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Revisione del Mercato 01-03

Revisione del Mercato 01-03

Notizie Forex

Le cinque cose da seguire sui mercati questo giovedì

Da: Investing.com

Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo giovedì 28 febbraio:

1. Chiuse in anticipo le trattative Trump- Kim

Il Presidente USA Donald Trump ha reso noto di aver abbandonato il summit sul nucleare con Kim Jong-un per via delle richieste inaccettabili del leader nordcoreano per l’eliminazione delle sanzioni.

“È stato per via delle sanzioni”, ha affermato Trump in una conferenza stampa dopo la brusca chiusura del vertice. “Sostanzialmente, volevano che le sanzioni venissero eliminate del tutto e non possiamo permetterlo”.

Trump ha dichiarato che i due giorni di trattative nella capitale vietnamita Hanoi hanno visto dei buoni progressi nel costruire dei rapporti e nell’importante questione della denuclearizzazione, ma che era importante non avere fretta per non rischiare un cattivo accordo.

“A volte è meglio andarsene, proprio come in questo caso”, ha dichiarato Trump, aggiungendo che comunque se n’è andato “in modo amichevole”.

2. Doccia fredda per le speranze commerciali USA-Cina

I mercati sono diventati più cauti sugli sviluppi commerciali tra Stati Uniti e Cina sulla scia dei commenti del Rappresentante per il Commercio USA Robert Lighthizer circa un possibile accordo tra Washington e Pechino.

Lighthizer ha affermato durante un’udienza al Congresso ieri che è troppo presto per prevedere un esito dei negoziati commerciali USA-Cina. Le questioni con la Cina sono “troppo serie” per essere risolte con la promessa di Pechino di comprare più prodotti statunitensi ed un eventuale accordo con la Cina dovrà includere un modo per garantire che vengano mantenute le promesse fatte, ha riferito ai legislatori.

I suoi commenti seguono la decisione di Trump di rinviare gli ulteriori dazi sui prodotti cinesi domenica.

3. Peggiora il calo dell’attività manifatturiera cinese

I mercati valutano altri dati economici dalla Cina, dove l’attività industriale si è contratta al minimo di tre anni, con gli ordinativi di esportazione scesi al tasso più veloce dalla crisi finanziaria globale.

L’indice ufficiale dei direttori acquisti (PMI) è sceso a 49,2 a febbraio da 49,5 di gennaio, indicando una contrazione dell’attività per il terzo mese di fila, secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica cinese.

Gli analisti avevano previsto una lettura invariata al dato di gennaio di 49,5. Il livello di 50 separa la crescita dalla contrazione su base mensile.

I dati deludenti probabilmente alimenteranno l’idea che la seconda economia mondiale stia ancora perdendo slancio, dopo che la crescita l’anno scorso è rallentata al minimo di quasi 30 anni.

4. I future dei titoli azionari USA puntano ad un’apertura al ribasso

I future dei titoli azionari USA indicano un’apertura in discesa, sulla propensione al rischio pesano le trattative commerciali e l’interruzione del summit Trump-Kim.

Alle 5:40 ET (10:40 GMT), i future Dow blue-chip scendono di 55 punti, o dello 0,2%, i future S&P 500 segnano un calo di 7 punti, o dello 0,2%, mentre i future Nasdaq 100 legati al settore tech vanno giù di 30 punti, o dello 0,4%.

Per quanto riguarda i report sugli utili, Nordstrom (NYSE:JWN), JC Penney (NYSE:JCP), Dell Technologies (NYSE:DELL), Autodesk (NASDAQ:ADSK) e Workday (NASDAQ:WDAY) sono tra le compagnie che li pubblicheranno oggi, mentre la stagione degli utili del quarto trimestre volge al termine.

Intanto, le borse europee scendono per il secondo giorno di fila, con tutti i titoli in rosso. La performance peggiore è quella dell’indice londinese FTSE 100, giù dello 0,9%.

I mercati azionari asiatici hanno chiuso al ribasso, con l’indice sudcoreano KOSPI che crolla del 2%.

5. Attesi dati sul PIL del quarto trimestre USA

Gli investitori non perderanno di vista la lettura preliminare sulla crescita del quarto trimestre USA alle 8:30 ET (13:30 GMT) per avere maggiori indicazioni sulla forza dell’economia.

I dati, originariamente previsti per il 30 gennaio ma rinviati a causa del blocco delle attività amministrative, dovrebbero mostrare un’espansione al tasso annuo del 2,6% nell’ultimo trimestre del 2018, in calo rispetto al 3,4% del trimestre precedente.

