Brexit Extension

Revisione del Mercato 05-04

Revisione del Mercato 05-04

Notizie Forex

Brexit da Mission Impossible. Westminster costringe May a chiedere nuovo rinvio. Occhio a sterlina. E a nota S&P

Da: Borse.it

Non c’è che dire: in quest’ultimo periodo i colpi di scena a Westminster sicuramente non mancano. L’ultimo è quello di ieri sera, con la Camera dei Comuni britannica che ha votato una mozione che esclude l’opzione di una no-deal Brexit, dunque di una Hard Brexit, e che costringe il governo a chiedere un ulteriore rinvio della data del divorzio del Regno Unito dal blocco europeo.

Questo significa che la premier Theresa May dovrebbe chiedere un ulteriore rinvio del divorzio degli UK dall’Unione europea. Rinvio che era stato già accordato qualche giorno fa, quando il Consiglio europeo aveva concesso di posticipare la Brexit dalla data precedentemente fissata al 29 marzo, al prossimo 12 aprile. La mozione per allungare ulteriormente i tempi è passata con uno scarto di appena un voto – 313 a favore su 312 contrari e, presentata dalla laburista Yvette Cooper e dal conservatore Sir Oliver Letwin, è riuscita a batte emendamenti volti a ostruirla, che erano stati stilati sia dai Brexiteers che dal governo di Theresa May.

Evidente la rabbia dei Brexiters, con il veterano Bill Cash che ha definito la mozione “riprovevole”, aggiungendo che il suo passaggio rappresenta un precedente terribile: “E’ qualcosa di profondamente anti-democratico”.

A questo punto la proposta di legge passa alla Camera dei Lord. Il punto è che Westminster dovrà comunque aspettare la risposta dell’Ue, che dovrà decidere se concedere o meno un nuovo rinvio: secondo alcune fonti, e anche secondo quanto ha detto lo stesso presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker nella giornata di ieri, un nuovo rinvio potrebbe essere concesso solo attraverso una lunga estensione, di almeno nove mesi.

Il sì di Bruxelles non è affatto scontato, per una serie di motivi: intanto, l’Ue non vuole accollarsi la responsabilità di avere ostacolato il compimento della volontà degli elettori britannici, che hanno scelto il Leave nel referendum del 23 giugno del 2016.

Allo stesso tempo, un Hard Brexit andrebbe contro i suoi stessi interessi, per la crisi di fiducia e le reazioni dei mercati che innescherebbe, a danno dell’economia europea.

La premier Theresa May, nel frattempo, è impegnata nelle trattative che ha deciso di avviare con il leader del partito laburista, Jeremy Corbyn. In assenza di un compromesso, si prevedono ulteriori voti su quello che sarà il destino della stessa Brexit.

Maggiore chiarezza sarà fatta, si spera, in occasione della riunione del Consiglio europeo, prevista per il prossimo 10 aprile. La sterlina è debole, sotto la soglia di $1,32, mentre i mercati guardano anche alla nota dedicata al Regno Unito diramata da Standard & Poor’s, che ha un titolo più che eloquente: “Countdown To Brexit: What Might Have Been For The U.K. Economy.” Ovvero: Conto alla Rovescia per la Brexit: Come sarebbero potute andare le cose per l’economia UK”.

Gli analisti hanno elaborato le stime utilizzato un approccio econometrico noto come metodo Doppelganger.

“Prevediamo che, se il Regno Unito avesse deciso di non lasciare l’Unione europea nel referendum del 2016, la sua economia avrebbe potuto crescere di circa +3% entro la fine del 2018 – scrive l’economista senior di S&P Global Ratings, Boris Glass – Ciò significa che l’economia UK ha rinunciato a 6,6 miliardi di sterline in termini di crescita in ognuno dei 10 trimestri successivi al referendum”.

