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Revisione del Mercato 04-02

Revisione del Mercato 04-02

Notizie Forex

Regna la cautela sui mercati dopo meeting FED e incontro USA-Cina

Da: Finanzaonline.com

La scorsa settimana è iniziata con ribassi diffusi per i mercati azionari mondiali dopo alcune trimestrali USA deludenti, in particolare Caterpillar e Nvidia, che hanno alimentato le paure sulla crescita economica globale e sugli effetti collaterali causati dalla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. I mercati hanno comunque retto bene riuscendo a chiudere il mese di gennaio con rialzi consistenti (quasi +8% lo S&P 500 e il Ftse Mib).

L’ultimo round di colloqui sul commercio tra le due superpotenze, che si è tenuto a Washington, ha prodotto “importanti progressi” per la fase attuale e le parti hanno avuto discussioni “schiette, specifiche e produttive”. Lo riporta una nota della delegazione cinese rilanciata dai media di Pechino, come primo commento ufficiale sull’esito dette trattative. La Cina inoltre avrebbe proposto agli Stati Uniti un vertice tra i presidenti Xi Jinping e Donald Trump alla fine di febbraio per cercare di trovare un accordo commerciale.

Per quanto riguarda le Banche Centrali, nella sua prima riunione di quest’anno La Federal Reserve, come previsto, ha lasciato i tassi di interesse Usa invariati. Il costo del denaro resta fermo in una forchetta fra il 2,25 e il 2,50%. La Banca Centrale ha mostrato un atteggiamento da colomba, facendo sperare in una pausa nel percorso delle strette monetarie nel 2019. Decisione che ha provocato una contrazione del dollaro e, di conseguenza, spinto l’oro e Wall Street al rialzo nella seduta di mercoledì.

Importati sviluppi dal Regno Unito sul tema Brexit. Martedì sera la Camera dei Comuni ha approvato l’emendamento che autorizza la Premier Theresa May di ridiscutere con l’UE l’accordo sulla Brexit e di depurarlo dal cosiddetto backstop sul confine irlandese. Ma il portavoce del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha riferito che Bruxelles non intende riaprire i negoziati con Londra per modificare l’accordo precedente. Infine, in Italia, il dato sul Pil del quarto trimestre 2018 ha confermato la recessione tecnica.

Questo clima di incertezza ha incentivato il trading in certificati. Il più scambiato in assoluto è stato il Double Cash Collect su Enel con una raccolta di circa 650 mila euro e 32 contratti. Il prodotto, con ISIN NL0012324065, offre premi semestrali del 2% anche in caso di ribassi del sottostante, purché il valore sia maggiore o uguale il livello barriera (70% del valore iniziale). In più, l’investitore riceverà il valore nominale più il premio raddoppiato qualora il sottostante quoti a un valore superiore o pari al valore iniziale. La scadenza è fissata il 26 gennaio 2021.

Tra i più prodotti a leva, il più tradato è stato il Mini Future su STMicroelectronics (ISIN NL0013142177) con 104 pezzi passati di mano e circa 480 mila euro di controvalore. Il prodotto, con scadenza 19 dicembre 2025, ha strike a 9,26 euro e una distanza dalla barriera del 30,3%. La leva è intorno alle 3 volte.

Molto apprezzato anche il Turbo Short sul Ftse Mib che ha raccolto 222 mila euro con 7 contratti. Il certificato, con ISIN NL0013038458 e strike a 22.0000 punti, ha una leva di 9x e una distanza dal livello di knock out di circa l’11%. La scadenza è fissata il 21 giugno 2019.

