano né dal presidente degli Stati Uniti né dai mercati ma guarda solo i fondamentali sottostanti dell’economia è una bella sicurezza per quegli stessi mercati a cui piacerebbe una pausa nel rialzo dei tassi. Passando da noi, le banche italiane sembrano una molla compressa pronta a scattare appena il temporale dello spread sarà passato, sempre che passi e non diventi una tempesta come quella che ha investito le Dolomiti nei giorni scorsi. Purtroppo personaggi maldestri non mancano, né a Roma né a Bruxelles.

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Notizie mercato azionario

Borsa Milano, lusso e automotive positivi su ottimismo guerra commerciale, bene banche

Da: Reuters.com

A metà seduta Piazza Affari estende i rialzi, rimanendo positiva ben oltre il punto percentuale, sulla scia delle buone chiusure delle borse asiatiche.

Il tema predominante nella giornata è l’ottimismo sulla guerra commerciale internazionale, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto al suo staff di dettagliare i termini di un possibile accordo sul commercio con la Cina dopo una telefonata col leader cinese Xi Jinping.

Intorno alle 12,20 l’indice FTSE Mib avanza dell’1,7%, così come l’AllShare. Volumi leggermente più contenuti, per un controvalore di circa 900 milioni. Il paneuropeo STOXX 600 sale dell’1% circa.

In forte rialzo il lusso, con MONCLER a +5,4%, con volumi che già a metà giornata si avvicinano alla media di fine seduta degli ultimi cinque giorni. Bene anche SALVATORE FERRAGAMO che segna +2,8%.

Positivo l’automotive con FCA (+5,8%), CNH INDUSTRIAL (+3,8%) e BREMBO (+3,3%)

Entrambi i settori beneficiano dell’ottimismo sulle dispute commerciali internazionali e performano in linea con i rispettivi settori europei.

Tonici i bancari che segnano +2%. La mattinata è positiva per tutti gli istituti di credito dopo i buoni risultati dello stress test Eba. BANCO BPM guadagna 3,3%, UBI, UNICREDIT e INTESA SANPAOLO avanzano rispettivamente di 2,5%, 2,2% e 1,5%.

Ben comprata anche LEONARDO (+1,6%) dopo che il Consiglio dei ministri ha autorizzato la cessione di Vitrociset al gruppo.

Bene TENARIS (+1,8%) che continua a capitalizzare i risultati diffusi ieri.

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Idee di investimento – Obbligazioni – 5 novembre

Da: Financialounge.com

Previsti estenuanti colloqui improduttivi tra Italia e UE, ma nell’immediato il debito del nostro paese non rischia il giudizio di junk bond. Opportunità nei Treausry USA 1-3 anni e nelle valute emergenti

ITALIA, LA SFIDA È TORNARE ALLA CRESCITA

Philippe Waechter, Chief Economist di Ostrum Asset Management (Gruppo Natixis IM) sostiene che la vera sfida per l’Italia è tornare a una crescita strutturale e sostenibile capace di ridurre il rapporto debito/PIL attualmente al 132%. L’esperto, allo stesso modo, reputa sbagliato, da parte della Commissione, il focus sul disavanzo che sembra rivelare un mancato apprendimento delle lezioni del 2011/2012. “La disciplina di bilancio non ha portato in passato a una riduzione del debito pubblico, in quanto la crescita era stata ostacolata da misure governative volte a correggere lo squilibrio delle finanze pubbliche” spiega nell’articolo Italia e UE: dialogo tra sordi. Il rigore non è servito alla crescita l’esperto. La storia delle prossime settimane sembra quindi già scritta. Estenuanti colloqui improduttivi tra chi punta alla rigorosa disciplina dei costi (Commissione Ue) e chi intende affermare il primato della politica interna (governo Lega – 5Stelle) portando avanti senza nessuna concessione di rilievo una manovra priva di misure capaci di apportare a un miglioramento della crescita italiana. Il tutto condito di probabili minacce di sanzioni da parte della Commissione tese solo ad esasperare la situazione. “Si tratta di una situazione che mette a nudo i limiti dell’assetto dell’organismo europeo, che non contempla una opzione nella quale il blocco dei rappresentanti dei paesi membri si riunisce, affronta i problemi reali dell’Italia e lavora insieme per trovare una soluzione che permetta al paese di tornare al suo antico splendore” conclude Philippe Waechter.