“L’effetto più visibile è stato il deprezzamento della sterlina – si legge ancora nella nota – che ha scatenato l’aumento dell’inflazione. Il risultato ultimo è stato l’erosione del potere di acquisto delle famiglie britanniche. Le spese delle famiglie per consumi sarebbero state più solide in modo considerevole – in linea con la crescita del Pil – se non ci fosse stato il referendum, visto che, su base netta, le esportazioni non hanno beneficiato del (calo della sterlina) in alcun modo significativo”.

Sulla sterlina, così si legge nella nota “Forex Flash” dell’Ufficio Studi di Intesa SanPaolo:

“Bene per la GBP che il primo incontro May-Corbyn sia stato ‘costruttivo’, cioè che le posizioni siano ancora lontane, ma non così irriconciliabili da passare al piano B. In caso di convergenza, poi sarà da verificare la tenuta interna dei due partiti all’annuncio dei termini dell’intesa. Il parlamento ha approvato con un solo voto di scarto una proposta di legge (non una semplice mozione) che obbligherà il governo a chiedere una estensione lunga del periodo negoziale in caso di fallimento dei colloqui con l’opposizione, escludendo l’ipotesi di perseguire un’uscita senza accordo. La proposta di legge necessita ora dell’approvazione alla Camera dei Lord, attesa nei prossimi giorni. Ovviamente, la richiesta di proroga dovrà essere comunque motivata da sviluppi politici importanti, e obbligherà il governo anche a indire l’elezione degli eurodeputati”.

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Agenda macro 5 aprile: Non-Farm Payrolls sotto i riflettori

Da: Money.it

Oggi gli operatori saranno concentrati su uno dei dati più importanti della settimana: i Non-Farm Payrolls americani del mese di marzo. Focus anche sulla produzione industriale tedesca di febbraio

Come si vede dal nostro calendario economico, oggi gli operatori saranno concentrati sulle misurazioni che arriveranno dalla Germania e dagli Stati Uniti. In particolar modo, il focus di oggi sarà su una delle misurazioni più importanti del mese: i Non-Farm Payrolls.

Alle 8:00 verrà rilasciata la lettura sulla produzione industriale destagionalizzata tedesca di febbraio. Gli analisti censiti da Bloomberg si attendono una ripresa dell’indicatore, che dovrebbe attestarsi allo 0,5% contro il -0,8% di gennaio. Aspettative in miglioramento anche sulla rilevazione annuale WDA: l’indicatore dovrebbe infatti segnare un progresso al -1,4% contro il -3,3% dello scorso gennaio.

Usa: NFP in primo piano

Dalle 14:30 gli occhi saranno puntati sugli Usa per i Non Farm Payrolls. Per marzo, gli analisti si attendono una misurazione a 175 mila unità, in crescita rispetto alle deludenti 20 mila unità del secondo mese dell’anno.

Per questa rilevazione, segnali negativi sono arrivati lo scorso 3 aprile con i dati sulla variazione dell’occupazione ADP. Questo dato, considerato anticipatore dei NFP, è risultato inferiore alle stime degli esperti, arrivando ai minimi di settembre 2017.

Attenzione anche alla disoccupazione statunitense di marzo, che secondo gli analisti censiti da Bloomberg dovrebbe essere in linea con il 3,8% registrato a febbraio.

Il salario medio orario su base mensile dovrebbe perdere terreno rispetto a febbraio, attestandosi allo 0,3% contro lo 0,4% precedente. Su base annua la lettura è stimata in linea con le scorse misurazioni, in cui le letture si sono attestate al 3,4%.

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Notizie mercato azionario

Borsa Usa in rialzo su Facebook, Boeing, focus su negoziati Usa-Cina

Da: Reuters.com

Gli indici della borsa Usa sono in recupero nella mattinata d’Oltreoceano, sostenuti da Facebook e Boeing. Occhi puntati anche sui negoziati tra Stati Uniti e Cina.

Il presidente statunitense Donald Trump dovrebbe incontrare il vicepremier Liu He, alla guida della delegazione cinese, nel corso della giornata.

Le speranze di un accordo stanno sostenendo lo S&P 500 dall’inizio del secondo trimestre, anche se i timori di un rallentamento dell’economia globale hanno limitato l’entusiasmo.