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Idee di investimento – Azioni – 4 febbraio 2019

Da: Financialounge.com

Trimestrali ancora ben intonate e banche centrali più flessibili hanno permesso il rally di gennaio. Ora focus su Brasile, India, Russia e attenzione a M&A europeo e big data

RISULTATI SOCIETARI SEMPRE SOLIDI

La stagione dei risultati societari ha compiuto più o meno un terzo del suo cammino a Wall Street ed è appena iniziata in Europa. I dati disponibili mostrano che gli utili delle società quotate sullo S&P 500 continuano a viaggiare a un tasso di crescita sostenuto nel 2018, mettendo a segno il quarto trimestre consecutivo di crescita a due cifre. Il rapporto tra prezzi di Borsa e utili sembra ragionevole, poco sopra le 15 volte gli utili attesi a un anno, sotto la media degli ultimi 5 anni ma sopra quella degli ultimi 10. In Europa le cose vanno un po’ meno bene con una crescita degli utili in media a una sola cifra, ma pur sempre crescita e non arretramento. Per ora, come argomentato nell’articolo Mercati supportati da emergenti più tonici i fattori di incertezza e negativi restano, ma sullo sfondo. Mentre su mercati e economie resta distesa l’ala protettrice delle banche centrali.

FOCUS SULL’INDIA E SUL BRASILE

Resta il fatto che non tutti i mercati sono convenienti allo stesso modo, anche dopo la severa correzione di fine 2018. Krishan Selva, Gestore di portafoglio clienti di Columbia Threadneedle Investments, per esempio, guarda con interesse soprattutto alle opportunità in due mercati che hanno mostrato un’economia capace di crescere anche in modo abbastanza indipendente dal resto del mondo come quella dell’India e, più di recente, quella del Brasile. L’esperto, come spiega lui stesso nell’articolo Brasile-India: il tandem da tenere d’occhio tra i mercati emergenti, cerca peraltro di evitare i titoli tecnologici che si trovino all’epicentro della guerra commerciale, nonostante le loro specifiche prospettive possano apparire promettenti. In quest’ultimo caso, tuttavia, Krishan Selva ammette che occorre riuscire a fare le dovute distinzioni per non perdere di vista alcune interessanti eccezioni. Il suo riferimento è per esempio ad azioni come quelle della società tecnologica cinese Tencent che hanno perso quasi un terzo dopo il picco di inizio 2018 ma che non ha visto intaccate le prospettive a medio termine. Forse è ancora presto per aumentare il peso in portafoglio a favore dei mercati emergenti. Tuttavia, è il parere di Krishan Selva, la recente correzione di mercato sembra offrire già un punto d’ingresso. Inoltre grazie alla accurata selezione è possibile individuare aziende con prospettive di utili e di crescita più attraenti rispetto a molti titoli quotati nei mercati sviluppati.

AZIONARIO RUSSIA, IL RECUPERO PUO’ PROSEGUIRE

Per Hugo Bain, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management, è invece possibile che la sovraperformance dell’azionario Russia sul resto dei mercati emergenti possa proseguire nel 2019 sulla base di cinque fattori di sostegno alle quotazioni. Dalle sanzioni che non appiano affatto asfissianti e che, anzi, tengono debole il rublo rendendo più competitive le merci russe e più solido il bilancio statale (grazie alla ricche entrate in dollari derivanti dalle vendite di greggio all’estero) all’alleggerimento delle tensioni geopolitiche, fino ai fondamentali solidi (a cominciare dal basso rapporto debito / pil). Infine, come illustrato nell’articolo Mercato azionario, i 5 fattori a sostegno della Russia sarebbero sufficienti notizie meno negative di quanto il mercato si aspetti. Per quanto questo possa essere imprevedibile è però evidente che, secondo Hugo Bain, quando succederà sarà inevitabile una rivalutazione del mercato azionario russo.

OPPORTUNITA’ NELL’M&A E NEL DISTRESSED

Nel frattempo, volatilità e contesto economico complesso sembrano caratterizzare anche il 2019: chi cerca rendimento può guardare all’M&A e, con le dovute cautele, al settore delle società in difficoltà. E’ quanto sostiene Filippo Lanza, gestore del fondo HI Numen Credit, Hedge Invest Sgr. “Stimiamo potenziali di upside nell’M&A (fusioni e acquisizioni), dove osserviamo interessanti opportunità che possono essere colte sia con posizioni lunghe (al rialzo) che corte (al ribasso) sul credito e sull’azionario” riferisce nell’articolo 2019 ricco di sfide in Europa: opportunità da fusioni e acquisizioni Filippo Lanza. Per il quale anche in ambito distressed (cioè delle attività di società finanziariamente in difficoltà), un settore molto difficile e ad alta volatilità, si iniziano a intravedere situazioni promettenti, soprattutto in Europa, dopo le liquidazioni effettuate tra novembre e dicembre da parecchi fondi specializzati.