VOLATILITÀ NEI PROSSIMI TRIMESTRI

Nel frattempo, secondo Andrea Iannelli e Alberto Chiandetti, Investment director e gestore di portafoglio di Fidelity International, lo spread tra i titoli decennali italiani e quelli tedeschi sta scontando “scenari particolarmente negativi” con prospettive che “potrebbero migliorare nettamente se gli italiani dimostrassero una certa flessibilità nelle negoziazioni per il bilancio”. Iannelli e Chiandetti, come specificano nell’articolo “Manovra, prepararsi a nuovi scontri e volatilità”, ritengono che difficilmente la posizione conflittuale dell’Italia cambierà, ma fanno notare come il governo debba prestare attenzione agli umori dell’elettorato e degli imprenditori “specialmente nel ricco nord-est dove la maggioranza ha una delle sue roccaforti”. Pur riconoscendo che le banche sono il canale tramite il quale la volatilità dei mercati si riversa sull’economia reale, Iannelli e Chiandetti ritengono che le grandi banche italiane dispongano di “margini di protezione più consistenti” che permette loro di “affrontare le turbolenze in modo più vantaggioso”. Per questo motivo Fidelity ha deciso di mantenere l’esposizione sul fronte obbligazionario riducendo, invece, l’esposizione alle banche su quello azionario.

ITALIA, SCONGIURATO IL RISCHIO JUNK BOND (PER ORA)

Sempre in tema di titoli di stato italiani, Donatella Principe, Responsabile Market e Distribution Strategy di Fidelity International, nell’articolo Debito Italia, per ora nessun rischio all’orizzonte di finire tra i titoli spazzatura afferma: “La situazione del debito italiano rimane in forte e costante evoluzione ma manteniamo a riguardo una visione relativamente costruttiva”.
Tuttavia, sebbene l’esperta non veda l’uscita dagli indici obbligazionari come un rischio all’orizzonte, rimangono le criticità rispetto all’attuale proposta di DEF del governo italiano.

BOND SOCIETARI USA DI ALTA QUALITÀ

Più in generale, la correzione dei mercati può costituire un buon punto di ingresso, ma non vanno dimenticate le regole generali. Nell’articolo Correzione dei mercati: quattro possibili opzioni per gli investitori si indicano alcune opzioni per cercare di navigare i mercati odierni. Una delle quali è rappresentata dalle obbligazioni societarie statunitensi a breve termine di alta qualità, acquistabili tramite un ETF che permette di diversificare anche piccoli capitali in centinaia di emittenti. Il rendimento medio di questi titoli oscilla tra il 3,5% e il 4% lordo annuo e, grazie alla scadenza ridotta, non dovrebbero risentire eccessivamente della variazione dei tassi di mercato. A suggerirla è Lorraine Ell, amministratore delegato e senior financial adviser di Better Money Decisions, una società di consulenza finanziaria vicino ad Albuquerque. Un’altra opzione consiste invece nel parcheggiare la liquidità nei titoli di stato (Treasury) USA con scadenza 1-3 anni che offrono attualmente un buon rendimento (2,8%). Ciò permette di aspettare l’evoluzione dei mercati e, pertanto, di decidere con calma gli investimenti a medio e lungo termine