Il calendario economico odierno prevede anche i dati settimanali sulle richieste di sussidio di disoccupazione e l’indice PMI di Chicago.

I mercati seguiranno con attenzione anche i commenti di vari membri della Fed per avere maggiori dettagli sulle loro opinioni sull’economia e su come queste possano influire sulla politica monetaria.

Il Vice Presidente della Fed Richard Clarida interverrà alla National Association for Business Economics Policy Conference, a Washington DC, alle 8:00 ET (13:00 GMT).

Alle 20:15 ET, il Presidente della Fed Jerome Powell rilascerà dei commenti in occasione della Citizens Budget Commission Awards Dinner, a New York.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,2% a 95,48, riavvicinandosi al minimo di tre settimane di 95,75 di ieri.

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L’economia europea tifa per le misure monetarie e fiscali di Pechino

Da: Repubblica.it

Come tutti gli osservatori hanno potuto notare, i dati degli ultimi mesi hanno continuato a mostrare un’economia europea in forte rallentamento, ai confini della stagnazione. Ma forse quello che non tutti sanno è che un sensibile contributo al miglioramento della situazione potrebbe derivare dalle misure monetarie e fiscali messe in campo dalle autorità cinesi, con l’obiettivo di contrastare sia il rallentamento dell’economia e sia le implicazioni delle dispute commerciali tra Washington e Pechino.

UNA RIPRESA NEL SECONDO SEMESTRE

Di questo è convinto il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, che reputa potenzialmente efficaci le misure di allentamento adottate dalla Cina al punto che dovrebbero essere in grado di spronare l’economia interna e, vista l’importanza che ricopre la Cina nello scacchiere economico internazionale, anche quella mondiale. Certo, ammette il Team, nel breve termine occorrerà fare ancora i conti con i dazi imposti nel 2018 che continuano a pesare sulla fiducia e sul comportamento di acquisto dei consumatori. Tuttavia, sulla scia del miglioramento delle condizioni creditizie ci sono le premesse affinché nel secondo semestre possa materializzarsi una ripresa sostenuta dell’attività, con l’economia europea candidata ad essere uno dei maggiori beneficiari di questi sviluppi.

MIGLIORANO LE CONDIZIONI CREDITIZIE IN CINA

Il miglioramento dello stato di salute del credito in Cina indica che le misure di allentamento monetario, in particolare i quattro tagli del coefficiente di riserva obbligatoria attuati lo scorso anno per incentivare le banche a sostenere il settore privato, hanno cominciato a trasmettersi all’economia reale. In parallelo, si può constatare come siano cresciute pure le voci dei finanziamenti sociali, all’interno delle quali figurano pure tipologie di credito esterne al sistema bancario tradizionale. Inoltre, mentre le importazioni di materie prime hanno registrato un significativo incremento, sono migliorate le aspettative anche per gli investimenti fissi.

IL PESO DEGLI INDICATORI CINESI

“L’andamento degli indicatori cinesi è di assoluto rilievo per l’economia europea, che a causa della forte esposizione all’export ha probabilmente risentito più di altre regioni della debolezza di Pechino” puntualizza il Team. Il quale, se da un lato segnala che le esportazioni cinesi a febbraio potrebbero subire un rallentamento (visto che il rialzo di gennaio era probabilmente imputabile all’anticipazione degli ordini in previsione dell’entrata in vigore delle tariffe doganali), dall’altro si dice fiducioso dopo il prolungamento della tregua sui dazi.

LO STIMOLO ALL’ECONOMIA INTERNA

Da notare che a supporto delle tesi del Team ci sono anche valutazioni quantitative e tecniche di mercato. Per esempio, il recupero degli attivi più rischiosi, compreso anche il settore high yield globale, è senz’altro spiegato dall’approccio più accomodante delle Banche Centrali, in particolare la Fed, attenta a non far deragliare il ciclo statunitense, e la Bce, pronta ad intervenire per sostenere le flebile fiammella dell’economia europea. Ma non c’è dubbio che un contributo non secondario lo abbiano fornito anche le misure di allentamento varate dalle autorità di Pechino, che evidenziano il successo nello stimolare l’economia interna. A questo proposito, il Team ammette che le valutazioni non sono più allettanti come alla fine dell’anno scorso.