BIG DATA, ALLA RICERCA DEI COLLEGAMENTI NASCOSTI

Infine, merita una segnalazione anche l’articolo Big data: come trovare i collegamenti nascosti tra le aziende che approfondisce come il concetto di “peer group” di una società si stia rapidamente evolvendo. La selettività dell’investimento azionario assume un’importanza crescente con il prolungarsi del ciclo di espansione nel tempo e con i margini e i profitti che mostrano tassi di crescita sempre più modesti. Alla base di una buona selezione dei titoli esiste sempre una corretta composizione del “peer group” di una società, cioè i suoi campioni di riferimento nel settore di attività principale. A questo proposito gli esperti di Goldman Sachs Asset Management (GSAM) sottolineano l’importanza di concentrare l’analisi sull’identificazione dei temi di mercato e dei cambiamenti di lungo termine che possono collegare tra loro società apparentemente slegate. “Le società sono collegate tra loro in diversi modi che possono influire sulle rispettive performance, ma spesso questi collegamenti sono sottili e passano inosservati. L’analisi dei ”big data” può contribuire a rendere visibili questi collegamenti”, spiegano i professionisti di GSAM. Tra i temi in vetrina per il 2019 la sanità intelligente, le risorse idriche e l’energia solare.

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Notizie mercato azionario

Borsa Milano chiude in calo, bancari in picchiata, bene Cnh

Da: Reuters.com

Piazza Affari chiude in calo l’ultima seduta della settimana, trascinata al ribasso dai bancari, in scia ad alcune trimestrali deludenti a livello europeo e segnali di rallentamento della crescita economica in Europa.

L’indice FTSE Mib perde l’0,78%, l’ALLSHARE 0,77%. Volumi per un controvalore di 2,4 miliardi di euro.

L’indice europeo FtsEurofirst 300 sale dello 0,22% e anche Wall Street è in rialzo.

Sprofondano i bancari, con l’indice di settore in calo del 2,1%, contro un calo dello 0,47% dello Stoxx europeo, che in giornata ha toccato i minimi da metà gennaio, secondo i trader a causa delle trimestrali deludenti. UBI (MI:UBI) BANCA lascia sul terreno il 4,06%, BANCO BPM (MI:BAMI) il 3,41%, UNICREDIT (MI:CRDI) il 2,74%, INTESA SANPAOLO (MI:ISP) l’1,61%.

Ancora realizzi sulla JUVENTUS (MI:JUVE), peggiore del listino principale con -7,46%.

Brilla DIASORIN (MI:DIAS) (+2,69%) sulla scia della certificazione dalla Food and Drug Administation (FDA) per la vendita sul mercato Usa del test Liaison della Calprotectina.

Forte anche il lusso, con MONCLER (MI:MONC), che ha ingaggiato nuovi designer per il suo progetto Genius a +1,98% e SALVATORE FERRAGAMO (MI:SFER) a +0,8%.

FERRARI (NYSE:RACE) segna +1,81%, continuando a salire dopo il balzo di ieri sulle previsioni 2019, che hanno anticipato i target su free cash flow ed Eps, previsti per il 2020.

Bene anche il resto dell’automotive, con CNH (MI:CNHI) in rialzo del 2,03%, FIAT CHRYSLER (MI:FCHA) a +1,02%, mentre PIRELLI (MI:PIRC) cede lo 0,11%.

TELECOM ITALIA (MI:TLIT) perde lo 0,43% ma resta stabile sopra quota 48 cent, dopo il rimbalzo di ieri sulla notizia che Elliott é salito al 9,4% dall’8,8% del capitale.

Fuori dal Ftse Mib, MEDIASET (MI:MS) perde l’1,99% dopo il downgrade di Barclays (LON:BARC) a underweight.

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Battaglia alla Silicon Valley, Apple blocca un’app di Facebook

Da: Repubblica.it

Tim Cook mostra i muscoli a Mark Zuckerberg. E lo punisce, alla vigilia del quindicesimo compleanno di Facebook, proprio come un adolescente: levandogli un giocattolo per due giorni. Già. Non bastavano alla compagnia cui abbiamo affidato i diari delle nostre vite i guai legati alle accuse di propagare Fake News e di violare sicurezza e privacy. Ora Facebook rischia di essersi fatta un nuovo pericolosissimo nemico: Apple.