VALUTE EMERGENTI, SOSTENUTE DA SOLIDI FONDAMENTALI

Anche i mercati emergenti potrebbe costituire un’occasione di acquisto dopo la correzione degli ultimi mesi. Erano cresciuti troppo velocemente, ed hanno corretto troppo bruscamente. Ma secondo Pictet AM i fondamentali economici rimangono solidi
“I livelli del debito governativo dei paesi in via di sviluppo sono generalmente contenuti, i saldi della bilancia commerciale e le riserve in valuta estera sono solidi mentre la domanda interna evidenzia una certa robustezza” fanno sapere, nell’articolo Mercati emergenti, monete sottovalutate del 20% rispetto al dollaro, Mary-Therese Barton, Head of Emerging Market Debt, e Alper Gocer, Head of EM Local Currency Debt di Pictet Asset Management. “Secondo i parametri di valutazione dei nostri economisti, le valute dei mercati emergenti sono sottovalutate di circa il 20% rispetto al dollaro, con lo yuan cinese più conveniente che mai sulla base della parità di potere di acquisto” spiegano i due esperti ricordando, infine, un dettaglio tutt’altro che trascurabile per gli investitori: l’attuale rendimento delle obbligazioni in dollari dei mercati emergenti è del 6,4%, più del doppio delle omologhe statunitensi.

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Notizie sulle criptovalute

Quanto inquinano i Bitcoin?

Da: lastampa.it

Il Bitcoin ha appena compiuto dieci anni : proprio nel 2008 fa venne teorizzata la sua esistenza da Satoshi Nakamoto, lo sconosciuto ideatore della criptovaluta più famosa. Oggi il valore dei Bitcoin è tornato vicino a quello di un anno fa, attorno a 6.300 dollari, dopo aver sfiorato i 20.000 dollari nel dicembre del 2017.

Le oscillazioni del valore non hanno ridotto la crescita dei consumi legati all’uso del denaro virtuale, che da tempo suscita preoccupazione. I consumi, in realtà, non sono dovuti all’uso dei Bitcoin ma al sistema di registrazione delle transazioni che vengono effettuate in ogni momento, la famosa blockchain. La blockchain prevede che ogni operazione sia archiviata in diversi luoghi della rete e bloccata in modo da non poter essere manomessa. La tecnologia della blockchain può essere approfondita qui.

Sono gli algoritmi, i calcoli molto complessi che devono essere risolti per poter effettuare questa archiviazione a richiedere l’uso di computer molto potenti e il consumo di grandi quantità di energia. Un lavoro così impegnativo e costoso da essere remunerato attraverso l’emissione di nuovi Bitcoin. La stima di un analista della società di consulenza Pricewaterhouse Coopers e citata anche dall’Economist calcolava i consumi annuali mondiali in 22 Terawatt/ora, ossia 22 miliardi di Kilowatt/ora, superiore al consumo di energia elettrica di un Paese come l’Irlanda. Il sito specializzato nell’analisi delle criptovalute Digiconomist stima che il valore minimo dei consumi provocati dai Bitcoin sia invece 55 Terawatt/ora e forse addirittura oltre i 70, simile al consumo di energia elettrica dell’Austria.

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Uno studio condotto da ricercatori dell’Università delle Hawaii ha provato a trasformare i dati sui consumi in termini di inquinamento atmosferico prodotto attraverso le emissioni di CO2. Per realizzare il calcolo gli scienziati sono andati a verificare dove si trovano i computer che risolvono gli algoritmi necessari al funzionamento della blockchain e poi hanno analizzato le emissioni di CO2 legate alla produzione di energia in ogni Paese. In questo modo ritengono che i loro calcoli rispecchino in modo verosimile la realtà.

Il risultato che hanno ottenuto è che lo scorso anno, il 2017, la gestione dei Bitcoin avrebbe prodotto l’emissione di 69 tonnellate di anidride carbonica, simile alle emissioni prodotte da Paesi come Israele o le Filippine.

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Ma i ricercatori si sono spinti oltre, tentando di ipotizzare che cosa succederà in futuro. Se i Bitcoin si diffonderanno al passo che mediamente hanno tenuto altre tecnologie, nel giro di 16 anni porteranno i livelli di CO2 oltre quelli che garantirebbero l’aumento della temperatura del pianeta entro i 2 gradi centigradi, cioè il limite da non superare in base agli accordi di Parigi. La diffusione dei Bitcoin, insomma, darebbe un contributo negativo importante alla lotta al cambiamento climatico.

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