Intorno alle 17 italiane, il Dow avanza dello 0,4%, lo S&P 500 guadagna lo 0,2% e il Nasdaq si muove sulla parità.

Facebook guadagna il 2,4% dopo l’upgrade di Guggenheim da “neutral” a “buy”.

Recupera anche Boeing, a +2,9%, che sostiene l’indice degli industriali a +0,8%.

Male Tesla, che perde l’8,4% dopo che le consegne del produttore di automobili sono calate del 31% nel primo trimestre a causa di problemi di spedizione verso Europa e Cina.

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Borsa Tokyo chiude positiva, market mover azionario Asia sono trattative Usa-Cina e alert Samsung

Da: Borse.it

Chiusura positiva per l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo, che termina la sessione in rialzo dello 0,38% a 21.807,50 punti. Oggi chiusi i mercati di Shanghai e Hong Kong. Gli investitori guardano comunque sempre alle trattative Usa-Cina per dirimere le dispute commerciali. Ieri, il presidente americano Donald Trump ha annunciato che sono stati fatti progressi nelle trattative commerciali con la Cina di Xi Jinping.

Trumnp però ha detto anche che “non ci siamo ancora”. “Sapremo qualcosa – ha precisato – tra quattro settimane”. Dal canto suo, il vicepremier Liu He, che ieri ha incontrato Trump a Washington, ha affermato secondo l’agenzia cinese Xinhua, che un “nuovo consenso” è stato raggiunto tra le controparti.

Sidney in sensibile calo, -0,83%, Seoul +0,12%. Alla borsa di Seoul si mette in evidenza Samsung Electronics, dopo che il colosso ha lanciato un profit warning prevedendo, per il primo trimestre di quest’anno, un tonfo degli utili pari a -60% su base annua, a causa della debolezza riscontrata dalle sue divisioni di display e memory.

Il gigante sudcoreano ha annunciato che gli utili operativi relativi ai tre mesi terminati a marzo sono attesi attorno a 6,2 trilioni di won (l’equivalente di $5,5 miliardi), in calo appunto del 60% rispetto ai 15,64 trilioni di won del primo trimestre del 2018.

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Notizie sulle criptovalute

Il Stellar scende del 10%

Da: Investing.com

La valuta digitale Stellar era scambiata a $0,11607 alle 20:12 (18:12 GMT) sul Investing.com Index in questo Giovedì, con un calo del 10,32% su base giornaliera. Si tratta della più grande perdita percentuale dal 24 Febbraio.

Il crollo riduce la capitalizzazione di mercato del Stellar a $2,28763B, corrispondente al 1,36% del totale di tutte le criptovalute. Ai suoi massimi, la capitalizzazione di mercato del Stellar era arrivata a $12,12000B.

Il Stellar si manteneva in un range compreso tra $0,11607 e $0,12468 durante le precedenti 24 ore.

Nel corso degli ultimi sette giorni, il Stellar restava in aumento nel suo valore, con una leggera guadagno. Il volume di scambio nel corso delle ultime 24 ore del Stellar era al momento della scrittura di $378,07898M, corrispondente al 0,50% del volume di tutte le criptovalute. Gli scambi si mantenevano all’interno di un range compreso tra $0,1053 e $0,1332 nel corso degli ultimi sette giorni.

Al prezzo attuale, il valore del Stellar è ancora inferiore del 87,38% dal suo massimo storico di $0,92 toccato il 3 Gennaio 2018.

Altrove nel mercato delle criptovalute

Bitcoin scambiato a $4.848,0 sul Investing.com Index, in calo del 4,64% su base giornaliera.

Ethereum quotato a $153,57 sul Investing.com Index, in perdita del 11,94%.

La capitalizzazione di mercato della moneta digitale Bitcoin era $86,43886B, corrispondente al 51,31% del totale delle criptovalute, mentre il totale di mercato della criptovaluta Ethereum toccava $16,39370B, corrispondente al 9,73% del valore di tutte le valute digitali.

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