Il fatto è che i due colossi tecnologici collaborano da tempo su programmi speciali di sviluppo aziendale. Dove in pratica Apple permette alle aziende di realizzare e usare sui suoi device applicazioni sviluppate esclusivamente ad uso interno. E Facebook le utilizza per testare nuovi prodotti ma anche per far comunicare fra loro gli impiegati, pubblicare gli orari delle navette o i munu della mensa a pranzo.

Peccato che nelle ultime settimane, senza consultarsi con Apple e approfittando del fatto che il colosso di Cupertino non si occupa di controllare che le applicazioni interne rispettino le sue linee guida, Facebook ha distribuito certe sue app a persone che non sono dipendenti. Soprattutto a giovanissimi che le hanno scaricate ricevendo in cambio un piccolo pagamento di 20 dollari. Lo scopo, spiegano, sono “ricerche di mercato”: la app raccoglieva e registrava le loro abitudini online.

Apriti cielo. Tim Cook, da sempre in prima linea nella difesa della privacy degli utenti – e già irritato dal problema legato a FaceTime che per un baco dell’ultima versione permette di ascoltare cosa accade dall’altro lato prima ancora che si risponda – ha reagito con forza. Prima intimando a Facebook di interrompere immediatamente la distribuzione della controversa applicazione, definendola “una chiara violazione del nostro accordo”.

Poi passando ai fatti: bloccando per due giorni il funzionamento di tutte le applicazioni aziendali di Facebook. Ovvero le versioni interne dei vari Messanger, Slack, Workplace costringendo gli impiegati a scaricare quelle pubbliche. Un assaggio del danno che potrebbe fare se decidesse di bloccare globalmente Facebook da tutti i suoi device. Un avvertimento: non puoi fare a meno di noi e dunque devi stare alle nostre regole.

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Notizie sulle criptovalute

La SEC degli Stati Uniti è alla ricerca di dati analitici provenienti dalle compagnie del settore blockchain

Da: Cointelegraph.com

La Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti è alla ricerca di fonti che forniscano analisi e dati relativi al settore blockchain. Lo rivela una dichiarazione rilasciata dall’agenzia il 31 gennaio.

Secondo il comunicato, la SEC sta cercando di trovare aziende in grado di fornire dati sul loro business nel campo delle blockchain al fine di supportare le attività di monitoraggio del rischio e di enforcement, oltre che per informare la commissione in merito agli asset digitali. Il mese scorso, l’agenzia ha annunciato che le criptovalute rientrano nelle principali priorità che verranno esaminate durante il 2019.

Nella dichiarazione, l’agenzia ha espresso particolare interesse per i dati riguardanti i ledger blockchain più popolari. Oltre a fornire tali dati, le compagnie dovranno anche analizzarli per agevolarne la revisione.

Inoltre, la SEC richiede anche una panoramica dei processi di estrazione, conversione e verifica delle informazioni. L’agenzia chiede infine alle aziende partecipanti di delineare la loro “capacità di ricavare informazioni dai dati disponibili”, compresa l’identificazione dei proprietari degli indirizzi dei wallet.

Le aziende che desiderano rispondere alla richiesta dell’organo di regolamentazione devono inviare la loro risposta via e-mail entro il 14 febbraio, allegando un breve resoconto delle proprie abilità.

Nell’agosto dello scorso anno, un agente dell’U.S. Enforcement Administration (DEA) ha osservato che, nonostante le cosiddette privacy-coin siano più anonime del Bitcoin (BTC), l’agenzia ha comunque dei modi per tracciarle:

“La blockchain ci fornisce molti strumenti che ci permettono di identificare le persone. In realtà, voglio che le criptovalute continuino ad essere utilizzate.”

A metà luglio, anche Scott Kupor, managing partner di Andreessen Horowitz, ha descritto il Bitcoin come “il migliore amico delle forze dell’ordine” a causa della possibilità di tenere traccia delle transazioni illecite sulla blockchain.

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