EVITATO UN AUMENTO GENERALIZZATO DEL DEBITO

Sul fronte dei fattori tecnici, invece, il consistente aumento dei volumi dei collocamenti dei bond speciali emessi dalle autorità locali cinesi a gennaio per 400 miliardi di yuan, rispetto a meno di 200 miliardi nei precedenti tre mesi, conferma le previsioni di un prossimo aumento degli investimenti fissi dal momento che tali emissioni sono destinate prevalentemente a finanziare progetti infrastrutturali e di natura similare. Con un aspetto di rilievo, come puntualizzato dal Team: “Le autorità cinesi si sono focalizzate per stimolare gli interventi a favore delle grandi aziende e del settore delle infrastrutture, invece di promuovere un aumento generalizzato del livello del debito in tutti i settori dell’economia nazionale”.

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Notizie mercato azionario

Juventus, prosegue il calo ma resta nel Ftse Mib. Esce Brembo

Da: Investing.com

Ancora una giornata negativa per il titolo Juventus (MI:JUVE) che a Piazza Affari cede oltre il 2% dopo che ieri aveva chiuso a -3%.

Gli acquisti sul titolo erano attirati dalle voci di una possibile uscita della società dal Ftse Mib, dopo soli due mesi dall’ingresso, a seguito della revisione periodica dell’indice.

Ieri sera, però, il FTSE Italia Index Series Technical Committee di FTSE Russel aveva deciso che sarà Brembo (MI:BRBI) (-1,2%) a lasciare l’indice principale, per entrare nel FTSE Italia Mid Cap.

Le voci diffuse ieri affermavano che potessero essere i bianconeri a far posto a Hera (MI:HRA) dal 18 marzo, la quale ha una capitalizzazione di circa 4,30 miliardi, mentre la Juventus si ferma sopra quota 1,24 miliardi.

Per oggi sono attesi i dati sugli utili mentre un altro rischio sembra esserci per la Juventus: il debito. Secondo il Sole 24 Ore, infatti, il debito della società è stato inserito tra i “fattori di rischio” nel prospetto presentato dalla Juventus agli investitori per il recente collocamento del “Ronaldo bond” da 175 milioni di euro.

«La Juventus non può assicurare che sarà in grado di rifinanziare o ripagare tutto il suo debito, inclusi i bond a condizioni commerciali ragionevoli o del tutto”, spiega la società.

Se nel corso dello scorso esercizio il debito finanziario della Juventus è aumentato del 90%, questo potrebbe aumentare ancora nella stagione attuale.

Acqua sul fuoco, però, era stata gettata dal direttore finanziario Marco Re, il quale aveva definito “sostenibile” tale debito, per poi essere confermato dalla società.

Nel frattempo, la società ha comunicato la cessione definitiva alla Sampdoria del calciatore Emil Audero, ottenendo una plusavalenza di 19,9 milioni di euro.

A seguito del verificarsi di alcune condizioni contrattuali, infatti, è scattato l’obbligo di acquisto per la società ligure per una cifra di 20 milioni di euro totali.

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Opportunità in Europa sui titoli ciclici e value

Da: Financialounge.com

Dopo un solido 2017, nel 2018 i mercati europei hanno perso terreno a causa di una correzione simile a quella del 2015-16, quando industriali, minerari, bancari, materie prime e mercati emergenti cedettero il 30% o più. Ma poi seguì un deciso recupero. Ora la situazione potrebbe ripetersi, soprattutto in Europa, dove le azioni sono sottovalutate rispetto a quelle americane, soprattutto i titoli ciclici e value. E’ la sintesi dell’analisi di Paul Doyle, Gestore di portafoglio, Azioni europee, di Columbia Threadneedle Investments. L’esperto ricorda che nel 2015-16, come negli ultimi mesi, i dati sul settore manifatturiero indicavano contrazione in Europa con gli spread dei bond high yield a 400 punti base che suggerivano una recessione imminente. Che invece fu evitata, perché la Fed interruppe gli aumenti dei tassi a marzo 2016.

LA FED HA APERTO MARGINI PER UN RALLY DI TITOLI VALUE E CICLICI

Oggi come allora la Fed ha rinunciato all’aggressività e si è messa in pausa, su timori che la guerra commerciale possa danneggiare l’economia mondiale e quella americana più di quanto si pensasse. Doyle nota che non è compito della Fed evitare le recessioni – anzi, talvolta le crea di proposito per evitare eccessi peggiori – ma sicuramente la svolta di Powell l’ha resa meno probabile, e si chiede quali siano le implicazioni per un’Europa dove la Bce è già meno incline ad alzare i tassi rispetto alla Fed, anche per i dati deludenti provenienti dai paesi dell’Unione. Di qui la conclusione che vi sono i margini per un rally dei titoli value e ciclici, proprio come accaduto nel 2015-16, sulla scia di ulteriori dichiarazioni incoraggianti da parte della Fed.

I TITOLI SU CUI PUNTA COLUMBIA IN GRAN BRETAGNA E ITALIA

Doyle si aspetta un recupero dell’attività manifatturiera globale nella prima metà dell’anno a fronte dell’attenuazione dei problemi macro, più probabile anche in Cina ora che l’impulso al credito è in miglioramento e la debolezza del renminbi compensa l’impatto negativo dei dazi, il che dovrebbe aiutare anche l’Europa. Beni strumentali e chimica sono stati i segmenti più ipervenduti durante la correzione in Europa. Ora serve soltanto la capacità di scegliere i titoli giusti. Tra questi Columbia segnala sul mercato britannico titoli come Kingspan, Elis e Ryanair, che potrebbero mettere a segno un forte rimbalzo nel caso di una “soft Brexit” o di una “no Brexit”, in quanto scontano già l’esito peggiore. Spostandosi in Italia, secondo l’esperto la situazione politica rimane tesa con il governo che continua a lanciare i suoi strali contro l’UE per conservare il consenso. Il che induce alla cautela sulle banche italiane ed anche europee. Questo non impedisce a Columbia di rivelare di aver investito in Fineco Bank, che offre proprio ciò che la clientela dei millennial desidera e fornisce anche una piattaforma parallela e altrettanto efficace per i fondi d’investimento.

NON SIAMO A UN PUNTO DI SVOLTA

Le conclusioni cui giunge Doyle è che a fine 2018 siamo passati in meno di un anno dall’euforia alla sfiducia, con il sentiment indebolito dagli squilibri della crescita e dai timori di una riduzione della liquidità a livello globale. Ma, avverte, non siamo ancora a un punto di svolta. I ribassi di fine anno sono dovuti ai timori per la crescita tipici della fase avanzata dal ciclo, “tuttavia, non siamo ancora giunti alla fine di quest’ultimo, in quanto sarebbe accompagnata da un’inflazione elevata, da una crescita sostenuta e da un’economia vivace”. Nessuna di queste è presente in Europa, per cui l’esperto ritiene “che vi siano ancora margini di guadagno in un mercato nettamente sottovalutato rispetto agli Stati Uniti e caratterizzato da alcune ottime aziende”.

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Notizie sulle criptovalute

Capitalizzazione del mercato delle criptovalute stabile a 130 miliardi di dollari, lieve calo del mercato azionario

Da: Cointelegraph.com

I mercati delle criptovalute continuano a subire lievi variazioni, mentre la capitalizzazione complessiva del mercato rimane stabile intorno ai 130 miliardi di dollari, dopo le forti vendite del 24 febbraio, come mostrano i dati di CoinMarketCap.

Il valore del Bitcoin (BTC) si aggira sui 3.865$, un aumento dello 0,3% circa rispetto alla quotazione di ieri. La giornata di oggi è stata parecchio volatile: la criptovaluta più famosa al mondo ha toccato un minimo di 3.787$ e un picco di 3.906$. Il suo grafico settimanale segna -2,15%.

Ethereum (ETH) è in rialzo di appena lo 0,1%, con un valore di 137,23$. La seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato è in calo del 6% a livello settimanale. In mattinata, l’altcoin ha toccato un minimo di 131,6$.

Pochi minuti fa, insieme al blocco 7.280.000, sono arrivati come previsto gli aggiornamenti Constantinople e St. Petersburg.

Ripple (XRP), la terza criptovaluta per capitalizzazione di mercato, è in calo dello 0,2%, con una quotazione di 0,314$. A livello settimanale, XRP ha perso circa il 2%.

Volatilità moderata per alcune delle monete della top 20: le variazioni più importanti sono quelle di Binance Coin (BNB), in rialzo del 4,17% con un valore di 10,36$, e Bitcoin SV (BSV), in calo del 3,3%.

La capitalizzazione di mercato si aggira sui 130 miliardi di dollari, mentre il volume di scambio giornaliero è pari a 29 miliardi di dollari, in rialzo rispetto ai 26 miliardi di ieri.

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